Acne da fumo: caratteristiche e cure
L’acne è un’infiammazione dei follicoli pilo-sebacei, le strutture della pelle che contengono i peli. E’ il risultato della sovrastimolazione delle ghiandole sebacee, che si trovano alla base dei follicoli stessi e producono sebo, una secrezione oleosa che lubrifica i peli e la pelle, riparandola dalle aggressioni esterne. In condizioni normali, il sebo giunge allo strato superficiale della pelle attraverso un canale, il dotto sebaceo. Quando le ghiandole producono una quantità eccessiva di sebo, questo può ostruire il dotto. Il sebo intrappolato ristagna promuovendo l’aumento dei batteri e un’infiammazione del follicolo e del derma circostante, causando l’acne.
Che l’acne abbia una derivazione ormonale è cosa risaputa ma un recente studio dell’Istituto dermatologico San Gallicano di Roma ha svelato che il fumo delle sigarette molte volte procura una particolare forma di acne, l’acne comedogena post-adolescenziale (Cpaa). Interessa le donne e soprattutto le fumatrici abituali. Questo particolare tipo di acne causa comedoni, cisti e microcisti che compaiono soprattutto su zigomi, guance e fronte e non è caratterizzata invece da lesioni di tipo infiammatorio come pustole o papule tipiche dell’acne adolescenziale.
La Cpaa si manifesta più frequentemente in donne di 30-35 anni , fumatrici e che hanno sofferto di acne durante l’adolescenza . Questo non significa ovviamente che tutte le fumatrici siano destinate a sviluppare questa particolare forma d’ acne. Le più vulnerabili sono le donne che, oltre al fumo, presentano altri fattori di rischio: cute grassa, esposizione cronica ad ambienti molto umidi o fumosi (come cucine e lavanderie), abitudini cosmetiche scorrette (come l’uso di prodotti inadeguati al proprio tipo di pelle, troppo grassi o occlusivi), fotoesposizione eccessiva (sole e lampade abbronzanti), ritmi frenetici e stress.
La Cpaa è un’acne piuttosto difficile da curare anche perché spesso viene affrontata nel modo sbagliato. Gli studi hanno dimostrato che il ricorso ad antibiotici per bocca non migliora di molto la situazione. Anche le cure ormonali danno risultati poco soddisfacenti. Innanzitutto la sospensione del fumo è ovviamente utilissima anche se non da risultati immediati, i primi effetti iniziano a comparire dopo un anno e mezzo o due, dunque bisogna avere molta pazienza.
Per quanto riguarda i trattamenti veri e propri si ottengono buoni risultati con l’utilizzo della isotretinoina per bocca. Si tratta di un derivato della vitamina A, capace di ridurre la produzione di sebo e l’accumulo di cellule morte nei follicoli piliferi. Tuttavia questa molecola, se usata nel modo sbagliato, può anche causare un peggioramento. Inoltre è dannosa per il feto per questo non è la cura ideale per le donne in età riproduttiva.
La soluzione migliore è la microchirurgia, ossia la pulizia chirurgica delle lesioni. In pratica, attraverso piccoli aghi o microbisturi, lo specialista incide le lesioni e le svuota. Il trattamento viene eseguito in ambulatorio e non richiede anestesia (può provocare solo un lieve fastidio). In genere si effettuano quattro o cinque sedute a cadenza settimanale e poi altre di mantenimento nel corso del tempo. I primi risultati si vedono dopo circa un mese.
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