Cure e rimedi per le macchie sulla pelle: micosi, funghi, solari

Come far durare di più i trattamenti per la pelle

In alcuni casi, prolungare gli effetti dei trattamenti estetici, si può, adottando qualche piccola strategia mirata.

pelle bella

I peeling

Il peeling consiste nell’applicazione di sostanze in grado di esfoliare lo stato superficiale della pelle, dove si depositano le cellule morte, e di stimolare il rinnovamento cellulare. Eventuali macchie della pelle scompaiono e la cute appare più luminosa, compatta e uniforme.
I peeling vengono stesi con un’apposita spatola e lasciati agire per circa 15 minuti. Non sono invasivi, al limite può apparire un leggero rossore, destinato a scomparire da solo nel giro di poco tempo. Possono essere utilizzati sia per il viso sia per il corpo. In genere, si consigliano più sedute. Gli effetti non durano a lungo, soprattutto nei peeling più superficiali: qualche mese al massimo. Per questo si consigliano più cicli.

Strategie utili
In questo caso è bene giocare d’anticipo. A partire da una settimana prima del peeling, sulla zona da applicare mattina e sera creme con acido glicolico e vitamina A, sostanze ad azione esfoliante e levigante. Così si prepara la pelle al trattamento.
Subito dopo la seduta e per altri due-tre giorni, invece, usare maschere a base di acqua termale, che leniscono eventuali rossori,. Idratano la zona e amplificano i risultati.
Nei due-tre mesi successivi ricorrere a uno schermo ad alto indice di protezione solare e rinunciare a cosmetici con alcol o acido glicolico e profumi poiché possono macchiare la pelle.

La biorivitalizzazione

Si tratta dell’infiltrazione, fra le cellule del derma, di varie sostanze in grado di migliorare la qualità e l’elasticità della pelle.
Oggi si hanno a disposizione diverse opzioni. Nelle persone giovani e in quelle di una certa età con una cute ben curata si possono usare sostanze omeopatiche. Nelle situazioni più complesse, invece, solitamente si ricorre a vitamine, Sali minerali, acidi nucleici, aminoacidi: sostanze che aumentano la sintesi di collagene ed elastina, le proteine che donano elasticità e sostegno alla pelle, e migliorano il microcircolo.
In ogni caso, s’impiega sempre una base idratante contenente acido ialuronico, che è in grado di richiamare acqua negli strati più profondi della pelle e di illuminare il volto.
Sono indicate più sedute. Non c’è bisogno di anestesia; in caso di sensibilità, si applica una crema anestetica. Il trattamento può dare origine ad arrossamenti che vanno via da soli.
I risultati iniziano a comparire dopo la prima seduta e durano qualche mese: per conservarli nel tempo è necessario sottoporsi a dei cicli di mantenimento.

Strategie utili
Dopo il trattamento è essenziale che la persona applichi sempre, mattina e sera, sieri fortemente idratanti, per esempio a base di acido ialuronico liposomiale, che è in grado di penetrare facilmente nell’epidermide.
Se, infatti, la pelle non riceve abbastanza nutrimento, cerca di dissetarsi attingendo alle sostanze biorivitalizzanti iniettate. Di conseguenza, gli effetti del trattamento scompaiono prima. Per lo stesso motivo bisogna bere molto, almeno 1.5 litri di acqua al giorno.Una volta alla settiamna si consiglia di usare una maschera con vitamina E e aminoacidi, sostanze che idratano e, al tempo stesso, rigenerano i tessuti. In questo modo, la pelle appare migliore più a lungo.

aprile 4, 2014   No Comments

Macchie e piccole imperfezioni: terapie e cure

Macchie e tracce di acne rendono la pelle poco uniforme. Terapie mirate, cure quotidiane e pazienza sono l’arma per cancellare le imperfezioni sul viso.

Portrait of Fresh and Beautiful woman with flower isolated on white

Un viso dalla pelle liscia e vellutata è il sogno di ogni donna. Ma la maggior parte di noi deve fare i conti con piccole imperfezioni, soprattutto macchie e piccole cicatrici. Sono le tracce dell’acne, giovanile o tardiva, e delle abbronzature selvagge o eccessive.
Per eliminare rapidamente questi inestetismi è necessario affrontare il problema con l’aiuto di un medico estetico e tenere presente che ci  vogliono costanza e pazienza. Fortunatamente, oggi esistono terapie efficace e non invasive che danno ottimi risultati.

Tra le sostanze più efficaci e sicure ci sono gli alfa-idrossiacidi (glicolico, lattico, malico), l’acido salicilico, l’acido pantotenico e la vitamina C, che schiarisce le macchie ed è indispensabile per rigenerare la cute attenuare le cicatrici.
Una terapia fondamentale è la micro dermoabrasione: un’apparecchiatura che leviga l’epidermide, asporta le impurità e contemporaneamente esercita un micromassaggio ossigenante che favorisce la rigenerazione del derma. Elimina le impurità e allo stesso tempo attenua e ripara le cicatrici dell’acne. Per accelerare il risultato, si può associare ad applicazioni di alfa-idrossiacidi, vitamina C stabilizzata e acido pantotenico.
Tra i trattamenti più innovativi c’è infine la Skin-esfoliation a radiofrequenza. Leviga la cute in modo rapido e non invasivo e facilita l’assorbimento dei principi attivi necessari alla guarigione.

Primo passo: la pulizia
Il primo gesto per attenuare le imperfezioni è detergere con cura la cute. Rimuovendo le cellule morte, eviti di ostruire i pori e prepari la pelle ad assorbire i principi attivi di cui necessita. Usa sempre prodotti delicati, preferibilmente in gel.

Melissa
Per purificare la pelle, applica ogni giorno una crema acidificante. Riequilibra il pH naturale dell’epidermide e si assorbe spontaneamente in pochi minuti, trasmettendo un’immediata sensazione di freschezza e benessere. Sceglila alla melissa, al cipresso o alla vitamina E.

Ossido di zinco
Se la cute è infiammata e ci sono brufoletti, leniscila con una crema che abbia una percentuale di ossido di zinco pari o superiore al 20%. Attenua il rossore e accelera la guarigione.

Aloe vera
Le macchie cutanee peggiorano se ci si espone al sole. Coprile con gli stick ad altissima protezione e con un siero concentrato di aloe vera: rinfresca, lenisce e idrata.

Acido salicilico
L’acido salicilico è una tra le sostanze più efficaci per normalizzare le pelli impure. Per massimizzarne l’azione, utilizza maschere a base di questa sostanza: aiutano a eliminare le cellule morte, rinnovano l’epidermide e la levigano.

Ridurre difetti e imperfezioni
Per attenuare punti neri e imperfezioni, applica tutte le sere sulla pelle asciutta e pulita un siero idratante. Perfetti quelli a base di vitamine C ed E, alfa-idrossiacidi, estratti di liquirizia o di semi d’uva.

Maschere
Le maschere sono un prezioso alleato per riequilibrare le pelli impure. Vanno applicate almeno due o tre volte alla settimana e svolgono un’azione purificante, assorbente, lenitiva e schiarente. Sceglile a base di argilla o caolino (un’argilla morbida, di colore bianco-grigiastro), oppure con estratti vegetali di bardana, salvia o camomilla.

aprile 2, 2014   No Comments

Sudorazione eccessiva: come risolvere il problema

sudorazione eccessiva

L’iperidrosi è una problematica diffusa, che si può scatenare già a partire dalla giovane età. Si tratta di una vera e propria patologia, dovuta ad un meccanismo di iperattività della catena del sistema nervoso, indipendente dalla nostra volontà, che crea disagi enormi, perché il sudore è assolutamente eccessivo.
Chi è affetto da iperidrosi spesso si sente invalidato, costretto talvolta anche a cambiare lavoro per evitare il rischio di entrare a contatto  con il pubblico.
Esistono vari stadi di sudorazione eccessiva: da leggero ad intenso. Le parti più colpite sono ascelle, mani e piedi, ma anche dorso, viso e nuca. Le ghiandole sudoripare vengono iperstimolate involontariamente per cui il fisico suda a dismisura, indipendentemente dalle condizioni climatiche o da una situazione di tensione. I nervi deputati al comando della sudorazione ricevono un input improprio.

Come risolvere il problema definitivamente
Il nostro sistema nervoso simpatico all’interno del torace è fatto come un sistema di fili elettrici che convergono in una centralina. In passato ci si affidava ad una metodica che consisteva nell’interruzione definitiva dei nervi con l’asportazione dei gangli che trasmettono i segnali alle ghiandole sudoripare.
Questo trattamento aveva il difetto di non essere reversibile.
Ora è collaudata un’altra tecnica con ottimi risultati. Viene messa una “grappetta” in titanio sulle terminazioni nervose che arrivano ai gangli responsabili di inviare una stimolazione eccessiva alle ghiandole sudoripare. Si realizza così un blocco della conduzione nervosa, interrompendo lo stimolo alle ghiandole sudoripare.
La procedura è, in una prima fase, reversibile. Quando può rendersi necessario tornare indietro? Può verificarsi una sudorazione compensatoria in altre zone che, seppur non invalidante, potrebbe non essere accettata.
Come si svolge l’operazione
Si tratta di un’operazione che si esegue con tecnica mininvasiva (toracoscopia) e richiede l’anestesia generale. Si praticano delle piccole incisioni nella parte laterale del torace (da uno a tre in base alle zone nervose da trattare e raggiungere) di circa mezzo centimetro. Quindi, s’inserisce una microtelecamera id 5 mm di diametro e si va ad applicare la grappetta, si richiude e l’intervento in meno di mezz’ora è concluso. I risultati sono immediati e definitivi.

Trattamenti alternativi all’operazione
Esistono trattamenti come le microiniezioni di tossina botulinica, che si praticano nella zona che suda eccessivamente. L’effetto di riduzione della sudorazione è però a tempo limitato: dura qualche mese.
Può essere indicato in chi soffre di iperidrosi in maniera non troppo eccessiva. Il trattamento va normalmente ripetuto un paio di volte all’anno. Gli svantaggi stanno nei costi abbastanza elevati e nei risultati non definitivi.

Altra terapia per combattere l’iperidrosi è la ionoforesi. Consiste nel far passare una corrente di bassa intensità attraverso la cute nella parte del corpo interessata.
Così come i trattamenti con antitraspiranti, volti a bloccare la produzione di sudore: ma in chi soffre di iperidrosi seria queste tecniche non danno risultati apprezzabili.

marzo 26, 2014   No Comments

La psoriasi alle unghie

psoriasi alle unghie

La psoriasi è una malattia infiammatoria della pelle geneticamente determinata, causata da un difetto del sistema immunitario, che danneggia le strutture deputate al ricambio cellulare della cute e delle unghie, accelerando notevolmente questo meccanismo: il turn over delle cellule della pelle è di 4-5 giorni al posto dei normali 25.

La psoriasi è una malattia cronica che può comparire a ogni età e colpisce, in egual misura uomini e donne. Può insorgere, nelle persone predisposte, in seguito a fattori scatenanti, come per esempio le infezioni delle tonsille causate dal batterio Streptococco beta emolitico.
Lo stress può contribuire a peggiorare i sintomi o a riacutizzarli: la malattia infatti ha un decorso altalenante, con episodi acuti e periodi di remissione. E’ caratterizzata dalla comparsa di chiazze rosse, coperte da squame secche e biancastre, dovute proprio al veloce ricambio cellulare.
Può esserci prurito e bruciore. Le zone più colpite sono il cuoio capelluto, le ginocchia, i gomiti e le unghie. Potenzialmente però tutte le zone possono essere interessate e infatti nelle forme più serie le lesioni ricoprono diverse aree del corpo.

Essendo una malattia geneticamente determinata, dalla psoriasi non si guarisce. Il trattamento è dunque mirato a controllare il più possibile i sintomi.
Nelle forme meno gravi si cura solo con terapie locali, come pomate emollienti contenenti derivati dalla vitamina D, anche in associazione a corticosteroidi. Inoltre si possono effettuare sedute di fototerapia esponendosi ad apposite lampade Uva in associazione con sostanze foto sensibilizzanti o Uvb a banda stretta senza alcuna somministrazione di farmaci.
Quest’ultima può essere utilizzata a anche su bambini e anziani e causa pochissimi effetti indesiderati.

Nelle forme più estese si ricorre a farmaci a base di retinoidi (derivati della vitamina A), ciclosporina, metotrexate, oltre a nuovi farmaci biologici che agiscono più selettivamente su alcuni passaggi chiave del sistema immunitario alla base della patologia. Per quanto riguarda l’interessamento delle unghie, possono essere necessari anche 3-4 mesi di cure prima di vedere miglioramenti.

La malattia può essere un’evoluzione peggiorativa nel tempo, ma non si può comunque in alcun modo prevenire. E’ bene dunque rivolgersi a uno specialista che potrà richiedere esami specifici in gradi di valutare la sua evoluzione.

marzo 20, 2014   No Comments

Scrub naturale per il benessere della pelle

scrub naturale

Lo scrub è un trattamento estetico che ha lo scopo di eliminare le cellule morte della pelle che non permettono a quelle nuove di arrivare in superficie. Dopo lo scrub, la pelle è più luminosa, liscia e rinnovata. Oltre a ciò, i trattamenti che poi saranno effettuati verranno assorbiti più in profondità.

Lo scrub è consigliato una volta alla settimana: troppo spesso potrebbe causare un’irritazione nelle zone più delicate e potrebbe assottigliare troppo la cute indebolendola.

Esistono scrub non naturali: si tratta di quello “enzimatico” e di quello “chimico”.
Quello enzimatico è costituito da enzimi che eliminano le proteine, è di tipo chimico e per questo va eseguito in centri specializzati. Quello chimico ha un effetto anti-età e può essere più o meno invasivo, si deve ricorrere ad un dermatologo esperto o a un chirurgo, perché in effetti si tratta quasi di un trattamento chirurgico.
Perché non optare, quindi, per uno scrub più naturale e meno invasivo? La pelle ne risentirà di meno e gli effetti saranno comunque eccellenti.
Parliamo dello scrub “meccanico”, un esfoliante che si effettua tramite massaggi con creme e lozioni che hanno all’interno granuli naturali di sale marino o sfere di polietilene ( per le pelli più sottili si possono usare creme non esfolianti a base di argilla che si lasciano essiccare e poi si rimuovono con acqua tiepida) e di quello “naturale”: i classici rimedi fatti in casa, che oltre ad essere più economici sono anche 100% naturali.

Scrub naturale al miele
2 cucchiaini di sale fino e 1 cucchiaino di miele.

Amalgamare gli ingredienti e massaggiare una zona circoscritta (attenzione, il miele tende ad incollarsi alla pelle e a non espandersi omogeneamente). Sciacquare con abbondante acqua tiepida.

marzo 15, 2014   No Comments

Dermatite seborroica: trattamenti e rimedi efficaci

dermatite seborroicaLa dermatite seborroica è un disturbo della pelle che interessa tra il 3 e il 5% della popolazione mondiale e pare essere in costante crescita. Compare provocando arrossamento, desquamazione e prurito ed interessa capo, volto e a volte anche torace.

Ma come si riconosce e come si cura questa malattia infiammatoria che, fortunatamente non è grave, ma genera comunque disagi?

La pelle affetta da dermatite seborroica, nelle zone interessate, subisce un’alterazione del sebo che prodotto in eccesso alimenta un particolare microrganismo. Il Potyrosporum ovale o Malassezia che provoca l’infiammazione. Le cause scatenanti non sono ancora del tutto chiare, ma la comparsa è facilitata da predisposizione genetica, stress, condizioni ambientali sfavorevoli, come l’inquinamento, e squilibri ormonali.

I trattamenti
Tra le sostanze maggiormente usate, vi sono gli antimicotici, come il ketoconazolo e il feticonazolo, contenuti sia in shampoo che in creme specifiche. Altri rimedi sono i preparati a base di zolfo e acido salicilico: principi attivi naturali, utilizzabili per trattamenti prolungati e capaci di far regredire gli effetti della patologia. Ulteriori sostanze impiegate sono lo zinco piritione e il solfuro di selenio, il cui uso risulta utile se associato alla cura con antimicotici.

Un rimedio nuovo ed efficace
Recentemente per trattare questo problema è stata usata l’alukina, composto polifunzionale naturale, costituito da allume di rocca, un minerale di origine vulcanica, acido glicirretico, estratto delle liquirizia, e Retinil Palmitato, derivato dalla vitamina A. I risultati sono connessi all’interazione delle sostanze che la costituiscono: l’allume di rocca, svolge un’azione antisettica, antibatterica e depurativa. L’acido glicirretico, un vasocostrittore, fa restringere i capillari dilatati responsabili dell’arrossamento cutaneo.Il retinolo favorisce il ricambio cellulare grazie alla sua azione antiossidante. I risultati raggiunti appaiono decisamente positivi dopo sole due settimane, con una remissione completa, nella maggior parte dei casi, dei segni della patologia stesa. E’ stato inoltre verificato che questo trattamento riduce notevolmente il rischio di ricadute rispetto ad altre tipologie di cure.

marzo 14, 2014   No Comments

Come tenere lontane le allergie dalla pelle

pelle secca e sensibileDi qualsiasi tipologia sia la tua pelle, le allergie sono dietro l’angolo. Causano prurito, bruciore e arrossamenti. Ecco i consigli da seguire per tenerle lontane tendendo conto del tipo di pelle.

Pelle normale

Anche se la tua pelle non è particolarmente sensibile ricorda che è continuamente esposta a smog e polveri sottili, raggi solari e impurità. La detersione, sera e mattina, è necessaria per eliminare le particelle di idrocarburi, anidride solforosa e ozono che si depositano soprattutto su volto e collo, scatenando la produzione di radicali liberi e la conseguente reazione infiammatoria.
Se hai una pelle normale è la beauty routine di detersione e cura che allontana il rischio di sensibilizzazioni. Anche se non usi prodotti specifici, scegli sempre soin privi di elementi allergizzanti, e questo ha un sicuro effetto positivo a lungo termine. Se noti un po’ di disidratazione, attenta a non confonderla con l’ipersensibilità. Quest’ultima è una condizione che prescinde dalla tipologia di pelle. Se la tua è secca, punta su cosmetici a base di oli e burri vegetali, per esempio il karitè, che non contengano sostanze irritanti e testati per il nichel.
Per mantenere la salute della cute il più a lungo possibile, evita tutto quello che viene dalla petrolchimica (vaselina e paraffina), il gruppo dei siliconi e conservanti come parabeni e katon (il metilisotiazolinone è stato eletto “allergene del 2013” dai dermatologi americani ) e i filtri Uv chimici (cinnamati e benzofenone) e le ammine DEA, TEA, MEA.
Se, dopo che ti sei lavata il viso senti che “tira” ancora niente paura, è una sensazione normale che svanisce appena l’organismo ricostruisce il suo film idrolipidico. Ciò che è indice di sensibilità, invece, è il pizzciore o bruciore.

Pelle mista
Se hai la pelle mista, attenta a non stressarla ancora di più. E’ la tipologia più frequente fra le italiane, che spesso la trattano in modo sbagliato, ungendola e idratandola troppo. Così diventa asfittica, con impurità e pori dilatati, e può dare anche la sensazione di secchezza. In genere ha bisogno di una crema detox, che sia il più semplice possibile  priva di siliconi e petrolati.

Il film idrolipidico di una pelle mista può essere lievemente disomogeneo e sottile e, di conseguenza, la pelle può mostrarsi reattiva e delicata. Tante possono essere le situazioni che favoriscono una modificazione della barriera cutanea: dalla lieve alterazione dell’equilibrio ormonale che può avvenire nei periodi di stress psicofisico all’uso di detergenti e scrub troppo “invasivi”, fino alla permanenza prolungata al freddo o al caldo. Aggressioni non sempre misurabili, ma che possono determinare una sensibilizzazione delle parti più esposte ai bruschi cambi di temperatura, al sole e al vento.
In questo anche lo stile di vita incide, per cui limita alimenti e bevande che provocano vasodilatazione (caffè, cibi piccanti, alcolici). Fondamentale la detersione regolare e costante con prodotti delicati, privi di allergizzanti che possono essere nichel e balsamo del Perù (il nome che lo identifica nell’Inci è Myroxylon pereirae) e l’uso di un soin specifico.

Nel momento della scelta della cream, controlla che ci siano tra i componenti sostanze lenitive ottenute con metodi di estrazione naturale. Per esempio, l’alfa bisabololo della camomilla, la liquirizia dalle virtù antinfaiammatorie, la borragine riequilibrante e il ribes nero.

Pelle secca e sensibile

Fai una maschera all’acido ialuronico una o due volte a settimana, per garantire un serbatoio di acqua a lento rilascio per la pelle. E mangia agrumi e verdure, ricchi di antiossidanti che difendono dallo smog dall’interno, responsabile secondo una recente ricerca americana di assottigliare la cute e aumentare del 20% la comparsa di macchie scure.

Qualsiasi cosa, anche l’acqua, sembra irritare la tua pelle che appare disidratata, opaca, arrissata e spesso segnata da rughe. Queste le caratteristiche della cute secca e ipersensibile. Lo stress e i cambiamenti ormonali possono contribuire ad aumentare bruciori ed eritema.
Prova con gli integratori a base di magnesio che, come un direttore d’orchestra, insegna all’organismo a essere meno vulnerabile allo stress psicofisico. Utile per abbassare la reattività cutanea anche gli acidi grassi Omega 3,6 e 9, ricchi di antiossidanti, e l’estratto secco o la tintura madre di ribes nero.

Quanto alla pulizia è perfetta l’acqua micellare o il latte detergente privo di agenti irritanti e tensioattivi da passare sul viso con un dischetto di cotone organico (così sei sicura che non abbia residui di sbiancanti). Per la nutrizione scegli prodotti specifici all’acqua termale lenitiva, vitamine, acido ialuronico amminoacidi e senza sostanze allergizzanti per garantire il ripristino del film idrolipidico cutaneo.

marzo 8, 2014   No Comments

Orticaria: come combatterla

prurito

In un post precedente abbiamo visto come, per combattere la forma cronica dell’orticaria, sia in arrivo un nuovo farmaco, l’omalizumab. Ma per combattere l’orticaria quali sono i farmaci e i rimedi più efficaci?

Farmaci per l’orticaria
Il primo passo è in genere la prescrizione di antistaminici, farmaci che contrastano l’azione dell’istamina, e che fortunatamente spesso si rivelano efficaci.
Se gli antistaminici non si rivelano efficaci, ci sono essenzialmente altre tre possibilità:
una è costituita dagli antileucotrieni,  nati per combattere l’asma e poi rivelatisi efficaci anche nella cura dell’orticaria.
Un’altra sostanza rivelatasi utile in diversi casi è la ciclosporina, principio attivo che agisce sul sistema immunitario, noto per essere utilizzato in caso di trapianto per la sua azione antirigetto.
Poi ci sono i corticosteroidi, comunemente noti come cortisone, che accompagnano però alla loro efficacia, diversi effetti collaterali tra cui iperglicemia (eccessiva quantità di zuccheri nel sangue), pressione alta e osteoporosi. Per questa ragione vi si ricorre solo se gli altri farmaci non hanno avuto gli effetti sperati.
Non si ricorre invece, se non in alcune rare forme di orticaria molto localizzata, a medicamenti e rimedi per uso locale, come pomate e unguenti.

Consigli antiprurito
Il primo consiglio, ovviamente, è quello di non cedere alla tentazione di grattarsi: sfregare la pelle non farà altro che peggiorare la situazione, perché favorirà la produzione di istamina. Anzi, per evitare di fare danni può essere utile indossare dei guanti di cotone prima di andare a dormire, in modo da non graffiarsi inconsapevolmente nel sonno.

Per alleviare il prurito si può provare con un bagno in acqua tiepida nella quale siano stati precedentemente aggiunti bicarbonato di sodio e farina d’avena o dell’acqua in cui si è fatto bollire dello zenzero fresco per una decina di minuti.

Meglio inoltre soggiornare in un luogo fresco e indossare abiti puliti e in tessuti naturali (come lino e cotone), possibilmente larghi per evitare sfregamenti.

Un rimedio naturale è quello di bagnare un batuffolo di cotono con olio essenziale di sandalo e lavanda e applicarlo sulla zona interessata. O, ancora, si può trovare sollievo spalmando un po’ di lozione alla calamina, tradizionalmente utilizzata come lenitivo per le eruzioni cutanee.
Infine, si dice che la bromelina contenuta nell’ananas, abbia proprietà antinfiammatorie e aiuti ad alleviare le irritazioni. Si può provare ad applicarne un po’ direttamente sulla pelle.

Orticaria e stress
Non si può dire che lo stress rappresenti una delle cause dell’orticaria, ma certamente p una condizione che si associa a questa malattia. Tensione e stanchezza emotiva possono cioè rendere il nostro organismo, in particolare il sistema immunitario, più vulnerabile, rendendoci più esposti nei confronti di determinati disturbi. L’orticaria è uno di questi e in genere le donne sono più colpite degli uomini. A livello scientifico, la cosa si può spiegare facendo riferimento al fatto che, in situazioni di particolare tensione emotiva o spossatezza fisica, l’organismo sembra produrre una maggiore quantità di istamina, contribuendo così a facilitare la comparsa dei pomfi.

marzo 2, 2014   No Comments

Rimedi fitoterapici per le patologie della pelle

aloe pelle

L’uso dei rimedi fitoterapici per la cura di alcune patologie della pelle ha dimostrato buoni risultati.
Alcune delle patologie più trattabili con l’uso delle piante officinali, sono l’eczema, la dermatite atopica, alcune forme di acne non troppo serie o croniche e alcuni casi leggeri di psoriasi. In queste ipostesi si può parlare di trattamenti che possono dare sollievo o ridurre i sintomi, che possono portare un miglioramento.
Soprattutto nel caso della psoriasi non si parla di cura, vista la complessità della patologia. Per quanto riguarda le infezioni cutanee invece quelle si prestano bene al trattamento con alcune piante medicinali.

Tra le piante più promettenti per il trattamento delle patologie dermatologiche c’è ad esempio l’aloe, un rimedio che non presenta particolari controindicazioni. Per i casi di psoriasi o di vitiligine, esistono delle piante che sono interessanti poiché contengono molecole foto-sensibilizzanti, ma presentano degli effetti collaterali, oppure alcuni rischi che non sono banali. Questo perché ogni pianta che contiene molecole foto-sensibilizzanti porta con sé il rischio di reazioni fototossiche, quindi di scottature e via discorrendo.
Oppure, peri l trattamento delle micosi cutanee o delle infezioni, gli oli essenziali sono molto promettenti perché tendono a non sviluppare una resistenza ai batteri come fanno gli antibiotici, o comunque lo fanno in minor misura, però d’altro canto sono tendenzialmente irritanti per la pelle. Più sono efficaci come antibatterici, più sono irritanti per la pelle; quindi bisogna sempre pesare i due fattori.

Ecco le piante che hanno mostrato maggiori risultati per la cura di patologie dermatologiche

Iniziamo con l’aloe, usato con applicazioni topiche (quelle non ingerite per via orale): è un estratto, in rimedio interessante per le infiammazioni e la flogosi della pelle, in particolare ha mostrato attività appropriate per la dermatite seborroica e per la psoriasi, per alcune infezioni da herpes, in particolare l’herpes di tipo 2 e in genere per le dermatiti infiammatorie.
Il problema con il gel dell’aloe è che è un prodotto molto delicato che tende ad ossidarsi e a rovinarsi abbastanza velocemente. Inoltre non è detto che il prodotto presente sul bancone della farmacia o dell’erboristeria sia identico in attività a quello testato nello studio clinico. In questo caso, vista la natura delicata dell’oggetto in questione, la qualità del prodotto è molto importante.

Un’altra pianta interessante sempre per le infiammazioni della pelle è la liquirizia che può essere, in questo caso, assunta sia internamente che applicata esternamente, non dimenticando di adottare le opportune cautele. La liquirizia usata per via orale infatti è tendenzialmente controindicata, o comunque va usata con cautela, nelle persone che soffrono di ipertensione perché tende ad alzare la pressione, ma a parte questo non ha altre grandi controindicazioni. Si tratta di una pianta antinfiammatoria con un meccanismo simile a quello degli antinfiammatori steroidei; è stata testata per alcune forme di herpes della pelle, per la dermatite atopica e per alcune forme di stomatiti.

Un’altra pianta classica è la camomilla, usata esternamente: si tratta di un antinfiammatorio molto sicuro e non ha controindicazioni. E’ stata utilizzata in genere per la cute infiammata. C’è uno studio interessante sulla camomilla anche per il trattamento delle mucose dovute agli effetti della radioterapia o chemioterapia in persone affette da tumori.

Utile è anche l’olio di pesce. Non è un rimedio vegetale, nondimeno è molto interessante in generale per tutti i problemi infiammatori della pelle.

Il Crespino (Berberis vulgaris) è una pianta amara usata internamente per problemi epatici. Ha mostrato un interessante attività contro la psoriasi, e benché si tratti di uno studio preliminare è molto promettente.

febbraio 26, 2014   No Comments

Mani gonfie: le cause

mani gonfie e viola

Spesso il problema delle mani gonfie, che in genere si manifesta più evidente al mattino, è semplicemente dovuto a un rallentamento della circolazione sanguigna e non deve destare alcuna preoccupazione.
La colpa è della prolungata immobilità notturna e di una posizione scorretta durante il sonno, per esempio le mani sotto la testa o sotto la pancia. In altri casi, però, può essere la spia di malattie più o meno serie e quindi vale sempre la pena parlarne con il medico se il sintomo è presente da tempo e non accenna a scomparire.

Ritenzione idrica
Se il gonfiore alle mani è provocato dalla ritenzione idrica, il problema è più accentuato nei periodi di cambiamenti ormonali, perciò interessa soprattutto le donne. Le mani mantengono la normale temperatura e non cambiano colore, ma gonfiandosi perdono in parte la loro funzionalità. La ritenzione di liquido interessa spesso l’intero organismo tant’è che alla sera si può arrivare a pesare fino a 2-3 chili in più.
Poiché la colpa è dei liquidi accumulati ,questi chili si smaltiscono facilmente una volta ristabilito l’equilibrio ormonale. Una situazione tipica può essere la gravidanza oppure la sindrome premestruale, quel corredo di -fastidiosi sintomi (stanchezza ,irritabilità, sbalzi di umore, dolori al seno) che compaiono nei  giorni precedenti il flusso. In questo disturbo, in particolare, giocano un ruolo fondamentale gli ormoni mineralattivi, cioè in grado di trattenere il sodio, che a sua volta trattiene l’acqua.
Solo se il gonfiore alle mani è notevole e si prolunga oltre il periodo che precede le mestruazioni, allora è il caso di parlarne con il medico. All’origine potrebbe infatti esserci una disfunzione ormonale, come l’ipotiroidismo, o uno squilibrio ormonale, per esempio degli estrogeni (gli ormoni sessuali femminili che vengono secreti soprattutto nella prima metà del ciclo mestruale).

Trombosi venosa
La trombosi venosa, o flebite, che interessa soprattutto le persone di una certa età, può causare mani gonfie. Conseguenza di una difettosa coagulazione del sangue, che causa la formazione di trombi (coaguli) che rallentano fino ad arrestare la circolazione venosa nell’arto, questa malattia può essere favorita dalla prolungata immobilità di un arto, per esempio dopo un lungo viaggio in aereo, dopo un trauma o un intervento ortopedico. Oltre al gonfiore e al dolore, si manifesta un senso di pesantezza al braccio. Soprattutto quando il problema riguarda vene più superficiali, si avverte anche dolore e arrossamento della cute.
Per evidenziare l’eventuale presenza di un trombo, bisogna sottoporsi a un ecodoppler venoso. La cura in genere è a base di farmaci anticoagulanti per bocca o di iniezioni sottocutanee di eparina.

Reumatismi
Tra le cause più frequenti del gonfiore alle mani ci sono le malattie reumatiche, per esempio l’artrite reumatoide e quella associata alla psoriasi (artrite psoriasica). In questi casi la mano è anche dolente, rigida, calda e , a volte, arrossata e spesso i fastidi si estendono al polso e alle dita. Chi soffre di artrite psoriasica può avere anche anomalie delle unghie, che appaiono fragili e rigate.
Quando ci si alza, in genere occorre mezz’ora o più per ritrovare una migliore funzionalità articolare delle mani. Per accertarsi di soffrire di una malattia reumatica ci si deve sottoporre a specifici esami del sangue ed, eventualmente, a radiografia ed ecografia articolare. A seconda della serietà dei fastidi, si può ricorrere a farmaci antinfiammatori, a base di cortisone (per esempio prednisone, da usare a ciclo di alcuni giorni  o settimane) o sottoporsi a cure più avanzate (immunodepressori e farmaci biologici) prescritte o somministrate direttamente nei centri ospedalieri di reumatologia.

Fenomeno di Raynaud
E’ un problema della microcircolazione delle dita che, soprattutto quando si passa da ambienti caldi a freddi, fa gonfiare le mani: queste diventano anche bianche come la cera e poi bluastre e fredde.
Per far fronte alle basse temperature, il corpo è spinto a portare più sangue agli organi vitali, a scapito delle estremità, i cui vasi sanguigni si riducono temporaneamente di diametro.
Chi ne soffre non deve ricorrere a cure, ma solo coprirsi bene le mani con guanti caldi se il clima è rigido. Il fenomeno di Raynaud può anche essere associato a malattie autoimuni come la sclerodermia e il lupus eritematoso sistemico. In questo caso si manifestano anche altri sintomi, come dolore alle articolazioni e debolezza dei muscoli, ma per avere una diagnosi certa bisogna rivolgersi a un immunologo o a un reumatologo. Si tratta infatti di malattie complesse, con cui si convive tutta la vita, che necessitano di terapie specifiche e di continui controlli.

Tunnel carpale
La sindrome del tunnel carpale è un’infiammazione interna del polso, che provoca la compressione sia dei vasi sanguigni sia dei nervi. Tra i sintomi, ci sono dolore, ridotta funzionalità e appunto gonfiore alle mani, che sono fredde ma restano del loro normale colore. A volte il dolore è simile a una scossa elettrica, che si avverte muovendo il polso. Tale scossa si diffonde non solo verso le dita, ma anche verso l’avambraccio.
La cura per la sindrome del tunnel carpale inizia con antinfiammatori per bocca; se non hanno effetto, si passa a iniezioni locali con antinfiammatori o cortisonici. Più spesso il problema di risolve solo effettuando un intervento chirurgico in day hospital e in anestesia locale, che prevede il taglio del legamento traverso del carpo con una piccola incisione nel palmo della mano, o in endoscopia. Le recidive, però , sono piuttosto frequenti.

febbraio 23, 2014   No Comments