Orticaria, macchie rosse sulla pelle
L’orticaria è una dermatosi che può colpire ogni zona dello strato superficiale della pelle. E’ una reazione allergica benigna di cui circa il 20-40% della popolazione mondiale soffre almeno una volta nella vita. Viene chiamata così perché le reazioni cutanee sono simili a quelle che la pelle presenta quando viene a contatto appunto con la pianta dell’ortica.
L’orticaria si presenta inizialmente con un prurito acuto e fastidioso. Subito dopo compaiono pomfi gonfi e rossastri di solito localizzati in una zona circoscritta di pelle, più raramente diffusi in tutto il corpo. Le papule più grandi sono più chiare al centro e tendono a scurirsi e a indurirsi verso i bordi.
Di solito scompaiono dopo qualche giorno senza bisogno di cure specifiche. Se l’orticaria si estende ai tessuti sottocutanei e alle mucose interne (come quelle del cavo orale), la patologia prende il nome di angioedema; in alcuni casi questa malattia, chiamata anche edema di Quincke, può diventare più pericolosa perché può ostruire le vie respiratorie. I sintomi durano al massimo ore, ma di solito scompaiono nell’arco di tre o quattro ore.
Prima di iniziare le terapie occorre verificare le cause che hanno scatenato l’orticaria, in modo da procedere nella maniera più corretta. Una volta che il fattore scatenante dell’orticaria è stato riconosciuto attraverso appositi esami allergologici, è necessario evitare il contatto con la sostanza scatenante.
La terapia per curare l’orticaria prosegue con cure volte all’inibizione dei sintomi; a questo scopo può essere utile fare impacchi con acqua fredda per alleviare il prurito, evitare biancheria sintetica o troppo stretta, indossare abiti leggeri. Il medico può prescrivere anche degli antistaminici.
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Rimedi naturali per geloni, mani secche e screpolate
L’inverno molto spesso rappresenta un nemico per le nostre mani. Con il freddo infatti arrivano mani secche, ruvide, ragadi e desquamazioni ed il disagio è notevole: perdita di sensibilità, bruciore e dolore. Causa appunto del freddo che, contraendo i vasi sanguigni, impedisce al sangue di irrorare i tessuti correttamente.
Come difendersi
A causa della scarsa presenza di ghiandole sebacee, la pelle del dorso delle mani è decisamente fragile, delicata, più esposta alle aggressioni. Ecco perché ha bisogno di cure aggiuntive. Al mattino applicare uno strato di crema sulle mani per mantenere inalterato il film idrolipidico. Alla sera effettuare una maschera con una crema alle vitamine da lasciare agire per tutta la notte indossando un paio di guanti di cotone. Se le mani presentano piccole ferite o escoriazioni, scegliere una crema ristrutturante che favorisca la ricostruzione della superficie cutanea. In caso di piccoli tagli, si possono utilizzare anche i cerottini da applicare alle dita. Creme ricostituenti e cerottini si acquistano in farmacia.
Geloni
La pelle delle dita delle mani o dei piedi tende inizialmente ad arrossarsi, poi si secca e si screpola più del dovuto fino ad arrivare agli stadi più avanzati, in cui compaiono dolori e gonfiori provocati dal restringimento dei piccoli vasi sotto pelle in condizioni di basse temperature.
Importante è tenere le mani e i piedi caldi rispettivamente con guanti e calze. Alla sera sono consigliati i maniluvi e pediluvi in un infuso tiepido di tè o di salvia che oltre a leni re riattivano la circolazione. Effetti simili si ottengono avvolgendo le aree interessate in una garza imbevuta in acqua minerale e di hamamelis. Indicati anche i massaggi e le frizioni con alcol.
Cure quotidiane
Le mani si screpolano più facilmente se con i saponi vengono asportati i grassi che servono a proteggere la pelle. Quindi per lavarsi le mani è bene non usare detergenti forti o alcalini ma i sonde (saponi non sapone) che rispettano il ph cutaneo. Vanno bene anche i detergenti delicati e non schiumogeni che non alterano la barriera cutanea. Per asciugare le mani, evitate l’aria calda. Sono da preferire i fazzoletti di carta e gli asciugamani. Se è impossibile fare a meno dell’aria calda, tenere le mani ad almeno venti centimetri dalla bocchetta e asciugarsi molto bene.
Una buona regola è anche quella di evitare il contatto con detersivi di varia natura perché alterano la barriera cutanea e seccano ulteriormente la pelle. Durante i lavori di casa proteggere le mani con guanti di gomma rivestiti internamente di cotone, che evita le eventuali allergie al lattice. Chi è obbligato a tenere le mani a mollo, può applicare una crema barriera che forma una sorta di film impermeabile all’acqua.
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Curare le macchie della pelle in maniera naturale
Le macchie scure che, soprattutto dopo i 40 anni, compaiono su viso e mani sono i primi segni dell’invecchiamento cutaneo. Le cause sono svariate: esposizione eccessiva al sole, reazioni ormonali, stress e indebolimento del sistema immunitario. Per depurare l’organismo ed impedire la formazione di macchie sulla pelle, è opportuno seguire un trattamento su più fronti
Eliminare le tossine
Il magnesio previene ed elimina le macchie. Questo minerale regola il metabolismo e facilità la motilità intestinale. In più, coadiuva il corretto funzionamento del sistema ormonale e ha comprovate proprietà anti stress, che riverberano anche un sistema immunitario più forte.
Il magnesio si trova in grande misura nelle alghe (da aggiungere sbriciolate al condimento); in cacao, soia, frutta secca, fagiolini e germe di grano (un cucchiaino al giorno la mattina, aggiunto allo yogurt), semi di sesamo.. In alternativa si può assumere una bustina o una capsula al giorno per 2 mesi.
Il rimedio antimacchie più mirato rimane la vitamina C, un potente antiossidante naturale che regolarizza la produzione di melanina, schiarisce e riossigena la pelle.
Per assumerla bevi un bicchierino di succo di melagrana o mezzo bicchiere di acqua con una bustina di succo di papaya fermentata. Assumere regolarmente la rucola: è la verdura che contiene in assoluto più vitamina C.
Uva ursina
L’uva ursina contiene arbutina e tannini ed è un ottimo depurativo che agisce in particolare sui rei , facilitando lo smaltimento delle scorie. Riduce inoltre la pigmentazione della pelle, con effetti schiarenti già visibili dopo qualche settimana di cura.
Come assumerla
Due capsule di estratto secco di uva ursina per un mese almeno 4 volte all’anno. Oppure, 30 gocce di tintura madre di uva ursina sciolte in un po’ d’acqua per un mese.
Esfoliazione e cura della pelle
La pelle si rinnova regolarmente ogni 28 giorni, ma con l’età questo processo rallenta. Dopo i 50 anni è bene fare regolarmente trattamenti esfolianti naturali che ossigenano la pelle, prevengono e riducono l’iperpigmentazione.
Come base per il trucco applicare sul viso olio di rosa mosqueta, ricco di sostanze vitalizzanti e rigeneranti per la pelle come la vitamina E. Oltre a garantire un’ottima idratazione dell’epidermide, questo olio contribuisce ad alleviare i segni di stanchezza sul viso.
Anche la liquirizia è un ottimo schiarente per le macchie scure. Ecco come usarla:
prepara una tisana facendo bollire 2 cucchiaini di radice sminuzzata di liquirizia in una tazza di acqua e applicarla poi con delle compresse di cotone su viso e mani per 10 minuti.
Anche le creme a base di bava di lumaca hanno proprietà anti macchie, antiossidanti e rigeneranti che migliorano il tono cutaneo restituendogli elasticità. Si trovano in erboristeria e farmacia.
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Cure naturali per gli ematomi: le erbe mediche
I lividi o ematomi sono di solito causati da un trauma che rompe i vasi capillari e provoca la fuoriuscita del sangue. Questo, raccogliendosi al di sotto della pelle, gli conferisce un aspetto gonfio e un colore violaceo azzurrognolo, che diventa giallastro con il passare dei giorni fino al completo riassorbimento. Tutta la parte risulta dolorante, specialmente se toccata.
Per favorire la guarigione di un ematoma si può ricorrere all’aiuto di erbe officinali, in grado sia di contrastare l’infiammazione e il dolore, sia di rafforzare le pareti dei capillari agevolando così il riassorbimento del sangue.
Dopo un trauma o una caduta per contrastare la comparsa di un ematoma si può ricorrere a un impacco ghiacciato a base di arnica. I fiori arancioni di questa erba medica sono ricchi di arnicina, una sostanza efficace anche contro infiammazione e dolore: diluire 30 gocce di tintura madre in un paio di bicchieri di acqua ghiacciata, immergervi un panno, strizzarlo e applicarlo sulla parte interessata per 10 minuti, poi ripetere fino a quando non si avverte un po’ di sollievo. In alternativa si può applicare una pomata a base di arnica 3-4 volte al giorno fino alla scomparsa dell’ematoma. In presenza di ferite sulla pelle l’arnica non deve essere utilizzata, in quanto la pianta risulta velenosa.
Per assorbire l’accumulo di sangue possono essere d’aiuto le proprietà della sanguinella, una pianta cespugliosa che prende il nome dal colore rossiccio dei suoi rami più giovani. Quest’erba medica è ricca di tannini e flavonoidi, due sostanze in grado di contrastare l’estensione del classico livido violaceo e di favorirne l’assorbimento: prendere 20 gocce di tintura madre 2-3 volte la giorno per una settimana oppure 50-60 gocce di macerato glicerico sciolte in un bicchiere d’acqua, una volta al giorno lontano dai pasti.
Per contrastare la fragilità dei capillari che influisce sulla comparsa di ematomi, può essere utile il mirtillo o l’acerola: 20 gocce in poca acqua o 2 capsule ai pasti. Se la fragilità è associata anche alla ritenzione idrica, è consigliabile la centella, un rimedio ottimo anche contro i problemi circolatori: 2 capsule al mattino e 2 alla sera.
Infine, se la comparsa di ematomi è legata all’insufficienza venosa, può essere d’aiuto l’ippocastano, una pianta ricca di esculoside ed escina, sostanze che favoriscono il riassorbimento dei liquidi in eccesso e rinforzano le pareti dei capillari: 20 gocce 2-3 volte al giorno
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Rimedi naturali per unghie forti e sane
Le unghie delle mani e dei piedi, nonostante il loro aspetto forte e resistente, risentono spesso di squilibri ormonali, disturbi metabolici, infezioni, traumi, stress e scorretta alimentazione. Identificare le cause che portano all’indebolimento delle unghie è quindi indispensabile per scegliere la strategia migliore per rinforzarle, contrastare la formazione di macchie e l’aggressione delle micosi, e restituire loro in tempi brevi compattezza e elasticità.
Le unghie si indeboliscono prima di tutto se con la dieta non si introducono abbastanza proteine (in particolare quelle d’origine animale, privilegiando uova, latte e pesce) e alcuni tipi di vitamine, soprattutto quelle dele gruppo B (contenute nei cereali integrali e nell’olio di germe di grano). Sono inoltre indispensabili i sali minerali, come il ferro, il magnesio, il silicio e lo zinco presenti nel miglio e in dosi elevate nel lievito di birra.
Per avere unghie più compatte, rosee ed elastiche che non si sfaldano
Per un mese abituati a bere questo frullato: in un bicchiere di latte di mandorle (ricco di calcio, ferro e proteine), sciogli un cucchiaio di lievito di birra e un cucchiaio di erba d’orzo (apportano zinco). Mescola e bevilo la mattina o come spezzafame.
Il lievito può anche essere aggiunto in scaglie, alle insalate.
Per evitare che le unghie si incarniscano o, se già incarnite, per contrastare la formazione di pus e riassorbire l’infezione
Mescola un cucchiaio di argilla verde con 3 gocce di olio essenziale di cedro e poco olio di germe di grano, fino a ottenere un composto fluido. Lascia l’impacco sull’unghia incarnita per tutta la notte fissandolo con una garza e della pellicola trasparente, e ripeti il trattamento finchè l’infezione non si riassorbe
Rimedi omeopatici
Anche l’omeopatia ci offre un valido aiuto per rinforzare le unghie e riparare quelle già danneggiate: ecco quali rimedi d’origine minerale e vegetale possiamo assumere, caso per caso.
Unghie fragili, ingiallite, punteggiate di bianco: Silicea 5 CH.
Unghie dure e ispessite, che tendono a spezzarsi e crescono lentamente: Antimonium crudum 5 CH.
Unghie sottili che si sfaldano in più strati nel senso dello spessore: Thuja 5 CH.
Unghie spesse che si deformano e si fessurano: Graphites 5 CH.
Di tutti questi preparati si assumono 5 granuli tutte le mattine appena svegli anche per 2-3 mesi, e sempre al cambio di stagione.
Una buona cura per avere unghie lucide e compatte è l’utilizzo del burro di karité.
Metti due cuchiai di burro di karité in un pentolino con un cucchiaino di olio di miglio e 15 gocce di olio essenziale di mandarino. Fai fondere a fuoco basso e poi travasa in un vasetto con tappo avvitabile: usa questo burro ogni sera, applicandola sulle unghie e lascia agire durante la notte.
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Cure per la psoriasi: come prevenirla a tavola
La psoriasi è una malattia infiammatoria della pelle che colpisce soprattutto le donne ed è causata da stress, emotività, familiarità, intolleranze alimentari. Una giusta dieta può aiutare a tenere sotto controllo i sintomi della psoriasi, soprattutto una dieta orientata a salvaguardare intestino e. Nell’intestino infatti si forma la maggior parte delle difese immunitarie che, se non funzionano bene, possono infiammare e danneggiare la cute. E’ quindi importante che le mucose e la flora intestinale siano “sane” e in grado di eliminare scorie e tossine che potrebbero intasare l’organo e creare problemi all’intero organismo. Ecco quali sono i cibi ideali da integrare nella dieta.
Consumare circa 250 g di yogurt magro al naturale al giorno. Fornisce fermenti buoni che rigenerano la flora del colon.
Assumere circa 1 cucchiaio di semi di lino al giorno (si possono anche mescolare allo yogurt). Sono ricchi di acidi grassi essenziali che proteggono la pelle e di mucillaggini regolarizzanti dell’intestino.
Eliminare dalla cena pasta, pane e pizze, sostituendoli con riso parboiled o integrale. Grano e lievito infatti danneggiano l’intestino e spesso sono alla base di intolleranze alimentari molto comuni che, tra i loro sintomi, possono avere anche la comparsa della psoriasi in soggetti predisposti.
Assolutamente da evitare i fritti, il cibo da fast food, cibi, grassi, carni rosse, dolci e latte.
Oltre a prendersi cura del proprio intestino bisogna anche ripulire il fegato per ridare salute e splendore alla pelle. Via libera quindi almeno una volta al giorno ad una verdura amara come radicchio, rucola, belga e cime di rapa: i loro principi attivi depurano il fegato e migliorano la diuresi.
Per proteggere il fegato inoltre occorre assolutamente evitare l’eccesso di zuccheri semplici perché questi provocano un aumento dei trigliceridi e, alla lunga, un fegato “grasso” fatica a eliminare le tossine che danneggiano la pelle e l’intero organismo.
I cibi consigliati
Un ottimo consiglio è inoltre di consumare pesce 3-4 volte a settimana, soprattutto se ricco di omega 3 che aiutano a rigenerale la pelle mantenendola disinfiammata. Inoltre le proteine del pesce rafforzano le difese immunitarie indebolite dalla psoriasi.
Via libera inoltre a cereali integrali, frutta e verdura tranne melanzane, pomodori crudi, peperoni, carciofi, frutti di bosco, mele crude e cachi.
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Rimedi per piedi secchi e screpolati
Avere piedi sempre belli e curati non è facile. Pelle ruvida ed ispessita, calli, fessurazioni sul tallone sono i nemici numero uno della bellezza dei nostri piedi. La maggior parte di questi inestetismi sono reazioni ad un appoggio sbagliato sulla scarpa. Lì dove l’appoggio o la scarpa premono o fanno male la pelle si difende aumentando rapidamente lo spessore dello strato corneo. Ecco allora gli ispessimenti della pelle sulla pianta, a fianco e sotto l’alluce, e sotto i talloni; ecco i calli, sulla pianta e sulle dita; e le fessurazioni, ovvero i tagli che si producono da soli sui bordi del tallone. Di solito sono il frutto della trascuratezza verso il benessere dei piedi durante l’inverno; sono spesso dolorosi e sempre antiestetici.
Per mantenere i piedi il più possibile lontano da questi fastidiosi inestetismi è necessario intervenire su due punti: idratazione e esfoliazione.
Come idratare ed ammorbidire i piedi
La pelle che si ispessisce, che diventa ruvida e che si fissura è un genera una pelle secca. Un intervento utile è quindi quello di ricorrere a sostanze idratanti e ammorbidenti, che migliorano la compattezza e l’elasticità e, di conseguenza, la rinforzano anche contro le irritazioni da pressione e da sfregamento.
Alcune sostanze idratanti, poi, favoriscono anche l’esfoliazione, riducendo lo spessore di duroni e calli. Un principio attivo caratteristico di questi prodotti è l’urea. Usato in percentuale del 10% idrata e facilita l’assorbimento delle sostanze cosmetiche, favorendo anche una blanda esfoliazione. In percentuale superiore, come al 25-30% e oltre, allenta la coesione delle cellule morte dello strato corneo (corneociti), favorendo sensibilmente l’esfoliazione e , quindi, la riduzione degli ispessimenti e l’affioramento degli strati sottostanti, più morbidi e lisci.
Come levigare la pelle dei piedi con ingredienti esfolianti
Tra gli ingredienti esfolianti caratteristici rientrano l’acido salicilico, una componente principale di creme, saponette e scrub; gli alfaidrossiacidi, come gli acidi glicolico, lattico, citrico, malico, tartarico; alcuni enzimi proteolitici naturali, che agiscono sulle proteine di giunzione tra le cellule cornee (desmosomi) accelerando il processo naturale di desquamazione; e la pomice, la leggera pietra vulcanica, usata sia come pietra da passare sugli ispessimenti sia in polvere negli scrub.
I prodotti specifici si presentano sotto forma di creme e mousse da spalmare una o due volte al giorno sui piedi ben lavati e asciugati; poi per levigare la cute sono disponibili scrub, gel, stich e perfino “calzini” da indossare per un’ora e avere nei giorni seguenti l’esfoliazione desiderata.
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Acne da fumo: caratteristiche e cure
L’acne è un’infiammazione dei follicoli pilo-sebacei, le strutture della pelle che contengono i peli. E’ il risultato della sovrastimolazione delle ghiandole sebacee, che si trovano alla base dei follicoli stessi e producono sebo, una secrezione oleosa che lubrifica i peli e la pelle, riparandola dalle aggressioni esterne. In condizioni normali, il sebo giunge allo strato superficiale della pelle attraverso un canale, il dotto sebaceo. Quando le ghiandole producono una quantità eccessiva di sebo, questo può ostruire il dotto. Il sebo intrappolato ristagna promuovendo l’aumento dei batteri e un’infiammazione del follicolo e del derma circostante, causando l’acne.
Che l’acne abbia una derivazione ormonale è cosa risaputa ma un recente studio dell’Istituto dermatologico San Gallicano di Roma ha svelato che il fumo delle sigarette molte volte procura una particolare forma di acne, l’acne comedogena post-adolescenziale (Cpaa). Interessa le donne e soprattutto le fumatrici abituali. Questo particolare tipo di acne causa comedoni, cisti e microcisti che compaiono soprattutto su zigomi, guance e fronte e non è caratterizzata invece da lesioni di tipo infiammatorio come pustole o papule tipiche dell’acne adolescenziale.
La Cpaa si manifesta più frequentemente in donne di 30-35 anni , fumatrici e che hanno sofferto di acne durante l’adolescenza . Questo non significa ovviamente che tutte le fumatrici siano destinate a sviluppare questa particolare forma d’ acne. Le più vulnerabili sono le donne che, oltre al fumo, presentano altri fattori di rischio: cute grassa, esposizione cronica ad ambienti molto umidi o fumosi (come cucine e lavanderie), abitudini cosmetiche scorrette (come l’uso di prodotti inadeguati al proprio tipo di pelle, troppo grassi o occlusivi), fotoesposizione eccessiva (sole e lampade abbronzanti), ritmi frenetici e stress.
La Cpaa è un’acne piuttosto difficile da curare anche perché spesso viene affrontata nel modo sbagliato. Gli studi hanno dimostrato che il ricorso ad antibiotici per bocca non migliora di molto la situazione. Anche le cure ormonali danno risultati poco soddisfacenti. Innanzitutto la sospensione del fumo è ovviamente utilissima anche se non da risultati immediati, i primi effetti iniziano a comparire dopo un anno e mezzo o due, dunque bisogna avere molta pazienza.
Per quanto riguarda i trattamenti veri e propri si ottengono buoni risultati con l’utilizzo della isotretinoina per bocca. Si tratta di un derivato della vitamina A, capace di ridurre la produzione di sebo e l’accumulo di cellule morte nei follicoli piliferi. Tuttavia questa molecola, se usata nel modo sbagliato, può anche causare un peggioramento. Inoltre è dannosa per il feto per questo non è la cura ideale per le donne in età riproduttiva.
La soluzione migliore è la microchirurgia, ossia la pulizia chirurgica delle lesioni. In pratica, attraverso piccoli aghi o microbisturi, lo specialista incide le lesioni e le svuota. Il trattamento viene eseguito in ambulatorio e non richiede anestesia (può provocare solo un lieve fastidio). In genere si effettuano quattro o cinque sedute a cadenza settimanale e poi altre di mantenimento nel corso del tempo. I primi risultati si vedono dopo circa un mese.
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Cause della dermatite seborroica: può essere provocata anche dallo smog
Lo smog crea molti danni alla salute e questo lo sappiamo che anche le dermatiti possono essere causate dall’inquinamento risulta più inusuale.
Recenti ricerche dimostrano infatti che la pelle del viso di chi vive in città dove l’aria è particolarmente inquinata presenta un colorito poco sano e tendenzialmente una pelle irritabile che presenta i segni della dermatite, arrossamenti e desquamazione.
Secondo quanto emerso dal 2° meeting internazionale ISPLAD (Società Italiana di Dermatologia Plastica e Rigenerativa) l’inquinamento è legato alle infiammazioni della pelle e alla comparsa di alcune forme di dermatite seborroica. Questo giustificherebbe anche l’aumento di queste forma di macchie della pelle sempre più in aumento nelle grandi città, soprattutto fra giovani uomini e donne sopra i trent’anni.
Secondo gli esperti le polveri sottili possono alterare il film idrolipidico, la barriera naturale di acqua e sebo che difende la pelle. Queste sostanze dannose creano in superficie delle microfissurazioni e riescono a penetrare in profondità nella cute. Agiscono sugli equilibri interni, alterandoli e spingendo le ghiandole sebacee a produrre più sebo. La cute diventa più grassa e più vulnerabile perché perde compattezza. Un processo che favorisce la comparsa delle irritazioni e delle desquamazioni tipiche della dermatite seborroica.
Per debellare la dermatite è stato messo a punto un nuovo principio attivo: l’alukina. Questo composto è a base di tre sostanze naturali: l’albume di rocca, ad azione antisettica, l’acido glicerretico, con effetto antiarrossamento, e il retinolo che stimola il rinnovamento cellulare. Un mix potente con effetti rapidi e duraturi.
La crema deve essere prescritta dal medico che stabilisce i tempi e le modalità di applicazione. Di solito per avere risultati evidenti bastano due settimane di cura. La crema deve essere applicata sulle zone dove si evidenziano i segni della dermatite due volte al giorno, mattina e sera dopo la detersione.
Per prevenire la dermatite ma anche per curarla quando si presenta è importante scegliere bene i prodotti di pulizia quotidiana: i detergenti devono essere delicati, con un pH neutro, meglio ancora se arricchiti di sostanze nutrienti come la glicerina. I cosmetici di ultima generazione sono arricchiti con fosfolipidi che agiscono sulle cellule della pelle, ma anche di altre sostanze come il delta lattone e la glucosamina.
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Rimedi naturali e omeopatici per la Tinea Pedis
E’ conosciuta come “piede d’atleta” ma il suo nome esatto è Tinea Pedis: un’infezione che provoca la desquamazione e talvolta veri e propri taglietti fra le dita dei piedi. La pelle spesso si arrossa tutta intorno e si gonfia ed in alcuni casi si formano anche piccole vescicole.
Ai primi segnali di Tina Pedis la prima cosa da fare è un pediluvio una volta al giorno.
Basta sciogliere un cucchiaio di ipoclorito di sodio (la comune candeggina) in due litri d’acqua e detergere bene la cute nei punti colpito con un sapone a base di olio essenziale di Malaleuca o Albero del tè.
I piedi devono essere lasciati in ammollo in questa soluzione per un minimo di cinque minuti.
Se l’infezione non passa o addirittura tende a peggiorare, si possono aggiungere due rimedi omeopatici: Arsenicum album e Ranunculus scleraturm alla 5 CH. Sono da prendere in tre granuli ciascuno, due volte al giorno, finchè il disturbo non migliora. Quando invece l’infiammazione è associata ad un intenso prurito, è più indicato Graphites 7 CH, cinque granuli tre volte al dì.
Una volta debellata l’infezione, è fondamentale prevenirne la ricomparsa tenendo i piedi il più possibile asciutti. Per assorbire l’umidità è utile cospargere gli spazi fra le dita di polvere aspersoria di seta, che ha un potere assorbente maggiore del talco. Inoltre contiene estratti di genziana, corteccia di quercia e salvia che riequilibrano le difese della cute.
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