Cure e rimedi per le macchie sulla pelle: micosi, funghi, solari

Category — macchie bianche

Nuove cure per la vitiligine

vitiligine 2013

La vitiligine è una malattia della pelle caratterizzata dalla comparsa sulla pelle di macchie bianche a causa della carenza di pigmento. Sono dovute a scarsa o mancata produzione di melanina da parte dei melanociti.

A tutt’oggi la causa della vitiligine è sconosciuta anche se si ipotizza che fattori autoimmuni e predisposizione genetica influiscano sulla sua comparsa. Del resto, più del 30% delle persone interessate dalla vitiligine, ha un genitore, un fratello oppure un figlio colpito dalle stesse macchie.

A causa degli inestetismi che la vitiligine comporta, può scatenare molti disagi in chi ne soffre. I più comuni sono la diminuzione dell’autostima, un peggioramento dei rapporti interpersonali e un impoverimento della qualità della vita.

La nuova scoperta: una proteina mutata potrebbe migliorare le macchie da vitiligine
Un recente studio statunitense suggerisce un trattamento innovativo per la vitiligine, a base di Dna mutato in laboratorio.
Gli autori dello studio hanno concentrato la loro attenzione su una proteina chiamata HSP70, che aveva già dimostrato di avere un ruolo essenziale nel mediare la reazione immunitaria che porta alla distruzione dei melanociti. In pratica, hanno cambiato uno dei 615 aminoacidi che compongono la molecola, quindi hanno iniettato il Dna della proteina mutata in alcuni topi da laboratorio.
Hanno così scoperto che, una volta raggiunte le cellule della cute, il Dna mutato impediva al sistema immunitario di attaccare i melanociti, fermando il processo degenerativo. Gli animali predisposti alla malattia non hanno sviluppato le chiazze. Nono solo. I topi che avevano già iniziato a manifestare la vitiligine, a 6 mesi dall’ultima delle quattro iniezioni di Dna a cui sono stati sottoposti, hanno recuperato moltissimo, senza mostrare effetti collaterali.
Il gruppo ha sperimentato la stessa procedura su biopsie di cute prelevate da malati e anche in questo caso la proteina mutata ha mostrato di poter arrestare la cascata di reazioni che porta il sistema immunitario a distruggere i melanociti.
Ora il trattamento andrà sperimentato direttamente sulle persone.

settembre 17, 2013   No Comments

Macchioline bianche sulla pelle abbronzata: Ipomelanosi guttata

macchioline bianche sulle gambe

Allarme tipico della fine dell’estate: antiestetiche macchie bianche che spuntano dall’abbronzatura. Al rientro dalle vacanze l’abbronzatura a chiazze è fra le cause più frequenti di visita dal dermatologo. Ma di cosa si tratta?

Di macchie bianche sulla pelle ce ne sono di tantissimi tipi. Fra le più diffuse, soprattutto con l’avanzare dell’età, dopo i 40 anni (ma non solo) sono delle piccole macchie bianche che compaiono quasi esclusivamente sugli stinchi e sugli avambracci. Si tratta di macchioline che solitamente non superano i 5 mm di diametro (ma spesso molto più piccole), color bianco latte, dai bordi delineati e che si evidenziano soprattutto sulla pelle abbronzata, d’estate.

Spesso queste macchioline bianche vengono scambiate per funghi della pelle, micosi, vitiligine, pitiriasi versicolor  o altro ma nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di ipomelanosi guttata idiopatica (detta anche ipomelanosi lenticolare). Queste macchioline, simili a piccole gocce o coriandoli, stanno ad indicare un danno cronico ai melanociti (le cellule che permettono l’abbronzatura) dovuti alle continue e a volte eccessive esposizioni solari accumulate negli anni.  Per questo infatti compaiono prevalentemente sulla parte bassa delle gambe e delle braccia, quelle più frequentemente esposte al sole.

Inoltre si è notato che le donne sono maggiormente soggette alle macchie da ipomelanosi e, viste le zone di maggior concentrazione, si ipotizza che una delle cause possano essere i microtraumi causati dalle depilazioni (esempio la ceretta).

La ipomelanosi guttata non è assolutamente contagiosa e non è assolutamente grave in quanto non rappresenta una “malattia” della pelle in senso negativo ma solamente un problema estetico. Molte volte esiste una familiarità nei soggetti in cui compaiono.

E’ bene chiarirlo subito. Una volta comparse le macchioline dell’ipomelanosi guttata è bene imparare a conviverci. Sono molto difficili e, dire, impossibili da eliminare. Sicuramente la scelta migliore è quella di limitarne l’aumento.
In primis il fattore che favorisce la comparsa delle antiestetiche macchiline è la foto esposizione prolungata negli anni. Per questo motivo la prima regola è di usare sempre una protezione molto alta quando ci si espone al sole.
Il secondo motivo che favorisce la comparsa delle macchie è l’eccessiva secchezza della pelle. La zona degli stinchi è spesso una zona in cui la pelle è molto secca ed anche per questo si concentrano su questa zona. La seconda raccomandazione per evitare o limitare l’aumento delle macchie è quindi quella di tenere sempre la pelle molto ben idratata.

Considerando dunque che prevenzione ed aumento dell’estensione numerica dell’ipomelanosi sono le cose su cui concentrarsi, vediamo quali sono le cure migliori e realisticamente consigliabili.

Innanzitutto si può partire da una corretta idratazione e sviluppo della melanina. Acido glicolico e vitamina C sono ottimi alleati per arginare questi problemi.

agosto 27, 2013   No Comments

Vitiligine: cosè e come si cura

La vitiligine è caratterizzata dalla comparsa di macchie depigmentate sulla pelle che appare bianca o più chiara del colore naturale. E’ una malattia della pelle autoimmune, infatti il sistema di difesa distrugge o rende inattivi i melanociti (le cellule responsabili della colorazione della pelle) ritenendoli erroneamente corpi estranei.
Le chiazze della vitiligine hanno contorni più pigmentati e definiti e compaiono in modo simmetrico sulle mani o su entrambi i lati del volto, sui gomiti, le ginocchia, il contorno occhi e i genitali. La superficie appare liscia, senza desquamazioni o arrossamenti.
La vitiligine può apparire in qualsiasi momento della vita, di solito in concomitanza con altre malattie o traumi fisici o psichici, ma soltanto in persone predisposte.

Cure
Se la vitiligine non è associata ad altre malattie (soprattutto autoimmuni come il lupus eritematoso o le tiroiditi) la cura prevede un ciclo di fototerapia con raggi Uvb a banda stretta. La tecnica consiste nell’esporre la zona da trattare a una lampada che emette raggi in grado di stimolare i melanociti che sono rimasti nella cute a riprodursi. Si tratta di lampade speciali con una particolare lunghezza d’onda, perché le chiazze, avendo perso la melanina, non riescono più a proteggersi da eventuali danni causati dai raggi. La fototerapia viene associata ad una cura locale con pomate a base di antinfiammatori, cortisonici o immunomodulatori.

Prima si comincia, prima è possibile ottener i migliori risultati dalla cura della vitiligine, fino alla completa regressione delle macchie bianche anche se in genere si ha una ripigmentazione della zona del 60/70%. E’ bene rivolgersi a una dermatologo appena le macchie iniziano a comparire per cominciare subito il trattamento più adatto. Sono necessari almeno tre mesi per veder i primi miglioramenti, poi la cura va proseguita anche per anni.

Per vedere se la guarigione sarà completa e la regressione delle macchie totale, si può guardare la condizione dei peli ancora visibili sulle macchie. Se i peli sono colorati significa che i melanociti non sono ancora completamente distrutti e quindi c’è la possibilità di guarigione. Se i peli sono invece bianchi, la regressione delle macchie è più difficile perché il danno alle cellule è maggiore.

aprile 23, 2013   No Comments

Macchie bianche sulla pelle: la pitiriasi versicolor

La pitiriasi versicolor, è una micosi che colpisce il 3,7% della popolazione. Provocata da un microrganismo della famiglia dei lieviti, la pitiriasi versicolor si manifesta in persone con un particolare tipo di sudore. Si presenta con chiazze tonde, bianche, dai limiti netti, con una desquamazione simile a forfora che spiccano sul resto della pelle soprattutto quando è abbronzata. Le lesioni si localizzano su collo, centro del tronco, inguine e braccia. E’ raro trovare macchie sulle gambe ed è impossibile su mani e piedi in quanto privi di ghiandole sebacee. Le aree bianche sono dovute a un blocco della produzione di melanina, il pigmento responsabile del colorito della pelle e dell’abbronzatura. Dove è presente il lievito della micosi la melanina non viene prodotta a sufficienza e si producono le macchie bianche sulla pelle.

La vitiligine versicolor è una malattia cronica e persistente che di norma non guarisce da sola. La cura prevede farmaci da metter sulla parte colpita a base di fluconazoli, ketoconazolo o itraconazolo per 8/10 giorni.
Il dermatologo può prescriver lavaggi con detergenti a base di alludekina, una sostanza che riequilibra il pH cutaneo (grado di acidità), normalizza la produzione di sebo e distrugge il terreno fertile per il lievito.
Quando ad essere colpito dalla micosi è il cuoio capelluto si ricorre a uno shampoo a base di solfuro di selenio al 2,5% oppure solfuro-salicilico al 2%. Inoltre, una maggiore cura dell’igiene allontana la possibilità di ricadute.
Anche se la pitiriasi è una malattia contagiosa non tutti corrono lo stesso rischio di essere infettati. Per entrare in azione, il microrganismo ha bisogno di un tipo di sebo e ,proprio per questo, è più facile che la micosi possa essere passata ai consanguinei. Per motivi genetici, infatti, più componenti della stessa famiglia possono avere una pelle che offre un habitat ideale per il lievito.
Per evitare il contagio, è bene rispettare le misure preventive quali:
non indossare abiti di altre persone;
metter sempre un asciugamano prima di stendersi su un lettino da spiaggia o uno sdraio comuni;
usare detergenti antimicotici per tutto il periodo estivo;
per cercare di contrastare le recidive, i dermatologi consigliano l’uso di detergenti a pH acido, che creano sulla pelle un ambiente poco favorevole alla crescita del lievito.

ottobre 24, 2012   No Comments

Nuovo rimedio per la vitiligine: Bioskin evolution

Le macchie da vitiligine sono macchie bianche della pelle che possono colpire chiunque senza distinzione di razza od età anche se prediligono la loro comparsa in età adolescenziale, tra i 10 e i 15 anni. Oggi le metodologie per arginare la vitiligine sono molte e vanno da cure farmacologiche mirate a particolari lampade a raggi ultravioletti che sono in grado di riportare la pelle al suo colore naturale. Quando la vitiligine è in fase di progressione infatti si utilizzano farmaci per arrestarne la crescita, dopodiché si procede con le fototerapie.
Le lampade Uv sono indicate per aumentare la melanina, ma non stimolano molto la melanocita, mentre le Uvb agiscono sulla cellula e quindi sono da preferire specialmente durante i mesi invernali.
Le lampade a raggi Uvb , che attualmente sono disponibili solo all’interno degli ospedali, si sono dimostrate un’arma molto valida nella cura della vitiligine, ma talvolta non portano benefici estetici, poiché trattano globalmente le aree del corpo colpite dalla malattia e aumentano così il contrasto cromatico tra la zona sana e quelle interessata dal disturbo.

Per risolvere questo problema, è oggi disponibile un nuovo tipo di raggi Uvb, che utilizza un fascio di luce fredda, indirizzata con estrema precisione sulle zone colpite da vitiligine, capace di differenziare l’intensità della luce nelle diverse aree del corpo interessate, senza effetti collaterali.
Secondo una recente ricerca scientifica pubblicata sulla rivista internazionale “Dermatology therapy”, il nuovo trattamento – chiamato Bioskin evolution – è in grado di favorire una ripigmentazione ovvero una ricolorazione delle aree colpite dalla vitiligine nel 72% dei casi. I primi risultati del trattamento cominciano ad essere evidenti entro 4.5 mesi dall’inizio della cura, con risposte più rapide nelle aree del viso, dei genitali, del collo, del seno e delle cosce. Progressi più lenti si sono ottenuti invece nelle mani e nei piedi, notoriamente più difficili da trattare.
Il  trattamento prevede generalmente un paio di sedute iniziali nello stesso giorno poi una o due sedute al mese a seconda dell’area da trattare.

agosto 18, 2012   No Comments

Come trattare la psoriasi in estate

Di psoriasi soffrono oltre due milioni di italiani. Spesso presente in forma lieve, è comunque una malattia della pelle che non va sottovalutata neanche nei mesi estivi quando solitamente i sintomi tendono a migliorare grazie ai benefici di sole e acqua di mare.

Cure
Anche se i sintomi migliorano, bisogna continuare le cure che si stanno seguendo. La cura può essere modificata se si utilizzano prodotti che possono reagire al sole provocando irritazione alla pelle, ma è sempre il dermatologo a prescrivere soluzioni alternative.

Esposizione al sole
I sintomi della psoriasi a chiazze larghe migliorano con l’esposizione solare, grazie all’azione antinfiammatoria dei raggi ultravioletti. Va però precisato che i raggi solari non migliorano tutte le forme di psoriasi, per esempio quella a piccole chiazze o eritematosa tende a peggiorare al sole. In ogni caso non bisogna esagerare con l’abbronzatura, applicando sempre una protezione almeno di 30. Il solare può essere steso sulla pelle anche dopo l’applicazione delle cure locali, basta aspettare il loro completo assorbimento, circa un paio d’ore. Utile è anche una integrazione alimentare di vitamine E e C, antiossidanti, almeno un mese prima delle vacanze.

Lavaggi e idratazione
Il caldo estivo spinge a lavarsi con più frequenza e questo può seccare la pelle. Meglio usare detergenti delicati, come saponi neutri a base oleosa e oli detergenti di origine naturale. Dopo la detersione è fondamentale un’adeguata idratazione. Una pelle secca infatti può favorire il peggioramento della psoriasi e provocare prurito, aumentando la sensazione di fastidio.
In farmacia si trovano creme e pomate a base di urea, in percentuali dal 5 al 20%, particolarmente adatte allo scopo, l’urea infatti è una delle maggiori componenti del nostro corpo che idrata come nessun’altra sostanza.
Importante anche favorire la traspirazione. Quando il sudore è abbondante tende ad irritare la pelle e per chi ha chiazze di psoriasi nei punti critici come le ascelle o il cuoio capelluto, i sintomi possono peggiorare.

Depilazione
E’ bene evitare la depilazione direttamente sulle chiazze infiammate e nelle forme eritematose di psoriasi che, a causa dei piccoli traumi, può peggiorare.
Per la scelta del tipo di depilazione è bene consultarsi con il medico. In genere quelli più traumatici come la cera, gli epilatori e le pinzette, vanno usati solo in assenza di placche e sempre con prudenza. Sì al rasoio ma con delicatezza, mentre per ricorrere alla crema depilatoria è bene prima escludere il rischio di allergie ed evitare comunque l’applicazione diretta sulle placche.

maggio 27, 2012   No Comments

Cosa fare per eliminare le macchie sulle mani

Quando sulle mani compaiono delle macchie della pelle e la cute appare rovinata e non più giovane e levigata, per migliorare o risolvere la situazione si può ricorrere alle terapie mediche.
Peeling e laser consentono di schiarire le macchie e in alcuni casi di cancellarle. In più ringiovaniscono la pelle che quindi risulterà più tonica ed elastica. Il periodo ideale per sottoporsi a questi trattamenti è l’inverno, quando l’esposizione al sole è minima.

Peeling a base di acido tricloacetico

Il peeling più adatto al trattamento delle macchie delle mani è quello a base di acido tricloroacetico. Il medico lo applica solo sulle macchie, lo lascia agire e lo neutralizza. Nei giorni successivi si verifica una esfoliazione della pelle in quel punto: la macchia affiorando in superficie viene eliminata. Generalmente sono necessarie una o due sedute a distanza di 30 giorni.
Una seduta di peeling con acido tricloacetico costa circa 250 euro.

Trattamento con luce pulsata IPL

Anche con la luce pulsata IPL (intense pulsed light), è possibile trattare efficacemente le macchie sulle mani. Le migliori apparecchiature lavorano con una lunghezza d’onda da 500nm e 670 nm e da 870 nm a 1440 nm. Il funzionamento si basa sul riscaldamento selettivo  dei melanociti e conseguente danno foto termico. Può essere eseguito sia sulle macchie scure della pelle  che su quelle chiare, anche se sulle prime ha un effetto migliore e più veloce, in genere basta una seduta. Per le macchie bianche invece possono servire due o tre sedute.
Il trattamento di luce pulsata può costare da 150 a 500 euro a seduta.

febbraio 15, 2012   No Comments

Curare la psoriasi: medicina o rimedi naturali?

La psoriasi è una malattia della pelle che si manifesta con chiazze rosse e squamose ricoperte da strati di squame secche biancastre. Spesso queste chiazze procurano prurito e possono rompersi provocando sanguinamento. Di solito la psoriasi colpisce gomiti, ginocchia e cuoio capelluto ma anche mani e unghie. La forma più diffusa è la psoriasi guttata.

Prima di scegliere una terapia per la psoriasi è necessario valutare la gravità del disturbo e l’estensione delle zone colpite.

La medicina infatti, dispone di numerosi tipi di cura che devono essere scelti con attenzione. Nei casi più lievi di solito si interviene con farmaci per uso topico, che sono applicati direttamente sulla pelle. In questa categoria rientrano le pomate a base di cortisone e gli steroidi. In generale gli steroidi sono più efficaci dei cortisonici, ma se utilizzati per lungo tempo possono provocare un effetto paradosso e far quindi peggiorare i sintomi della malattia. Spesso a questo tipo di farmaci si affianca la fototerapia, che consiste nell’esporre la pelle ai raggi UV.

I casi più gravi di psoriasi, infine, possono essere combattuti con farmaci immuno soppressori, che risultano molto efficaci ma causano notevoli effetti collaterali.Le terapie con farmaci immuno soppressori devono essere seguite sotto un attento controllo medico. Questi farmaci, infatti, attenuano i sintomi della psoriasi inibendo l’attività del sistema immunitario. Il rischio, quindi, è che l’organismo non sia in grado di riconoscere e aggredire con efficacia eventuali infezioni provenienti dall’esterno.

Rimedi naturali per la psoriasi
Se invece decidiamo di scegliere un rimedio “verde”, la fitoterapia ci regala una ricetta che interviene su più livelli purificando il sangue: comprende la radice di tarassaco (per purificare), un composto di fiori di trifoglio dei prati e un concentrato di bardana (per favorire la depurazione) per completare l’opera depurativa e alleggerire il carico cutaneo.
Usi  e dosi: porre un cucchiaio di ogni erba in un sacchetto di tela, prelevarne un cucchiaino colmo e mettere in infusione in una tazza di acqua calda per 10 minuti; filtrare e bere 2-3 volte al giorno.

luglio 23, 2010   No Comments

Pepe nero contro la vitiligine: una ricerca londinese

La vitiligine è un’alterazione della normale colorazione della pelle, dovuta a una  carenza di melanina. La vitiligine si manifesta con la comparsa di macchie bianche diffuse in tutto il corpo, e soprattutto sulle zone scoperte come le mani, i gomiti, il volto.
L’origine della malattia è sconosciuta. E’ indolore e non necessita di cure, perché innocua, tuttavia può causare notevole disagio psicologico, poiché influisce pesantemente sull’aspetto estetico.
Oggi c’è una novità: secondo una ricerca londinese nel pepe  nero sarebbe contenuta la sostanza che può combattere le antiestetiche macchie bianche della vitiligine. Si tratta della piperina che, secondo la scoperta effettuata dai ricercatori della King’s College di Londra, è in grado di stimolare i melanociti della pelle, ovvero le cellule responsabili della sua colorazione.

Dallo studio effettuato su cavie e pubblicato sul British Journal of Dermatology, è emerso che bastano poche settimane di trattamento a base di piperina perché la pelle si scurisca. Se al trattamento si associa l’esposizione a raggi UV, i risultati sarebbero più immediati e duraturi. Tale scoperta potrebbe servire a riempire, scurendole, le zone chiare della cute colpita da vitiligine

luglio 2, 2010   No Comments

Rimedi per la vitiligine: le macchie bianche della pelle

La  vitiligine è una comune malattia caratterizzata da macchie della pelle  acromiche (bianche) che, in base alla loro distribuzione ed estensione, si distinguono in vitiligine localizzata e generalizzata. Le chiazze appaiono soprattutto nelle zone più esposte alla luce del sole (viso e dorso delle mani) ma non solo ed hanno un’intensità variabile da soggetto a soggetto.

Queste macchie della pelle riguardano circa l’1% della popolazione di tutte le razze, forse con un’incidenza più alta in soggetti di pelle scura. Nel 30-40% dei casi c’è un fattore ereditario. In individui geneticamente predisposti, si formano degli anticorpi diretti contro alcune cellule che sono dei normali componenti del nostro organismo e le distruggono. Nel caso specifico le cellule che subiscono questa aggressione sono i melanociti. Questi melanociti fanno parte dello strato più profondo dell’epidermide e sono responsabili della produzione della melanina, il pigmento naturale che dà il colore alla pelle. Quando, in un’area della pelle, questi melanociti vengono distrutti, nella zona interessata il colore abituale sparisce e l’area appare di un bianco spettrale.

Si possono effettuare tentativi di repigmentazione con prodotti cortisonici in caso di forme di vitiligine circoscritta ma attualmente la terapia migliore sembra la fototerapia con UVB a banda stretta. Per fototerapia  con UVB si intende l’utilizzo a scopo terapeutico di radiazioni ultraviolette, con lunghezza d’onda compresa tra 315 e 280 nm.

Nei risultati, il trattamento con UVB mostra un buon livello di ripigmentazione pari al 67% dei casi. Attualmente la ricerca è rivolta all’identificazione di possibili sostanze additive in grado di incrementare l’attività dei raggi UV e di ridurre la dose cumulativa d’esposizione.

La durata del trattamento è molto soggettiva e legata a diversi fattori. In genere si propongono una serie di cicli della durata di un mese con una cadenza che varia dalle 2 alle 3 volte la settimana, in relazione alla risposta soggettiva del paziente e alla patologia cutanea da trattare.

La fototerapia con UVB a banda stretta può essere eseguita in centri specializzati oppure si possono acquistare macchinari per l’ home terapy.

marzo 31, 2010   1 Comment