Cure e rimedi per le macchie sulla pelle: micosi, funghi, solari

Utilizzo del laser in dermatologia

laser dermatologia

Da almeno 15 anni il laser è usato anche in dermatologia. Nel tempo questo strumento si è perfezionato moltissimo e ha visto un progressivo aumento della domanda e dell’offerta. Attualmente è un valido alleato sia per rimuovere lesioni di vario tipo sia per migliorare l’aspetto estetico della pelle.

La medicina estetica ricorre moltissimo ai laser medicali. Un grandissimo salto di qualità è stato compiuto grazie all’introduzione del laser frazionale, in cui il fascio di luce è diviso in spot che arrivano sulla pelle in maniera ordinata, creando minuscoli canali. In pratica, attorno ad ogni punto trattato c’è una zona non trattata, che lo stimola. Questo permette un rimodellamento della cute, ottimo per il ringiovanimento facciale.

Anche il vecchio laser erbium è efficace per migliorare l’aspetto della pelle: ha un elevato assorbimento nell’acqua e garantisce un’ottima ablazione dello stato più superficiale dell’epidermide, eliminando macchie, rughe e deformità.

Il laser ad alessandrite, invece, permette di effettuare un’epilazione permanente e quello Q-switched di eliminare le macchie solari e senili e gran parte dei tatuaggi.

Il laser Ktp, per esempio, è indicato in presenza di malattie come couperose e rosacea, macchie della pelle caratterizzate da lesioni vascolari rosse e superficiali. Il laser utilizzato ha una lunghezza d’onda di 532 nm (luce verde) che è assorbita selettivamente dall’emoglobina e dai pigmenti (melanina), con una profondità di penetrazione massima di 0,5 mm.

Il laser neodimium Yag, invece, ha una lunghezza d’onda maggiore e penetra più in profondità, per cui va bene per le dilatazioni venose meno superficiali, le teleangectasie e gli emangiomi.

luglio 2, 2014   No Comments

Micosi estive: cosa sono e come evitarle

Le alte temperature e l’umidità favoriscono la proliferazioni di funghi. Impara le strategie per evitare le micosi d’estate.

micosi estive

I funghi, abitano sulla nostra pelle e solitamente non provocano alterazioni cutanee, ma d’estate le condizioni ambientali ne facilitano la proliferazione provocando le micosi. La maggior parte dei funghi prolifera con il caldo e l’umidità, causando il 10% delle infezioni dermatologiche. Si tratta di infezioni molto fastidiose, ma facili da prevenire e curare.

Di funghi ne esistono molti tipi, ma bisogna trattarli in maniera corretta per evitare che si diffondano in altre parti del corpo.
Micosi dei piedi
Questa micosi, detta tinea pedis, colpisce soprattutto maschi adulti, in particolare giovani che praticano sport. L’infezione si acquisisce infatti frequentando palestre e piscine. Inizia negli spazi interdigitali, dapprima con una macerazione, quindi con squame e croste, infine con erosioni. Dagli spazi interdigitali, l’infezione può coinvolgere la pianta dei piedi.
Il sintomo iniziale è il prurito, anche molto inteso, ma quando l’infezione diventa cronica, le erosioni possono essere accompagnate da dolore. Qualche volta, il dolore è tale da limitare la deambulazione.
Il coinvolgimento delle unghie. E’ detto onicomicosi e causa prima alterazione del colore e poi un ispessimento a carico della lamina dell’unghia, che tuttavia è più friabile e si sfalda con facilità.

Chi è più soggetto alle micosi
Alcune situazioni o condizioni possono favorire l’insorgenza di micosi.
Traumi ripetuti alle unghie. Possono facilitare la colonizzazione dei microrganismi. A favorire l’infezione sono anche l’uso di detergenti o lavande molto aggressivi.
Persino l’alimentazione può rivelarsi un elemento chiave: troppi zuccheri e carboidrati in genere, alimenti fermentati e derivati del latte, sono i nutrimenti preferiti per la proliferazione micotica.
Quando si prendono alcuni medicinali. Seguire trattamenti prolungati con farmaci a base di cortisone, antibiotici e contraccettivi orali aumenta il rischio di soffrire di un’infezione causata da questi microrganismi. Anche la terapia ormonale sostitutiva può predisporre a questa infezione.

Le infezioni micotiche più frequenti in estate sono quelle dovute a Malassezia furfur, un lievito detto anche Poturosporum ovale, che normalmente è presente sulla pelle di oltre il 90% degli esseri umani adulti. Quando prolifera, questo lievito provoca malattie della pelle come la pitiriasi versicolor e la dermatite seborroica. A causa dell’umidità dovuta all’aumento del sudore, si riproduce velocemente e di solito infetta la parte alta del tronco. Provoca macchie di diverse tonalità sulla pelle.
I capelli, la pelle e le unghie sono tessuti che possiedono molta cheratina, una sostanza che costituisce il nutrimento preferito di funghi chiamati dermotofiti. Anche questi si riproducono di più alte temperature e provocano infezioni, o tigne, in qualsiasi parte del corpo, soprattutto sui piedi, sulle unghie ma anche sul cuoio capelluto. Provoca macchie desquamose sulla pelle.
Nelle zone di attrito, come le ascelle, le pieghe della pelle (tra le dita, sotto il seno) o l’inguine, che sono quelle più umide, sono comuni le infezioni da questo tipo di funghi.
D’estate il rischio è sensibilmente maggiore, perché a volte queste zone non vengono asciugate bene dopo il bagno in piscina, oppure al mare.
E’ importante osservare bene il proprio corpo per scoprire il più precocemente possibile se compaiono sulla pelle lesioni di cui non si conosce la natura. In tal caso bisogna rivolgersi subito a un dermatologo perché esistono diverse patologie cutanee che possono essere facilmente confuse con le micosi.

Come bisogna agire per prevenire le micosi
Anche se le micosi non hanno gravi conseguenze, conviene riconoscerne la presenza perché a mano a mano che passa il tempo diventano più difficili da eliminare. E’ anche importante prevenirne la comparsa.
Mantieni la pelle pulita ma non usare saponi molto alcalini che ne alterano il manto lipidico protettore. Asciuga sempre con attenzione ogni parte del corpo, anche le pieghi, per evitare l’umidità.
Non scambiare il tuo asciugamano o gli indumenti (per esempio le magliette indossate a pelle) con quelli delle altre persone; non metterti sulle sedie a sdraio degli stabilimenti balneari o delle piscine senza avervi collocato sopra il tuo asciugamano e utilizza quest’ultimo sempre dallo stesso lato. Per lo stesso motivo, ricordati di camminare sul bordo delle piscine sempre con le tue ciabattine fino al momento di entrare in acqua e non prestare mai le tue ciabattine a nessuno.
Una volta diagnosticata una micosi, è necessaria una terapia locale con farmaci antimicotici. Se l’infezione è di vecchia data o è resistente alla terapia topica, si devono aggiungere gli antimicotici per via orale.

giugno 28, 2014   No Comments

Quelle fastidiose bollicine a mani e piedi: la disidrosi

disidrosi palmanreLa disidrosi – della anche eczema disidrotico – è una particolare malattia della pelle che si presenta con l’arrivo del caldo, caratterizzata da piccole bollicine principalmente fra le dita, nel palmo della mano e dei piedi.
Le bollicine provocano prurito e dolore e possono durare anche 3 o 4 settimane. Dopo la rottura delle vescicole segue la fase desquamativa, che può durare settimane o addirittura mesi. Nei casi più gravi si formano zone di escoriazione, con fessurazioni e ispessimenti della pelle talmente invalidati, da rendere difficoltoso il lavoro quotidiano e i sintomi peggiorano dopo il contatto con sapone, acqua o sostanze irritanti. Qualche volta la pelle si spella in modo grave, tanto da lasciare parti vive di cute a rischio di infezioni cutanee.

In passato la presenza di vescicole ha fatto pensare che la disidrosi fosse una patologia causata prevalentemente dal sudore (il termine disidrosi significa sudorazione eccessiva), giustificando l’aumento della sudorazione nei periodi di stress o ansia. Secondo recenti studi sono emersi anche altri fattori responsabili di questo disturbo come intolleranze alimentari, infezioni intestinali o locali di carattere batterico o micotico, acqua clorinata delle piscine o acqua del rubinetto eccessivamente trattata con il cloro o addirittura potrebbe essere collegata all’utilizzo di calzature aperte (sandali, ecc).
Un aiuto lo danno invece spesso il sole e l’acqua salata del mare, che hanno un effetto terapeutico nella cura della disidrosi ottenendo una significativa regressione della malattia.

Dalla disidrosi si guarisce in presenza di forme meno gravi o quando si arriva ad individuarne ed eliminarne le cause. Il problema ha un andamento recidivante stagionale, a volte con lunghi periodi liberi da malattia. Poiché la causa della disidrosi è generalmente sconosciuta, non c’è modo comprovato per prevenire questa condizione.

I fattori di rischio
Le donne sembrano esserne maggiormente soggette.
Stress. La disidrosi si manifesta più facilmente durante periodi di stanchezza ed affaticamento.
Esposizione a sli di metalli tra cui cromo, cobalto e nichel.
Allergie stagionali come ad esempio la febbre da fieno.
Esposizione all’umidità. Esporre la pelle ad acqua o altre sostanze umide può innescare la disidrosi.

Consigli per non peggiorarla
Evita di graffiare le bollicine.
Limita l’esposizione della pelle all’acqua.
Idrata con una crema dopo aver lavato le mani
Adotta misure per proteggere le mani da sostanze irritanti, come ad esempio lozioni profumato o sapone per i piatti.

giugno 25, 2014   No Comments

Herpes labiale: i rimedi naturali

herpes labiale

Formicolio, bruciore, prurito nella zona delle labbra sono sintomi ben noti a chi soffre di herpes labiale, problema ricorrente che tende a fare la sua comparsa con l’arrivo della bella stagione: il sole e il caldo possono costituire due fattori scatenanti per questo problema, a causa della particolare delicatezza della zona delle labbra.
La pelle che riveste le labbra ha infatti uno spessore decisamente più sottile rispetto alle altre zone, anche del viso, comunque rivestite da uno strato di cellule più resistenti, quelle che compongono lo strato corneo, lo  strato più superficiale della pelle.
Le radiazioni solari possono quindi esercitare i loro effetti negativi in modo più veloce e consistente e il virus, capace di approfittare dei momenti di debolezza dell’organismo, non tarda ad aggredire la zona più esposta e in maggiori difficoltà: quello delle labbra.
Ideale è quindi l’uso (già in primavera) di stick protettivi con filtro solare per le labbra, evitando comunque l’esposizione al sole nelle ore più calde sia in montagna che al mare.
Essendo legati ad un calo delle capacità di difesa dell’organismo (convalescenza, febbre, stress fisico o mentale, forti emozioni, il ciclo mestruale, la gravidanza), per intervenire in modo naturale riducendo la frequenza e la durata degli episodi di herpes è possibile ricorrere a rimedi naturali capaci di stimolare in modo efficace il sistema immunitario, aiutando l’organismo a respingere le infezioni e a difendersi al meglio da batteri e virus.

Particolarmente indicate a tale scopo risultano alcune piante conosciute da secoli per le loro proprietà immunostimolanti come l’Echinacea, l’Astragalo e l’Uncaria: oltre a limitare il rischio di ricadute, l’uso costante di questi rimedi dovrebbe sia abbreviare il decorso della malattia favorendo i processi di guarigione, che diminuire l’intensità dei sintomi. Li si utilizza per cicli di cura di 60 giorni, intervallando – dopo i primi 30 giorni – con 15 giorni di pausa.
Per dare sollievo all’infiammazione e quindi ai sintomi dell’herpes possono essere utili le proprietà antinfiammatorie ed antiallergiche del Ribes nero (Ribes nigrum L.), indicato per dare sollievo ai sintomi quali bruciore, prurito e indolenzimento: lo si può utilizzare in gocce, come il macerato glicerico, alla dose consigliata di 30, 40 gocce in poca acqua per 2 volte al giorno, al mattino e nel primo pomeriggio. In associazione al Ribes, da applicare localmente, allo scopo di stimolare i processi di riparazione della pelle e limitare l’infezione, la Calendula e la Propoli possono risultare due alleate preziose, grazie alla loro azione disinfettante, antinfiammatoria, cicatrizzante: oltre ad acquistarle già pronte all’uso, in crema o pomata – in farmacia o erboristeria – se ne può preparare una soluzione estemporanea, mescolando 50 gocce di tintura madre di calendula e 30 gocce di tintura di propoli in circa tre cucchiaini da dessert di acqua. Il preparato può essere quindi applicato con un bastoncino cotonato (del tipo utilizzato per la pulizia delle orecchie, meglio se confezionato singolarmente) direttamente sulla zona colpita dall’herpes.

giugno 19, 2014   No Comments

Alitosi: vero o falso

alitosiIl problema dell’alitosi è una delle condizione che crea maggiore imbarazzo. Può capitare a tutti: improvvisamente ci si rende conto di avere l’alito cattivo e ciò dipende da svariate ragioni.
Vediamo insieme cosa è vero e cosa è falso.

E’ sempre la conseguenza di una mancanza di igiene: FALSO
E’ una delle cause più frequenti dell’alito cattivo, ma certe alterazioni della salute possono esserne la causa: tonsillite, carie, sinusite, problemi dell’apparato digerente, patologie polmonari, problemi renali e spesso anche il diabete.

Seguire una dieta può determinarlo: VERO
Alcune diete dimagranti (poco salutari) sono basate sulla diminuzione di carboidrati o sul digiuno per far sì che il corpo bruci il grasso accumulato. Quando questo accade, alcune sostanze chimiche (dette scientificamente corpi chetonici) si immagazzinano nel corpo e si liberano nell’alito e nelle urine provocando cattivo odore.

L’alimentazione non influisce: FALSO
Oltre all’ovvietà di evitare prodotti come aglio e cipolla, vi sono altri alimenti che possono produrre alito cattivo. E’ il caso dei cavoli (cavolfiore, broccoli) poiché sono ricchi di zolfo, che metabolizzato dal corpo finisce nei polmoni e conferisce odore al respiro. Lo stesso succede con alcuni prodotti lattiero-caseari e coni formaggi forti.

Il succo d’arancia può provocare l’alito cattivo: VERO
Alimenti come aceto, limone, ananas e arancia cambiano il pH della bocca, e se vi sono batteri (la principale causa dell’alito cattivo) questo fa sì che si riproducano più rapidamente.

Le mestruazioni non hanno nulla a che vedere: FALSO
Durante il ciclo mestruale si producono cambiamenti nella produzione ormonale. L’aumento di estrogeni, per esempio, può provocare una diversa risposata biochimica nei tessuti orali che contribuiscono a una maggiore produzione di composti che provocano un cattivo odore.

Di mattina è più frequente: VERO
Le strutture della bocca sono a riposo durante il sonno notturno e la saliva si produce in scarsa quantità, quindi la funzione di “auto pulizia” della bocca non è sufficiente e si favorisce l’accumulo di batteri che causano il cattivo odore. Lo stesso accade in situazioni di stress o ansia in cui la salivazione diminuisce. Il consumo di alcol e fumo riducono le secrezioni di saliva, peggiorando i sintomi.

Chi ne soffre ne è cosciente: FALSO
Non sempre una persona che ne soffre sa di avere l’alito cattivo. Di solito gli altri avvertono il problema prima della persona stesso. E’ difficile percepire il proprio alito, senza contare che lap erosna che convive con questo problema può esserci abituata e non notarlo più.

maggio 12, 2014   No Comments

Come far durare di più i trattamenti per la pelle

In alcuni casi, prolungare gli effetti dei trattamenti estetici, si può, adottando qualche piccola strategia mirata.

pelle bella

I peeling

Il peeling consiste nell’applicazione di sostanze in grado di esfoliare lo stato superficiale della pelle, dove si depositano le cellule morte, e di stimolare il rinnovamento cellulare. Eventuali macchie della pelle scompaiono e la cute appare più luminosa, compatta e uniforme.
I peeling vengono stesi con un’apposita spatola e lasciati agire per circa 15 minuti. Non sono invasivi, al limite può apparire un leggero rossore, destinato a scomparire da solo nel giro di poco tempo. Possono essere utilizzati sia per il viso sia per il corpo. In genere, si consigliano più sedute. Gli effetti non durano a lungo, soprattutto nei peeling più superficiali: qualche mese al massimo. Per questo si consigliano più cicli.

Strategie utili
In questo caso è bene giocare d’anticipo. A partire da una settimana prima del peeling, sulla zona da applicare mattina e sera creme con acido glicolico e vitamina A, sostanze ad azione esfoliante e levigante. Così si prepara la pelle al trattamento.
Subito dopo la seduta e per altri due-tre giorni, invece, usare maschere a base di acqua termale, che leniscono eventuali rossori,. Idratano la zona e amplificano i risultati.
Nei due-tre mesi successivi ricorrere a uno schermo ad alto indice di protezione solare e rinunciare a cosmetici con alcol o acido glicolico e profumi poiché possono macchiare la pelle.

La biorivitalizzazione

Si tratta dell’infiltrazione, fra le cellule del derma, di varie sostanze in grado di migliorare la qualità e l’elasticità della pelle.
Oggi si hanno a disposizione diverse opzioni. Nelle persone giovani e in quelle di una certa età con una cute ben curata si possono usare sostanze omeopatiche. Nelle situazioni più complesse, invece, solitamente si ricorre a vitamine, Sali minerali, acidi nucleici, aminoacidi: sostanze che aumentano la sintesi di collagene ed elastina, le proteine che donano elasticità e sostegno alla pelle, e migliorano il microcircolo.
In ogni caso, s’impiega sempre una base idratante contenente acido ialuronico, che è in grado di richiamare acqua negli strati più profondi della pelle e di illuminare il volto.
Sono indicate più sedute. Non c’è bisogno di anestesia; in caso di sensibilità, si applica una crema anestetica. Il trattamento può dare origine ad arrossamenti che vanno via da soli.
I risultati iniziano a comparire dopo la prima seduta e durano qualche mese: per conservarli nel tempo è necessario sottoporsi a dei cicli di mantenimento.

Strategie utili
Dopo il trattamento è essenziale che la persona applichi sempre, mattina e sera, sieri fortemente idratanti, per esempio a base di acido ialuronico liposomiale, che è in grado di penetrare facilmente nell’epidermide.
Se, infatti, la pelle non riceve abbastanza nutrimento, cerca di dissetarsi attingendo alle sostanze biorivitalizzanti iniettate. Di conseguenza, gli effetti del trattamento scompaiono prima. Per lo stesso motivo bisogna bere molto, almeno 1.5 litri di acqua al giorno.Una volta alla settiamna si consiglia di usare una maschera con vitamina E e aminoacidi, sostanze che idratano e, al tempo stesso, rigenerano i tessuti. In questo modo, la pelle appare migliore più a lungo.

aprile 4, 2014   No Comments

Macchie e piccole imperfezioni: terapie e cure

Macchie e tracce di acne rendono la pelle poco uniforme. Terapie mirate, cure quotidiane e pazienza sono l’arma per cancellare le imperfezioni sul viso.

Portrait of Fresh and Beautiful woman with flower isolated on white

Un viso dalla pelle liscia e vellutata è il sogno di ogni donna. Ma la maggior parte di noi deve fare i conti con piccole imperfezioni, soprattutto macchie e piccole cicatrici. Sono le tracce dell’acne, giovanile o tardiva, e delle abbronzature selvagge o eccessive.
Per eliminare rapidamente questi inestetismi è necessario affrontare il problema con l’aiuto di un medico estetico e tenere presente che ci  vogliono costanza e pazienza. Fortunatamente, oggi esistono terapie efficace e non invasive che danno ottimi risultati.

Tra le sostanze più efficaci e sicure ci sono gli alfa-idrossiacidi (glicolico, lattico, malico), l’acido salicilico, l’acido pantotenico e la vitamina C, che schiarisce le macchie ed è indispensabile per rigenerare la cute attenuare le cicatrici.
Una terapia fondamentale è la micro dermoabrasione: un’apparecchiatura che leviga l’epidermide, asporta le impurità e contemporaneamente esercita un micromassaggio ossigenante che favorisce la rigenerazione del derma. Elimina le impurità e allo stesso tempo attenua e ripara le cicatrici dell’acne. Per accelerare il risultato, si può associare ad applicazioni di alfa-idrossiacidi, vitamina C stabilizzata e acido pantotenico.
Tra i trattamenti più innovativi c’è infine la Skin-esfoliation a radiofrequenza. Leviga la cute in modo rapido e non invasivo e facilita l’assorbimento dei principi attivi necessari alla guarigione.

Primo passo: la pulizia
Il primo gesto per attenuare le imperfezioni è detergere con cura la cute. Rimuovendo le cellule morte, eviti di ostruire i pori e prepari la pelle ad assorbire i principi attivi di cui necessita. Usa sempre prodotti delicati, preferibilmente in gel.

Melissa
Per purificare la pelle, applica ogni giorno una crema acidificante. Riequilibra il pH naturale dell’epidermide e si assorbe spontaneamente in pochi minuti, trasmettendo un’immediata sensazione di freschezza e benessere. Sceglila alla melissa, al cipresso o alla vitamina E.

Ossido di zinco
Se la cute è infiammata e ci sono brufoletti, leniscila con una crema che abbia una percentuale di ossido di zinco pari o superiore al 20%. Attenua il rossore e accelera la guarigione.

Aloe vera
Le macchie cutanee peggiorano se ci si espone al sole. Coprile con gli stick ad altissima protezione e con un siero concentrato di aloe vera: rinfresca, lenisce e idrata.

Acido salicilico
L’acido salicilico è una tra le sostanze più efficaci per normalizzare le pelli impure. Per massimizzarne l’azione, utilizza maschere a base di questa sostanza: aiutano a eliminare le cellule morte, rinnovano l’epidermide e la levigano.

Ridurre difetti e imperfezioni
Per attenuare punti neri e imperfezioni, applica tutte le sere sulla pelle asciutta e pulita un siero idratante. Perfetti quelli a base di vitamine C ed E, alfa-idrossiacidi, estratti di liquirizia o di semi d’uva.

Maschere
Le maschere sono un prezioso alleato per riequilibrare le pelli impure. Vanno applicate almeno due o tre volte alla settimana e svolgono un’azione purificante, assorbente, lenitiva e schiarente. Sceglile a base di argilla o caolino (un’argilla morbida, di colore bianco-grigiastro), oppure con estratti vegetali di bardana, salvia o camomilla.

aprile 2, 2014   No Comments

Sudorazione eccessiva: come risolvere il problema

sudorazione eccessiva

L’iperidrosi è una problematica diffusa, che si può scatenare già a partire dalla giovane età. Si tratta di una vera e propria patologia, dovuta ad un meccanismo di iperattività della catena del sistema nervoso, indipendente dalla nostra volontà, che crea disagi enormi, perché il sudore è assolutamente eccessivo.
Chi è affetto da iperidrosi spesso si sente invalidato, costretto talvolta anche a cambiare lavoro per evitare il rischio di entrare a contatto  con il pubblico.
Esistono vari stadi di sudorazione eccessiva: da leggero ad intenso. Le parti più colpite sono ascelle, mani e piedi, ma anche dorso, viso e nuca. Le ghiandole sudoripare vengono iperstimolate involontariamente per cui il fisico suda a dismisura, indipendentemente dalle condizioni climatiche o da una situazione di tensione. I nervi deputati al comando della sudorazione ricevono un input improprio.

Come risolvere il problema definitivamente
Il nostro sistema nervoso simpatico all’interno del torace è fatto come un sistema di fili elettrici che convergono in una centralina. In passato ci si affidava ad una metodica che consisteva nell’interruzione definitiva dei nervi con l’asportazione dei gangli che trasmettono i segnali alle ghiandole sudoripare.
Questo trattamento aveva il difetto di non essere reversibile.
Ora è collaudata un’altra tecnica con ottimi risultati. Viene messa una “grappetta” in titanio sulle terminazioni nervose che arrivano ai gangli responsabili di inviare una stimolazione eccessiva alle ghiandole sudoripare. Si realizza così un blocco della conduzione nervosa, interrompendo lo stimolo alle ghiandole sudoripare.
La procedura è, in una prima fase, reversibile. Quando può rendersi necessario tornare indietro? Può verificarsi una sudorazione compensatoria in altre zone che, seppur non invalidante, potrebbe non essere accettata.
Come si svolge l’operazione
Si tratta di un’operazione che si esegue con tecnica mininvasiva (toracoscopia) e richiede l’anestesia generale. Si praticano delle piccole incisioni nella parte laterale del torace (da uno a tre in base alle zone nervose da trattare e raggiungere) di circa mezzo centimetro. Quindi, s’inserisce una microtelecamera id 5 mm di diametro e si va ad applicare la grappetta, si richiude e l’intervento in meno di mezz’ora è concluso. I risultati sono immediati e definitivi.

Trattamenti alternativi all’operazione
Esistono trattamenti come le microiniezioni di tossina botulinica, che si praticano nella zona che suda eccessivamente. L’effetto di riduzione della sudorazione è però a tempo limitato: dura qualche mese.
Può essere indicato in chi soffre di iperidrosi in maniera non troppo eccessiva. Il trattamento va normalmente ripetuto un paio di volte all’anno. Gli svantaggi stanno nei costi abbastanza elevati e nei risultati non definitivi.

Altra terapia per combattere l’iperidrosi è la ionoforesi. Consiste nel far passare una corrente di bassa intensità attraverso la cute nella parte del corpo interessata.
Così come i trattamenti con antitraspiranti, volti a bloccare la produzione di sudore: ma in chi soffre di iperidrosi seria queste tecniche non danno risultati apprezzabili.

marzo 26, 2014   No Comments

La psoriasi alle unghie

psoriasi alle unghie

La psoriasi è una malattia infiammatoria della pelle geneticamente determinata, causata da un difetto del sistema immunitario, che danneggia le strutture deputate al ricambio cellulare della cute e delle unghie, accelerando notevolmente questo meccanismo: il turn over delle cellule della pelle è di 4-5 giorni al posto dei normali 25.

La psoriasi è una malattia cronica che può comparire a ogni età e colpisce, in egual misura uomini e donne. Può insorgere, nelle persone predisposte, in seguito a fattori scatenanti, come per esempio le infezioni delle tonsille causate dal batterio Streptococco beta emolitico.
Lo stress può contribuire a peggiorare i sintomi o a riacutizzarli: la malattia infatti ha un decorso altalenante, con episodi acuti e periodi di remissione. E’ caratterizzata dalla comparsa di chiazze rosse, coperte da squame secche e biancastre, dovute proprio al veloce ricambio cellulare.
Può esserci prurito e bruciore. Le zone più colpite sono il cuoio capelluto, le ginocchia, i gomiti e le unghie. Potenzialmente però tutte le zone possono essere interessate e infatti nelle forme più serie le lesioni ricoprono diverse aree del corpo.

Essendo una malattia geneticamente determinata, dalla psoriasi non si guarisce. Il trattamento è dunque mirato a controllare il più possibile i sintomi.
Nelle forme meno gravi si cura solo con terapie locali, come pomate emollienti contenenti derivati dalla vitamina D, anche in associazione a corticosteroidi. Inoltre si possono effettuare sedute di fototerapia esponendosi ad apposite lampade Uva in associazione con sostanze foto sensibilizzanti o Uvb a banda stretta senza alcuna somministrazione di farmaci.
Quest’ultima può essere utilizzata a anche su bambini e anziani e causa pochissimi effetti indesiderati.

Nelle forme più estese si ricorre a farmaci a base di retinoidi (derivati della vitamina A), ciclosporina, metotrexate, oltre a nuovi farmaci biologici che agiscono più selettivamente su alcuni passaggi chiave del sistema immunitario alla base della patologia. Per quanto riguarda l’interessamento delle unghie, possono essere necessari anche 3-4 mesi di cure prima di vedere miglioramenti.

La malattia può essere un’evoluzione peggiorativa nel tempo, ma non si può comunque in alcun modo prevenire. E’ bene dunque rivolgersi a uno specialista che potrà richiedere esami specifici in gradi di valutare la sua evoluzione.

marzo 20, 2014   No Comments

Scrub naturale per il benessere della pelle

scrub naturale

Lo scrub è un trattamento estetico che ha lo scopo di eliminare le cellule morte della pelle che non permettono a quelle nuove di arrivare in superficie. Dopo lo scrub, la pelle è più luminosa, liscia e rinnovata. Oltre a ciò, i trattamenti che poi saranno effettuati verranno assorbiti più in profondità.

Lo scrub è consigliato una volta alla settimana: troppo spesso potrebbe causare un’irritazione nelle zone più delicate e potrebbe assottigliare troppo la cute indebolendola.

Esistono scrub non naturali: si tratta di quello “enzimatico” e di quello “chimico”.
Quello enzimatico è costituito da enzimi che eliminano le proteine, è di tipo chimico e per questo va eseguito in centri specializzati. Quello chimico ha un effetto anti-età e può essere più o meno invasivo, si deve ricorrere ad un dermatologo esperto o a un chirurgo, perché in effetti si tratta quasi di un trattamento chirurgico.
Perché non optare, quindi, per uno scrub più naturale e meno invasivo? La pelle ne risentirà di meno e gli effetti saranno comunque eccellenti.
Parliamo dello scrub “meccanico”, un esfoliante che si effettua tramite massaggi con creme e lozioni che hanno all’interno granuli naturali di sale marino o sfere di polietilene ( per le pelli più sottili si possono usare creme non esfolianti a base di argilla che si lasciano essiccare e poi si rimuovono con acqua tiepida) e di quello “naturale”: i classici rimedi fatti in casa, che oltre ad essere più economici sono anche 100% naturali.

Scrub naturale al miele
2 cucchiaini di sale fino e 1 cucchiaino di miele.

Amalgamare gli ingredienti e massaggiare una zona circoscritta (attenzione, il miele tende ad incollarsi alla pelle e a non espandersi omogeneamente). Sciacquare con abbondante acqua tiepida.

marzo 15, 2014   No Comments