Cure e rimedi per le macchie sulla pelle: micosi, funghi, solari

Creme antimacchie

macchie-pelleAnche se in estate il sole si è fatto desiderare, può aver lasciato in eredità macchie e discromie. Sono causate soprattutto dai raggi Uva, quelli che penetrano fino al derma e che hanno la capacità di richiamare in superficie la melanina presente nell’epidermide.  Il pigmento si ossida e si formano le macchie (ma provoca anche un generale invecchiamento della pelle).

Se le  discromie sono lievi, può essere sufficiente utilizzare un prodotto che uniforma l’incarnato. Si tratta di cosmetici che riuniscono sostanze antiossidanti e leggeri esfolianti (vedi box qui a fianco). Se si applicano la sera non c’è bisogno di filtri solari. La protezione Uva e Uvb è però indispensabile di giorno (anche in città, anche nella brutta stagione) per evitare che le macchie si riformino e la situazione peggiori. In caso di macchie molto scure è consigliabile rivolgersi invece al dermatologo, che oltre a escludere una patologia, potrà proporti dei trattamenti galenici, per esempio con idrochinone (un depigmentante che un tempo si usava anche nei cosmetici, ma che ora deve essere applicato solo sotto stretto controllo medico), o  medico estetici (per esempio con acido glicolico ad alta concentrazione).

Gli ingredienti ok antimacchie I cosmetici per uniformare l’incarnato e schiarire le macchie leggere  utilizzano tre categorie di sostanze.
Antiossidanti. Inibiscono la formazione di melanina prevenendo l’azione dell’enzima tirosinasi. Inoltre impediscono l’ossidazione della melanina già esistente. Tra i più efficaci: vitamina E, vitamina C, polifenoli.

Esfolianti. Accelerano il turnover cellulare, agendo direttamente sui cheratinociti (lo strato di difesa esterno della pelle).
Tra le sostanze più usate: alfaidrossiacidi (acidi della frutta), acido salicilico.

Idratanti ed emollienti. Proteggono e ristabiliscono il film idrolipidico, importante per mantenere la pelle sana e luminosa.

TRE COSMETICI ANTI MACCHIE

VINOPERFECT di CAUDALIE

Particolarità: senza parabeni, phenoxyetanolo, ftalati, oli minerali, sodium lauteth sulfate, ingredienti di origine animale. I primi 5 ingredienti: acqua, butylene glycol (umettante), glycerin (umettante), squalane (emolliente), tocopheryl acetate (antiossidante).
Costo: 30 ml, 45,50 €, nei negozi monomarca e in farmacia.
Giudizio: un ottimo mix che si caratterizza per l’estratto della linfa di vite, antiossidante che attenua le macchie e migliora la luminosità della pelle. Se si usa di giorno si deve associare un filtro solare (come viene consigliato sulla confezione).

AVENE-D PIGMENT LEGER

Particolarità: senza parabeni, senza profumo. I primi 5 ingredienti: acqua, triethyl-hexanoin (emolliente), cyclomethicone (silicone volatile), Avène thermal spring water (acqua termale), cetearyl alcohol (emulsionante).
Costo: 30 ml, 32 €, in farmacia.
Giudizio: Il trattamento (c’è anche per pelli secche, con texture più ricca) si usa la sera, di conseguenza non serve il filtro solare. L’esfoliante aiuta il turnover cellulare e quindi l’attenuazione delle macchie.

PIGMENTCLAR UV SPF 30 di LA-ROCHE POSAY

Particolarità: con protezione anche dai raggi Uva lunghi. I primi 5 ingredienti: acqua, C12-15 alkyl benzoate (emolliente), glycerin (emolliente), octocrylene (filtro solare Uvb), niacinamide (antiossidante).
Costo: 40 ml, 28,23 €, in farmacia.
Giudizio: Apprezzata  la presenza dei filtri solari (spf 30, sufficiente per la città e per chi ha la tendenza alla formazione di macchie,  e anti Uva lunghi, principali responsabili dell’iperpigmentazione). Buono anche il mix di sostanze attive schiarenti ed esfolianti.

ottobre 5, 2014   No Comments

Pelle scottata dal sole: rimedi naturali

scottature solari

Piena estate, tutti in vacanza. Chi al mare, chi in montagna, in spiaggia o lungo un camminamento roccioso. La costante però è la presenza del sole sulla pelle. E, se si  rimane esposti troppo a lungo o non sufficientemente protetti, la pelle potrebbe risentirne in vari modi: da un lieve arrossamento  fino a scottature vere e proprie.

Per porre rimedio e alleviare rossore, prurito e via dicendo, oltre alle creme che tutti conoscono, si possono tentare anche alcuni metodi naturali al cento per cento.

Un bicchiere di aceto e miele nell’acqua della vasca da bagno.

Mezzo bicchiere di bicarbonato di sodio e una manciata di sale grosso nell’acqua della vasca da bagno.

Un bicchiere di farina d’avena nell’acqua della vasca da bagno.

Applicazione di gel d’aloe vera sulla pelle (la pomata può anche essere posta in frigorifero prima  dell’applicazione).

Applicazione sulla pelle di gel di cocco naturale al cento per cento. _ Applicazione sulla pelle di bustine di tè verde fatte stare in infusione e ovviamente fatte raffreddare  (in alternativa aggiungere il tè preparato

all’acqua della vasca da bagno).

Applicazione sulla pelle di yogurt bianco naturale (bene anche se è preparato in casa). _ Applicazione sulla pelle di succo di cetriolo (è necessario frullarlo  e filtrato  con un colino) con batuffoli di cotone.

Applicazione sulla pelle di succo di melone ottenuto frullando  e filtrandone la polpa con un colino.

Applicazione di un preparato con foglie di lattuga (far bollire le foglie di lattuga qualche minuto, scolarle e quindi applicare il liquido di bollitura, una volta raffreddato, con un batuffolo di cotone).

agosto 17, 2014   No Comments

Psoriasi: cure e nuovo farmaco

psoraias

Di psoriasi ne soffrono il 4% degli italiani. Colpisce uomini e donne, in particolare tra i 25 e i 50 anni.
Alla base ci sono sempre meccanismi genetici e immunologici: infatti se sei predisposta alcune cellule del tuo sistema immunitario (i linfociti B e T) possono attivarsi e produrre citochine, sostanze “pro infiammatorie” , cioè in grado di scatenare un’infiammazione cronica e causare una crescita rapida e anomala delle cellule della pelle. Il disturbo può comparire o peggiorare quando le difese immunitarie si indeboliscono a causa di squilibri ormonali o alimentari, abuso di fumo e alcol, ma anche per lo stress o forti sbalzi emotivi.
La buona notizia è che oggi la psoriasi, sia nelle forme lievi sia in quelle più serie, si può combattere abbinando in modo strategico i farmaci più nuovi alle terapie dolci. E aggiungendo tanti bagni di sole e di mare e pause di relax.

Cure a rotazione per le forme più  leggere
Le forme lievi, localizzate, si tengono sotto controllo con le pomate che combinano cortisonici (antinfiammatori) e derivati della vitamina D (che regolano la proliferazione delle cellule della pelle), da applicare sulle chiazze una volta al giorno per cicli di un mese, da riprendere al riacutizzarsi dei sintomi.
Se le chiazze sono più estese ma interessano una superficie inferiore al 30% del corpo, si ricorre a tre medicinali in compresse, prescritte di solito a rotazione: ciclosporina, che rallenta l’attività del sistema immunitario; derivati della vitamina A, dall’azione antinfiammatoria, e methotrexate che unisce entrambe le azioni.
Sono efficaci, ma bisogna rispettare la posologia: i primi due si prendono quotidianamente in cicli di tre mesi, da ripetere al massimo 2 volte l’anno, mentre puoi assumere il terzo in continuazione, con periodi esami del sangue e delle funzionalità del fegato.

Se è forte c’è un nuovo farmaco
Nel 15-20% dei casi, la psoriasi è di grado severo, cioè estesa a oltre il 30% del corpo e su parti in vista (viso e mani) o delicate (genitali). Proprio questa forma può essere trattata con i farmaci più innovativi, ottenuti con la biologia molecolare: eliminano le citochine, ottenendo una scomparsa dei sintomi che va dal 70 al 100%.
Questi farmaci vanno assunti per sempre perché la psoriasi è cronica e recidivante, cioè ricompare non appena si sospendono le cure, ma non hanno effetti collaterali importanti e puoi assumerli senza interruzioni. Basta una iniezione, settimanale, ogni 15 giorni oppure ogni tre mesi, a seconda del tipo di farmaco.
I farmaci sono gratuiti, ma possono essere prescritti solo nei centri pubblici specializzati Psocare e, poiché sono piuttosto costosi per il Sistema sanitario, solo se hai una psoriasi severa contro cui i farmaci tradizionali sono risultati inutili.

agosto 3, 2014   1 Comment

Proteggere la pelle dal sole

Prima di tutto il contorno occhi e poi, scendendo, il décolleté e le mani: sono queste la parti che subiscono l’aggressione continua dei raggi solari. Nel pieno dell’estate, quindi, chiedono di essere protette con particolare cura per evitare che l’overdose di radiazioni si traduca nella comparsa di rughe e macchie. Dopo il sole, invece, serve un’adeguata  strategia riparatrice con creme e sieri, che restituiscano nutrimento e piena vitalità.

proteggersi dal sole

Collo e décolleté
Cedimenti ed macchie sono un pericolo da tenere sotto costante controllo.
Età e fattore di protezione sono direttamente proporzionali. Almeno quando si parla di zone critiche come il décolleté e il collo, dove il sommarsi delle ore di sole si traduce in rughe, cedimenti e macchie.
Un Spf 50 è la scelta ideale, quindi, per le non più giovanissime. Ma attenzione a non fare l’errore di mettere il solare solo in spiaggia. Bastano un abito o una maglia scollati, infatti, perché anche in città i raggi colpiscano collo e décolleté persino attraverso i vetri e i finestrini.
Attrezzarsi è d’obbligo, mettendo il solare una decina di minuti prima di vestirsi per essere certe che si assorba e non lasci tracce sugli abiti.
Solare su queste zone, naturalmente, anche quando si corre nel parco, si passeggia in montagna, si fa una gita in campagna, si pedala nel verde.

Mani
Le macchie scure sono il primo problema, senza dimenticare aridità e screpolature.
L’età è la prima responsabile delle macchie scure, ma anche il sole gioca la sua parte, peraltro non secondaria. Non a caso, a risentire in modo particolare del problema sono proprio le mani, continuamente esposte alle radiazioni in ogni stagione dell’anno.
Più ancora del viso, se si considera che il volto può godere almeno della protezione di creme idratanti, fondotinta e altri prodotti da trucco. Le mani, invece, no: è per questo che si segnano con facilità, prima ancora di altre parti del corpo, mostrando zone iperpigmentate più p meno estese.
Andrebbero protette sempre con un solare e vale la pena cominciare a prendere questa sana abitudine proprio sotto il solleone di agosto.
Le buone regole: scegliere un solare ad alta protezione, meglio se per il viso e preferibilmente rafforzato nella formula di antiossidanti attivi contro i radicali liberi, applicarlo al mattino e rimetterlo spesso durante il giorno, soprattutto dopo che le mani sono entrate in contatto con l’acqua.

Occhi e labbra
Rughe sottilissime che segnano il contorno sono spesso il risultato di troppo ore id sole senza protezione.
Poco elastica, poco nutrita, poco protetta. Nella zona del contorno occhi, la pelle ha scarse difese contro le aggressioni esterne. Non è un caso che, insieme a quella intorno alle labbra, sia una delle prime a segnarsi con una raggiera di sottili rughette che il sole rischia di accentuare in lunghezza, profondità e visibilità.
La prima contromisura è un solare ad altissima protezione: un Spf 50 tiene lontane le radiazioni, in modo che non possono penetrare a fondo e danneggiare le strutture elastiche della cute.
Per la delicata zona occhi, al solare si aggiungono gli occhiali scuri, con lenti di qualità che filtrino i raggi, che vanno indossati sempre per evitare di strizzare gli occhi, un atto che favorisce la formazione di rughe di espressione.
Ulteriore protezione: un cappello a tesa larga, che crea una zona d’ombra proprio sulla parte alta del volto.

luglio 27, 2014   No Comments

Utilizzo del laser in dermatologia

laser dermatologia

Da almeno 15 anni il laser è usato anche in dermatologia. Nel tempo questo strumento si è perfezionato moltissimo e ha visto un progressivo aumento della domanda e dell’offerta. Attualmente è un valido alleato sia per rimuovere lesioni di vario tipo sia per migliorare l’aspetto estetico della pelle.

La medicina estetica ricorre moltissimo ai laser medicali. Un grandissimo salto di qualità è stato compiuto grazie all’introduzione del laser frazionale, in cui il fascio di luce è diviso in spot che arrivano sulla pelle in maniera ordinata, creando minuscoli canali. In pratica, attorno ad ogni punto trattato c’è una zona non trattata, che lo stimola. Questo permette un rimodellamento della cute, ottimo per il ringiovanimento facciale.

Anche il vecchio laser erbium è efficace per migliorare l’aspetto della pelle: ha un elevato assorbimento nell’acqua e garantisce un’ottima ablazione dello stato più superficiale dell’epidermide, eliminando macchie, rughe e deformità.

Il laser ad alessandrite, invece, permette di effettuare un’epilazione permanente e quello Q-switched di eliminare le macchie solari e senili e gran parte dei tatuaggi.

Il laser Ktp, per esempio, è indicato in presenza di malattie come couperose e rosacea, macchie della pelle caratterizzate da lesioni vascolari rosse e superficiali. Il laser utilizzato ha una lunghezza d’onda di 532 nm (luce verde) che è assorbita selettivamente dall’emoglobina e dai pigmenti (melanina), con una profondità di penetrazione massima di 0,5 mm.

Il laser neodimium Yag, invece, ha una lunghezza d’onda maggiore e penetra più in profondità, per cui va bene per le dilatazioni venose meno superficiali, le teleangectasie e gli emangiomi.

luglio 2, 2014   No Comments

Micosi estive: cosa sono e come evitarle

Le alte temperature e l’umidità favoriscono la proliferazioni di funghi. Impara le strategie per evitare le micosi d’estate.

micosi estive

I funghi, abitano sulla nostra pelle e solitamente non provocano alterazioni cutanee, ma d’estate le condizioni ambientali ne facilitano la proliferazione provocando le micosi. La maggior parte dei funghi prolifera con il caldo e l’umidità, causando il 10% delle infezioni dermatologiche. Si tratta di infezioni molto fastidiose, ma facili da prevenire e curare.

Di funghi ne esistono molti tipi, ma bisogna trattarli in maniera corretta per evitare che si diffondano in altre parti del corpo.
Micosi dei piedi
Questa micosi, detta tinea pedis, colpisce soprattutto maschi adulti, in particolare giovani che praticano sport. L’infezione si acquisisce infatti frequentando palestre e piscine. Inizia negli spazi interdigitali, dapprima con una macerazione, quindi con squame e croste, infine con erosioni. Dagli spazi interdigitali, l’infezione può coinvolgere la pianta dei piedi.
Il sintomo iniziale è il prurito, anche molto inteso, ma quando l’infezione diventa cronica, le erosioni possono essere accompagnate da dolore. Qualche volta, il dolore è tale da limitare la deambulazione.
Il coinvolgimento delle unghie. E’ detto onicomicosi e causa prima alterazione del colore e poi un ispessimento a carico della lamina dell’unghia, che tuttavia è più friabile e si sfalda con facilità.

Chi è più soggetto alle micosi
Alcune situazioni o condizioni possono favorire l’insorgenza di micosi.
Traumi ripetuti alle unghie. Possono facilitare la colonizzazione dei microrganismi. A favorire l’infezione sono anche l’uso di detergenti o lavande molto aggressivi.
Persino l’alimentazione può rivelarsi un elemento chiave: troppi zuccheri e carboidrati in genere, alimenti fermentati e derivati del latte, sono i nutrimenti preferiti per la proliferazione micotica.
Quando si prendono alcuni medicinali. Seguire trattamenti prolungati con farmaci a base di cortisone, antibiotici e contraccettivi orali aumenta il rischio di soffrire di un’infezione causata da questi microrganismi. Anche la terapia ormonale sostitutiva può predisporre a questa infezione.

Le infezioni micotiche più frequenti in estate sono quelle dovute a Malassezia furfur, un lievito detto anche Poturosporum ovale, che normalmente è presente sulla pelle di oltre il 90% degli esseri umani adulti. Quando prolifera, questo lievito provoca malattie della pelle come la pitiriasi versicolor e la dermatite seborroica. A causa dell’umidità dovuta all’aumento del sudore, si riproduce velocemente e di solito infetta la parte alta del tronco. Provoca macchie di diverse tonalità sulla pelle.
I capelli, la pelle e le unghie sono tessuti che possiedono molta cheratina, una sostanza che costituisce il nutrimento preferito di funghi chiamati dermotofiti. Anche questi si riproducono di più alte temperature e provocano infezioni, o tigne, in qualsiasi parte del corpo, soprattutto sui piedi, sulle unghie ma anche sul cuoio capelluto. Provoca macchie desquamose sulla pelle.
Nelle zone di attrito, come le ascelle, le pieghe della pelle (tra le dita, sotto il seno) o l’inguine, che sono quelle più umide, sono comuni le infezioni da questo tipo di funghi.
D’estate il rischio è sensibilmente maggiore, perché a volte queste zone non vengono asciugate bene dopo il bagno in piscina, oppure al mare.
E’ importante osservare bene il proprio corpo per scoprire il più precocemente possibile se compaiono sulla pelle lesioni di cui non si conosce la natura. In tal caso bisogna rivolgersi subito a un dermatologo perché esistono diverse patologie cutanee che possono essere facilmente confuse con le micosi.

Come bisogna agire per prevenire le micosi
Anche se le micosi non hanno gravi conseguenze, conviene riconoscerne la presenza perché a mano a mano che passa il tempo diventano più difficili da eliminare. E’ anche importante prevenirne la comparsa.
Mantieni la pelle pulita ma non usare saponi molto alcalini che ne alterano il manto lipidico protettore. Asciuga sempre con attenzione ogni parte del corpo, anche le pieghi, per evitare l’umidità.
Non scambiare il tuo asciugamano o gli indumenti (per esempio le magliette indossate a pelle) con quelli delle altre persone; non metterti sulle sedie a sdraio degli stabilimenti balneari o delle piscine senza avervi collocato sopra il tuo asciugamano e utilizza quest’ultimo sempre dallo stesso lato. Per lo stesso motivo, ricordati di camminare sul bordo delle piscine sempre con le tue ciabattine fino al momento di entrare in acqua e non prestare mai le tue ciabattine a nessuno.
Una volta diagnosticata una micosi, è necessaria una terapia locale con farmaci antimicotici. Se l’infezione è di vecchia data o è resistente alla terapia topica, si devono aggiungere gli antimicotici per via orale.

giugno 28, 2014   No Comments

Quelle fastidiose bollicine a mani e piedi: la disidrosi

disidrosi palmanreLa disidrosi – della anche eczema disidrotico – è una particolare malattia della pelle che si presenta con l’arrivo del caldo, caratterizzata da piccole bollicine principalmente fra le dita, nel palmo della mano e dei piedi.
Le bollicine provocano prurito e dolore e possono durare anche 3 o 4 settimane. Dopo la rottura delle vescicole segue la fase desquamativa, che può durare settimane o addirittura mesi. Nei casi più gravi si formano zone di escoriazione, con fessurazioni e ispessimenti della pelle talmente invalidati, da rendere difficoltoso il lavoro quotidiano e i sintomi peggiorano dopo il contatto con sapone, acqua o sostanze irritanti. Qualche volta la pelle si spella in modo grave, tanto da lasciare parti vive di cute a rischio di infezioni cutanee.

In passato la presenza di vescicole ha fatto pensare che la disidrosi fosse una patologia causata prevalentemente dal sudore (il termine disidrosi significa sudorazione eccessiva), giustificando l’aumento della sudorazione nei periodi di stress o ansia. Secondo recenti studi sono emersi anche altri fattori responsabili di questo disturbo come intolleranze alimentari, infezioni intestinali o locali di carattere batterico o micotico, acqua clorinata delle piscine o acqua del rubinetto eccessivamente trattata con il cloro o addirittura potrebbe essere collegata all’utilizzo di calzature aperte (sandali, ecc).
Un aiuto lo danno invece spesso il sole e l’acqua salata del mare, che hanno un effetto terapeutico nella cura della disidrosi ottenendo una significativa regressione della malattia.

Dalla disidrosi si guarisce in presenza di forme meno gravi o quando si arriva ad individuarne ed eliminarne le cause. Il problema ha un andamento recidivante stagionale, a volte con lunghi periodi liberi da malattia. Poiché la causa della disidrosi è generalmente sconosciuta, non c’è modo comprovato per prevenire questa condizione.

I fattori di rischio
Le donne sembrano esserne maggiormente soggette.
Stress. La disidrosi si manifesta più facilmente durante periodi di stanchezza ed affaticamento.
Esposizione a sli di metalli tra cui cromo, cobalto e nichel.
Allergie stagionali come ad esempio la febbre da fieno.
Esposizione all’umidità. Esporre la pelle ad acqua o altre sostanze umide può innescare la disidrosi.

Consigli per non peggiorarla
Evita di graffiare le bollicine.
Limita l’esposizione della pelle all’acqua.
Idrata con una crema dopo aver lavato le mani
Adotta misure per proteggere le mani da sostanze irritanti, come ad esempio lozioni profumato o sapone per i piatti.

giugno 25, 2014   No Comments

Herpes labiale: i rimedi naturali

herpes labiale

Formicolio, bruciore, prurito nella zona delle labbra sono sintomi ben noti a chi soffre di herpes labiale, problema ricorrente che tende a fare la sua comparsa con l’arrivo della bella stagione: il sole e il caldo possono costituire due fattori scatenanti per questo problema, a causa della particolare delicatezza della zona delle labbra.
La pelle che riveste le labbra ha infatti uno spessore decisamente più sottile rispetto alle altre zone, anche del viso, comunque rivestite da uno strato di cellule più resistenti, quelle che compongono lo strato corneo, lo  strato più superficiale della pelle.
Le radiazioni solari possono quindi esercitare i loro effetti negativi in modo più veloce e consistente e il virus, capace di approfittare dei momenti di debolezza dell’organismo, non tarda ad aggredire la zona più esposta e in maggiori difficoltà: quello delle labbra.
Ideale è quindi l’uso (già in primavera) di stick protettivi con filtro solare per le labbra, evitando comunque l’esposizione al sole nelle ore più calde sia in montagna che al mare.
Essendo legati ad un calo delle capacità di difesa dell’organismo (convalescenza, febbre, stress fisico o mentale, forti emozioni, il ciclo mestruale, la gravidanza), per intervenire in modo naturale riducendo la frequenza e la durata degli episodi di herpes è possibile ricorrere a rimedi naturali capaci di stimolare in modo efficace il sistema immunitario, aiutando l’organismo a respingere le infezioni e a difendersi al meglio da batteri e virus.

Particolarmente indicate a tale scopo risultano alcune piante conosciute da secoli per le loro proprietà immunostimolanti come l’Echinacea, l’Astragalo e l’Uncaria: oltre a limitare il rischio di ricadute, l’uso costante di questi rimedi dovrebbe sia abbreviare il decorso della malattia favorendo i processi di guarigione, che diminuire l’intensità dei sintomi. Li si utilizza per cicli di cura di 60 giorni, intervallando – dopo i primi 30 giorni – con 15 giorni di pausa.
Per dare sollievo all’infiammazione e quindi ai sintomi dell’herpes possono essere utili le proprietà antinfiammatorie ed antiallergiche del Ribes nero (Ribes nigrum L.), indicato per dare sollievo ai sintomi quali bruciore, prurito e indolenzimento: lo si può utilizzare in gocce, come il macerato glicerico, alla dose consigliata di 30, 40 gocce in poca acqua per 2 volte al giorno, al mattino e nel primo pomeriggio. In associazione al Ribes, da applicare localmente, allo scopo di stimolare i processi di riparazione della pelle e limitare l’infezione, la Calendula e la Propoli possono risultare due alleate preziose, grazie alla loro azione disinfettante, antinfiammatoria, cicatrizzante: oltre ad acquistarle già pronte all’uso, in crema o pomata – in farmacia o erboristeria – se ne può preparare una soluzione estemporanea, mescolando 50 gocce di tintura madre di calendula e 30 gocce di tintura di propoli in circa tre cucchiaini da dessert di acqua. Il preparato può essere quindi applicato con un bastoncino cotonato (del tipo utilizzato per la pulizia delle orecchie, meglio se confezionato singolarmente) direttamente sulla zona colpita dall’herpes.

giugno 19, 2014   No Comments

Alitosi: vero o falso

alitosiIl problema dell’alitosi è una delle condizione che crea maggiore imbarazzo. Può capitare a tutti: improvvisamente ci si rende conto di avere l’alito cattivo e ciò dipende da svariate ragioni.
Vediamo insieme cosa è vero e cosa è falso.

E’ sempre la conseguenza di una mancanza di igiene: FALSO
E’ una delle cause più frequenti dell’alito cattivo, ma certe alterazioni della salute possono esserne la causa: tonsillite, carie, sinusite, problemi dell’apparato digerente, patologie polmonari, problemi renali e spesso anche il diabete.

Seguire una dieta può determinarlo: VERO
Alcune diete dimagranti (poco salutari) sono basate sulla diminuzione di carboidrati o sul digiuno per far sì che il corpo bruci il grasso accumulato. Quando questo accade, alcune sostanze chimiche (dette scientificamente corpi chetonici) si immagazzinano nel corpo e si liberano nell’alito e nelle urine provocando cattivo odore.

L’alimentazione non influisce: FALSO
Oltre all’ovvietà di evitare prodotti come aglio e cipolla, vi sono altri alimenti che possono produrre alito cattivo. E’ il caso dei cavoli (cavolfiore, broccoli) poiché sono ricchi di zolfo, che metabolizzato dal corpo finisce nei polmoni e conferisce odore al respiro. Lo stesso succede con alcuni prodotti lattiero-caseari e coni formaggi forti.

Il succo d’arancia può provocare l’alito cattivo: VERO
Alimenti come aceto, limone, ananas e arancia cambiano il pH della bocca, e se vi sono batteri (la principale causa dell’alito cattivo) questo fa sì che si riproducano più rapidamente.

Le mestruazioni non hanno nulla a che vedere: FALSO
Durante il ciclo mestruale si producono cambiamenti nella produzione ormonale. L’aumento di estrogeni, per esempio, può provocare una diversa risposata biochimica nei tessuti orali che contribuiscono a una maggiore produzione di composti che provocano un cattivo odore.

Di mattina è più frequente: VERO
Le strutture della bocca sono a riposo durante il sonno notturno e la saliva si produce in scarsa quantità, quindi la funzione di “auto pulizia” della bocca non è sufficiente e si favorisce l’accumulo di batteri che causano il cattivo odore. Lo stesso accade in situazioni di stress o ansia in cui la salivazione diminuisce. Il consumo di alcol e fumo riducono le secrezioni di saliva, peggiorando i sintomi.

Chi ne soffre ne è cosciente: FALSO
Non sempre una persona che ne soffre sa di avere l’alito cattivo. Di solito gli altri avvertono il problema prima della persona stesso. E’ difficile percepire il proprio alito, senza contare che lap erosna che convive con questo problema può esserci abituata e non notarlo più.

maggio 12, 2014   No Comments

Come far durare di più i trattamenti per la pelle

In alcuni casi, prolungare gli effetti dei trattamenti estetici, si può, adottando qualche piccola strategia mirata.

pelle bella

I peeling

Il peeling consiste nell’applicazione di sostanze in grado di esfoliare lo stato superficiale della pelle, dove si depositano le cellule morte, e di stimolare il rinnovamento cellulare. Eventuali macchie della pelle scompaiono e la cute appare più luminosa, compatta e uniforme.
I peeling vengono stesi con un’apposita spatola e lasciati agire per circa 15 minuti. Non sono invasivi, al limite può apparire un leggero rossore, destinato a scomparire da solo nel giro di poco tempo. Possono essere utilizzati sia per il viso sia per il corpo. In genere, si consigliano più sedute. Gli effetti non durano a lungo, soprattutto nei peeling più superficiali: qualche mese al massimo. Per questo si consigliano più cicli.

Strategie utili
In questo caso è bene giocare d’anticipo. A partire da una settimana prima del peeling, sulla zona da applicare mattina e sera creme con acido glicolico e vitamina A, sostanze ad azione esfoliante e levigante. Così si prepara la pelle al trattamento.
Subito dopo la seduta e per altri due-tre giorni, invece, usare maschere a base di acqua termale, che leniscono eventuali rossori,. Idratano la zona e amplificano i risultati.
Nei due-tre mesi successivi ricorrere a uno schermo ad alto indice di protezione solare e rinunciare a cosmetici con alcol o acido glicolico e profumi poiché possono macchiare la pelle.

La biorivitalizzazione

Si tratta dell’infiltrazione, fra le cellule del derma, di varie sostanze in grado di migliorare la qualità e l’elasticità della pelle.
Oggi si hanno a disposizione diverse opzioni. Nelle persone giovani e in quelle di una certa età con una cute ben curata si possono usare sostanze omeopatiche. Nelle situazioni più complesse, invece, solitamente si ricorre a vitamine, Sali minerali, acidi nucleici, aminoacidi: sostanze che aumentano la sintesi di collagene ed elastina, le proteine che donano elasticità e sostegno alla pelle, e migliorano il microcircolo.
In ogni caso, s’impiega sempre una base idratante contenente acido ialuronico, che è in grado di richiamare acqua negli strati più profondi della pelle e di illuminare il volto.
Sono indicate più sedute. Non c’è bisogno di anestesia; in caso di sensibilità, si applica una crema anestetica. Il trattamento può dare origine ad arrossamenti che vanno via da soli.
I risultati iniziano a comparire dopo la prima seduta e durano qualche mese: per conservarli nel tempo è necessario sottoporsi a dei cicli di mantenimento.

Strategie utili
Dopo il trattamento è essenziale che la persona applichi sempre, mattina e sera, sieri fortemente idratanti, per esempio a base di acido ialuronico liposomiale, che è in grado di penetrare facilmente nell’epidermide.
Se, infatti, la pelle non riceve abbastanza nutrimento, cerca di dissetarsi attingendo alle sostanze biorivitalizzanti iniettate. Di conseguenza, gli effetti del trattamento scompaiono prima. Per lo stesso motivo bisogna bere molto, almeno 1.5 litri di acqua al giorno.Una volta alla settiamna si consiglia di usare una maschera con vitamina E e aminoacidi, sostanze che idratano e, al tempo stesso, rigenerano i tessuti. In questo modo, la pelle appare migliore più a lungo.

aprile 4, 2014   No Comments