Cure e rimedi per le macchie sulla pelle: micosi, funghi, solari

Category — macchie bianche

Macchie della pelle

Non sempre le macchie che compaiono sulla pelle rivelano un semplice inestetismo. E spesso il problema delle discromie va affrontato con un dermatologo, invece di limitarsi alla “pulizia del viso” dall’estetista o all’acquisto di una crema depigmentante. Non di rado, infatti, le macchie sono l’esito di vere e proprie lesioni cutanee, come le cheratosi attiniche o il melanoma, o di malattie autoimmuni, come la vitiligine, che esigono cure mirate e tempestive. Grazie alla lampada di Wood e alla videodermatoscopia (anche nella nuova versione digitale), il dermatologo sarà in grado di analizzare la struttura interna della neoformazione e di stilare una diagnosi precisa. Scopri quando ricorrere allo specialista.

macchie-della-pelle

MELASMA

Come lo riconosci

È un insieme di chiaroscuri “a carta geografica” che compaiono in seguito a eccessivi bagni di sole non protetti. Si manifestano soprattutto sulle zone fotoesposte (fronte, naso, guance e décolleté) e colpiscono le donne con la carnagione mediterranea, specie se sono in gravidanza, in menopausa o prendono la pillola anticoncezionale.

Queste piccole macchie color caffelatte sono il frutto dell’interazione tra raggi UV e squilibri ormonali di varia natura. Semplice inestetismo, il melasma tende a sbiadire a fine estate. Ma le macchie più scure, dovute a un profondo accumulo di melanina, possono persistere guastando l’uniformità dell’incarnato.
Come lo curi
Per cancellare queste antiestetiche ombreggiature il dermatologo prescrive delle creme depigmentanti a base di acido cojico o idrochinone (quest’ultime, a una concentrazione massima del 4%, solo come preparazione galenica. Vanno usate tutte le sere per un mese e mezzo.

Se le discromie sono ancora evidenti si effettuano due peeling dermatologici, distanziati 3 settimane l’uno dall’altro e composti da un mix di acidi. In alternativa, è possibile fare una-due sedute di laser Q-switched, che disgrega selettivamente la melanina, o un ciclo di luce pulsata medicale, da preferire al laser in caso di pelle sensibile e reattiva. La sua azione, infatti, è meno rapida ma più delicata.

CHERATOSI ATTINICA

Come la riconosci
È una piccola macchia in rilievo, sormontata da una crosticina trasparente, che spunta da un giorno all’altro su fronte, naso, gote, mento o zona perilabiale. Inizialmente rosa o rossastra, tende poi a scurirsi e a causare un forte pizzicore che spinge a grattarsi, spesso fino al sanguinamento. Al tatto, si riconosce per i bordi irregolari e la superficie secca e ruvida, facile alla desquamazione (ma poi ritorna sempre!). La cheratosi attinica è una lesione precancerosa che non va sottovalutata perché può degenerare in un  tumore cutaneo localizzato (basocellulare) o in un carcinoma più esteso e aggressivo (spino cellulare). È causata da un’overdose di radiazioni solari che danneggiano il dna cellulare, innescando pericolose mutazioni.

Come la curi È da poco arrivato in farmacia un gel a base di ingenolo mebutato, un nuovo principio attivo  che “scioglie” la lesione, a patto di essere applicato alla sera per 3-4 giorni di fila. «In alternativa si può ricorrere a un’altra novità: la terapia fotodinamica (PDT), trattamento ambulatoriale efficace e indolore. Sulla cheratosi viene applicata una crema sensibilizzante, attivata dalla luce di una lampada a Led. Una sola seduta e la lesione viene distrutta alla radice. L’importante, per evitare recidive, è spalmare ogni mattina sulla zona trattata una crema con un filtro solare total block (spf 50+). Va utilizzata anche quando il cielo è coperto perché occorre proteggere la pelle persino dal pallido sole autunnale.

VITILIGINE

Come la riconosci
È caratterizzata da macchie grandi e irregolari, che tendono ad allargarsi e a confluire fra loro, di color bianco latte o ghiaccio. Spuntano all’improvviso su viso (specie intorno alla bocca), collo, mani, piedi, gomiti, seno o addome. La sua origine resta in gran parte sconosciuta, anche se diversi studi epidemiologici hanno osservato una correlazione tra traumi fisici o affettivi e comparsa di zone cutanee completamente depigmentate.  Per motivi genetici, a un certo punto il sistema immunitario va in tilt e aggredisce i melanociti, le cellule dello strato basale dell’epidermide, fino a distruggerli. La pelle macchiata di bianco, che non si abbronza neanche in pieno sole, genera un forte disagio psicologico per la difficoltà di accettare la propria immagine allo specchio.

Come la curi
Fortunatamente, per tutte le donne affette da vitiligine c’è una grossa novità: l’autotrapianto di melanociti. «In un’unica seduta ambulatoriale, grazie a uno speciale kit si “gratta” un po’ di pelle dai glutei e, con il campione raccolto, si crea una sospensione cellulare liquida addizionata di acido ialuronico. Con una siringa, le cellule sane vengono quindi trasferite immediatamente nelle zone da “ricolorare”, in una specie di autotrapianto che mira a far attecchire i melanociti nella nuova sede. I risultati? 90% di successo per collo e viso, 80% per gambe e tronco. L’importante è selezionare bene i pazienti da trattare perché le chiazze devono essere stabili e circoscritte. 

In tutti gli altri casi, si ricorre alla classica fototerapia, che prevede lunghi cicli ospedalieri in cui la pelle viene esposta a particolari lampade UVB a banda stretta. Le sedute possono durare da 3 mesi a un anno, ma danno buoni risultati.

MELANOMA

Come lo riconosci È una macchia irregolare dai bordi molto frastagliati, leggermente rilevata, che si presenta screziata, con diverse sfumature al suo interno (puntini scuri o macchioline più piccole).

Come lo curi L’arma vincente è la diagnosi precoce. Identificato sul nascere, il melanoma viene asportato chirurgicamente e l’indice di guarigione supera il 90%. Buone notizie anche per le forme tumorali diagnosticate a uno stadio più avanzato. Le recenti terapie con anticorpi monoclonali immunomodulanti schierano in campo due molecole (ipilimumab e nivolumab) che stimolano il sistema immunitario a produrre più linfociti T, le nostre “squadre speciali” incaricate di intercettare e distruggere le cellule tumorali. A carico del SSN, queste nuove cure vengono dispensate nei centri oncologici italiani e assicurano un’alta percentuale di guarigione.

agosto 10, 2015   No Comments

Creme antimacchie

macchie-pelleAnche se in estate il sole si è fatto desiderare, può aver lasciato in eredità macchie e discromie. Sono causate soprattutto dai raggi Uva, quelli che penetrano fino al derma e che hanno la capacità di richiamare in superficie la melanina presente nell’epidermide.  Il pigmento si ossida e si formano le macchie (ma provoca anche un generale invecchiamento della pelle).

Se le  discromie sono lievi, può essere sufficiente utilizzare un prodotto che uniforma l’incarnato. Si tratta di cosmetici che riuniscono sostanze antiossidanti e leggeri esfolianti (vedi box qui a fianco). Se si applicano la sera non c’è bisogno di filtri solari. La protezione Uva e Uvb è però indispensabile di giorno (anche in città, anche nella brutta stagione) per evitare che le macchie si riformino e la situazione peggiori. In caso di macchie molto scure è consigliabile rivolgersi invece al dermatologo, che oltre a escludere una patologia, potrà proporti dei trattamenti galenici, per esempio con idrochinone (un depigmentante che un tempo si usava anche nei cosmetici, ma che ora deve essere applicato solo sotto stretto controllo medico), o  medico estetici (per esempio con acido glicolico ad alta concentrazione).

Gli ingredienti ok antimacchie I cosmetici per uniformare l’incarnato e schiarire le macchie leggere  utilizzano tre categorie di sostanze.
Antiossidanti. Inibiscono la formazione di melanina prevenendo l’azione dell’enzima tirosinasi. Inoltre impediscono l’ossidazione della melanina già esistente. Tra i più efficaci: vitamina E, vitamina C, polifenoli.

Esfolianti. Accelerano il turnover cellulare, agendo direttamente sui cheratinociti (lo strato di difesa esterno della pelle).
Tra le sostanze più usate: alfaidrossiacidi (acidi della frutta), acido salicilico.

Idratanti ed emollienti. Proteggono e ristabiliscono il film idrolipidico, importante per mantenere la pelle sana e luminosa.

TRE COSMETICI ANTI MACCHIE

VINOPERFECT di CAUDALIE

Particolarità: senza parabeni, phenoxyetanolo, ftalati, oli minerali, sodium lauteth sulfate, ingredienti di origine animale. I primi 5 ingredienti: acqua, butylene glycol (umettante), glycerin (umettante), squalane (emolliente), tocopheryl acetate (antiossidante).
Costo: 30 ml, 45,50 €, nei negozi monomarca e in farmacia.
Giudizio: un ottimo mix che si caratterizza per l’estratto della linfa di vite, antiossidante che attenua le macchie e migliora la luminosità della pelle. Se si usa di giorno si deve associare un filtro solare (come viene consigliato sulla confezione).

AVENE-D PIGMENT LEGER

Particolarità: senza parabeni, senza profumo. I primi 5 ingredienti: acqua, triethyl-hexanoin (emolliente), cyclomethicone (silicone volatile), Avène thermal spring water (acqua termale), cetearyl alcohol (emulsionante).
Costo: 30 ml, 32 €, in farmacia.
Giudizio: Il trattamento (c’è anche per pelli secche, con texture più ricca) si usa la sera, di conseguenza non serve il filtro solare. L’esfoliante aiuta il turnover cellulare e quindi l’attenuazione delle macchie.

PIGMENTCLAR UV SPF 30 di LA-ROCHE POSAY

Particolarità: con protezione anche dai raggi Uva lunghi. I primi 5 ingredienti: acqua, C12-15 alkyl benzoate (emolliente), glycerin (emolliente), octocrylene (filtro solare Uvb), niacinamide (antiossidante).
Costo: 40 ml, 28,23 €, in farmacia.
Giudizio: Apprezzata  la presenza dei filtri solari (spf 30, sufficiente per la città e per chi ha la tendenza alla formazione di macchie,  e anti Uva lunghi, principali responsabili dell’iperpigmentazione). Buono anche il mix di sostanze attive schiarenti ed esfolianti.

ottobre 5, 2014   No Comments

Nuove cure per la vitiligine

vitiligine 2013

La vitiligine è una malattia della pelle caratterizzata dalla comparsa sulla pelle di macchie bianche a causa della carenza di pigmento. Sono dovute a scarsa o mancata produzione di melanina da parte dei melanociti.

A tutt’oggi la causa della vitiligine è sconosciuta anche se si ipotizza che fattori autoimmuni e predisposizione genetica influiscano sulla sua comparsa. Del resto, più del 30% delle persone interessate dalla vitiligine, ha un genitore, un fratello oppure un figlio colpito dalle stesse macchie.

A causa degli inestetismi che la vitiligine comporta, può scatenare molti disagi in chi ne soffre. I più comuni sono la diminuzione dell’autostima, un peggioramento dei rapporti interpersonali e un impoverimento della qualità della vita.

La nuova scoperta: una proteina mutata potrebbe migliorare le macchie da vitiligine
Un recente studio statunitense suggerisce un trattamento innovativo per la vitiligine, a base di Dna mutato in laboratorio.
Gli autori dello studio hanno concentrato la loro attenzione su una proteina chiamata HSP70, che aveva già dimostrato di avere un ruolo essenziale nel mediare la reazione immunitaria che porta alla distruzione dei melanociti. In pratica, hanno cambiato uno dei 615 aminoacidi che compongono la molecola, quindi hanno iniettato il Dna della proteina mutata in alcuni topi da laboratorio.
Hanno così scoperto che, una volta raggiunte le cellule della cute, il Dna mutato impediva al sistema immunitario di attaccare i melanociti, fermando il processo degenerativo. Gli animali predisposti alla malattia non hanno sviluppato le chiazze. Nono solo. I topi che avevano già iniziato a manifestare la vitiligine, a 6 mesi dall’ultima delle quattro iniezioni di Dna a cui sono stati sottoposti, hanno recuperato moltissimo, senza mostrare effetti collaterali.
Il gruppo ha sperimentato la stessa procedura su biopsie di cute prelevate da malati e anche in questo caso la proteina mutata ha mostrato di poter arrestare la cascata di reazioni che porta il sistema immunitario a distruggere i melanociti.
Ora il trattamento andrà sperimentato direttamente sulle persone.

settembre 17, 2013   No Comments

Macchioline bianche sulla pelle abbronzata: Ipomelanosi guttata

macchioline bianche sulle gambe

Allarme tipico della fine dell’estate: antiestetiche macchie bianche che spuntano dall’abbronzatura. Al rientro dalle vacanze l’abbronzatura a chiazze è fra le cause più frequenti di visita dal dermatologo. Ma di cosa si tratta?

Di macchie bianche sulla pelle ce ne sono di tantissimi tipi. Fra le più diffuse, soprattutto con l’avanzare dell’età, dopo i 40 anni (ma non solo) sono delle piccole macchie bianche che compaiono quasi esclusivamente sugli stinchi e sugli avambracci. Si tratta di macchioline che solitamente non superano i 5 mm di diametro (ma spesso molto più piccole), color bianco latte, dai bordi delineati e che si evidenziano soprattutto sulla pelle abbronzata, d’estate.

Spesso queste macchioline bianche vengono scambiate per funghi della pelle, micosi, vitiligine, pitiriasi versicolor  o altro ma nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di ipomelanosi guttata idiopatica (detta anche ipomelanosi lenticolare). Queste macchioline, simili a piccole gocce o coriandoli, stanno ad indicare un danno cronico ai melanociti (le cellule che permettono l’abbronzatura) dovuti alle continue e a volte eccessive esposizioni solari accumulate negli anni.  Per questo infatti compaiono prevalentemente sulla parte bassa delle gambe e delle braccia, quelle più frequentemente esposte al sole.

Inoltre si è notato che le donne sono maggiormente soggette alle macchie da ipomelanosi e, viste le zone di maggior concentrazione, si ipotizza che una delle cause possano essere i microtraumi causati dalle depilazioni (esempio la ceretta).

La ipomelanosi guttata non è assolutamente contagiosa e non è assolutamente grave in quanto non rappresenta una “malattia” della pelle in senso negativo ma solamente un problema estetico. Molte volte esiste una familiarità nei soggetti in cui compaiono.

E’ bene chiarirlo subito. Una volta comparse le macchioline dell’ipomelanosi guttata è bene imparare a conviverci. Sono molto difficili e, dire, impossibili da eliminare. Sicuramente la scelta migliore è quella di limitarne l’aumento.
In primis il fattore che favorisce la comparsa delle antiestetiche macchiline è la foto esposizione prolungata negli anni. Per questo motivo la prima regola è di usare sempre una protezione molto alta quando ci si espone al sole.
Il secondo motivo che favorisce la comparsa delle macchie è l’eccessiva secchezza della pelle. La zona degli stinchi è spesso una zona in cui la pelle è molto secca ed anche per questo si concentrano su questa zona. La seconda raccomandazione per evitare o limitare l’aumento delle macchie è quindi quella di tenere sempre la pelle molto ben idratata.

Considerando dunque che prevenzione ed aumento dell’estensione numerica dell’ipomelanosi sono le cose su cui concentrarsi, vediamo quali sono le cure migliori e realisticamente consigliabili.

Innanzitutto si può partire da una corretta idratazione e sviluppo della melanina. Acido glicolico e vitamina C sono ottimi alleati per arginare questi problemi.

agosto 27, 2013   No Comments

Vitiligine: cosè e come si cura

La vitiligine è caratterizzata dalla comparsa di macchie depigmentate sulla pelle che appare bianca o più chiara del colore naturale. E’ una malattia della pelle autoimmune, infatti il sistema di difesa distrugge o rende inattivi i melanociti (le cellule responsabili della colorazione della pelle) ritenendoli erroneamente corpi estranei.
Le chiazze della vitiligine hanno contorni più pigmentati e definiti e compaiono in modo simmetrico sulle mani o su entrambi i lati del volto, sui gomiti, le ginocchia, il contorno occhi e i genitali. La superficie appare liscia, senza desquamazioni o arrossamenti.
La vitiligine può apparire in qualsiasi momento della vita, di solito in concomitanza con altre malattie o traumi fisici o psichici, ma soltanto in persone predisposte.

Cure
Se la vitiligine non è associata ad altre malattie (soprattutto autoimmuni come il lupus eritematoso o le tiroiditi) la cura prevede un ciclo di fototerapia con raggi Uvb a banda stretta. La tecnica consiste nell’esporre la zona da trattare a una lampada che emette raggi in grado di stimolare i melanociti che sono rimasti nella cute a riprodursi. Si tratta di lampade speciali con una particolare lunghezza d’onda, perché le chiazze, avendo perso la melanina, non riescono più a proteggersi da eventuali danni causati dai raggi. La fototerapia viene associata ad una cura locale con pomate a base di antinfiammatori, cortisonici o immunomodulatori.

Prima si comincia, prima è possibile ottener i migliori risultati dalla cura della vitiligine, fino alla completa regressione delle macchie bianche anche se in genere si ha una ripigmentazione della zona del 60/70%. E’ bene rivolgersi a una dermatologo appena le macchie iniziano a comparire per cominciare subito il trattamento più adatto. Sono necessari almeno tre mesi per veder i primi miglioramenti, poi la cura va proseguita anche per anni.

Per vedere se la guarigione sarà completa e la regressione delle macchie totale, si può guardare la condizione dei peli ancora visibili sulle macchie. Se i peli sono colorati significa che i melanociti non sono ancora completamente distrutti e quindi c’è la possibilità di guarigione. Se i peli sono invece bianchi, la regressione delle macchie è più difficile perché il danno alle cellule è maggiore.

aprile 23, 2013   No Comments

Macchie bianche sulla pelle: la pitiriasi versicolor

La pitiriasi versicolor, è una micosi che colpisce il 3,7% della popolazione. Provocata da un microrganismo della famiglia dei lieviti, la pitiriasi versicolor si manifesta in persone con un particolare tipo di sudore. Si presenta con chiazze tonde, bianche, dai limiti netti, con una desquamazione simile a forfora che spiccano sul resto della pelle soprattutto quando è abbronzata. Le lesioni si localizzano su collo, centro del tronco, inguine e braccia. E’ raro trovare macchie sulle gambe ed è impossibile su mani e piedi in quanto privi di ghiandole sebacee. Le aree bianche sono dovute a un blocco della produzione di melanina, il pigmento responsabile del colorito della pelle e dell’abbronzatura. Dove è presente il lievito della micosi la melanina non viene prodotta a sufficienza e si producono le macchie bianche sulla pelle.

La vitiligine versicolor è una malattia cronica e persistente che di norma non guarisce da sola. La cura prevede farmaci da metter sulla parte colpita a base di fluconazoli, ketoconazolo o itraconazolo per 8/10 giorni.
Il dermatologo può prescriver lavaggi con detergenti a base di alludekina, una sostanza che riequilibra il pH cutaneo (grado di acidità), normalizza la produzione di sebo e distrugge il terreno fertile per il lievito.
Quando ad essere colpito dalla micosi è il cuoio capelluto si ricorre a uno shampoo a base di solfuro di selenio al 2,5% oppure solfuro-salicilico al 2%. Inoltre, una maggiore cura dell’igiene allontana la possibilità di ricadute.
Anche se la pitiriasi è una malattia contagiosa non tutti corrono lo stesso rischio di essere infettati. Per entrare in azione, il microrganismo ha bisogno di un tipo di sebo e ,proprio per questo, è più facile che la micosi possa essere passata ai consanguinei. Per motivi genetici, infatti, più componenti della stessa famiglia possono avere una pelle che offre un habitat ideale per il lievito.
Per evitare il contagio, è bene rispettare le misure preventive quali:
non indossare abiti di altre persone;
metter sempre un asciugamano prima di stendersi su un lettino da spiaggia o uno sdraio comuni;
usare detergenti antimicotici per tutto il periodo estivo;
per cercare di contrastare le recidive, i dermatologi consigliano l’uso di detergenti a pH acido, che creano sulla pelle un ambiente poco favorevole alla crescita del lievito.

ottobre 24, 2012   No Comments

Nuovo rimedio per la vitiligine: Bioskin evolution

Le macchie da vitiligine sono macchie bianche della pelle che possono colpire chiunque senza distinzione di razza od età anche se prediligono la loro comparsa in età adolescenziale, tra i 10 e i 15 anni. Oggi le metodologie per arginare la vitiligine sono molte e vanno da cure farmacologiche mirate a particolari lampade a raggi ultravioletti che sono in grado di riportare la pelle al suo colore naturale. Quando la vitiligine è in fase di progressione infatti si utilizzano farmaci per arrestarne la crescita, dopodiché si procede con le fototerapie.
Le lampade Uv sono indicate per aumentare la melanina, ma non stimolano molto la melanocita, mentre le Uvb agiscono sulla cellula e quindi sono da preferire specialmente durante i mesi invernali.
Le lampade a raggi Uvb , che attualmente sono disponibili solo all’interno degli ospedali, si sono dimostrate un’arma molto valida nella cura della vitiligine, ma talvolta non portano benefici estetici, poiché trattano globalmente le aree del corpo colpite dalla malattia e aumentano così il contrasto cromatico tra la zona sana e quelle interessata dal disturbo.

Per risolvere questo problema, è oggi disponibile un nuovo tipo di raggi Uvb, che utilizza un fascio di luce fredda, indirizzata con estrema precisione sulle zone colpite da vitiligine, capace di differenziare l’intensità della luce nelle diverse aree del corpo interessate, senza effetti collaterali.
Secondo una recente ricerca scientifica pubblicata sulla rivista internazionale “Dermatology therapy”, il nuovo trattamento – chiamato Bioskin evolution – è in grado di favorire una ripigmentazione ovvero una ricolorazione delle aree colpite dalla vitiligine nel 72% dei casi. I primi risultati del trattamento cominciano ad essere evidenti entro 4.5 mesi dall’inizio della cura, con risposte più rapide nelle aree del viso, dei genitali, del collo, del seno e delle cosce. Progressi più lenti si sono ottenuti invece nelle mani e nei piedi, notoriamente più difficili da trattare.
Il  trattamento prevede generalmente un paio di sedute iniziali nello stesso giorno poi una o due sedute al mese a seconda dell’area da trattare.

agosto 18, 2012   No Comments

Come trattare la psoriasi in estate

Di psoriasi soffrono oltre due milioni di italiani. Spesso presente in forma lieve, è comunque una malattia della pelle che non va sottovalutata neanche nei mesi estivi quando solitamente i sintomi tendono a migliorare grazie ai benefici di sole e acqua di mare.

Cure
Anche se i sintomi migliorano, bisogna continuare le cure che si stanno seguendo. La cura può essere modificata se si utilizzano prodotti che possono reagire al sole provocando irritazione alla pelle, ma è sempre il dermatologo a prescrivere soluzioni alternative.

Esposizione al sole
I sintomi della psoriasi a chiazze larghe migliorano con l’esposizione solare, grazie all’azione antinfiammatoria dei raggi ultravioletti. Va però precisato che i raggi solari non migliorano tutte le forme di psoriasi, per esempio quella a piccole chiazze o eritematosa tende a peggiorare al sole. In ogni caso non bisogna esagerare con l’abbronzatura, applicando sempre una protezione almeno di 30. Il solare può essere steso sulla pelle anche dopo l’applicazione delle cure locali, basta aspettare il loro completo assorbimento, circa un paio d’ore. Utile è anche una integrazione alimentare di vitamine E e C, antiossidanti, almeno un mese prima delle vacanze.

Lavaggi e idratazione
Il caldo estivo spinge a lavarsi con più frequenza e questo può seccare la pelle. Meglio usare detergenti delicati, come saponi neutri a base oleosa e oli detergenti di origine naturale. Dopo la detersione è fondamentale un’adeguata idratazione. Una pelle secca infatti può favorire il peggioramento della psoriasi e provocare prurito, aumentando la sensazione di fastidio.
In farmacia si trovano creme e pomate a base di urea, in percentuali dal 5 al 20%, particolarmente adatte allo scopo, l’urea infatti è una delle maggiori componenti del nostro corpo che idrata come nessun’altra sostanza.
Importante anche favorire la traspirazione. Quando il sudore è abbondante tende ad irritare la pelle e per chi ha chiazze di psoriasi nei punti critici come le ascelle o il cuoio capelluto, i sintomi possono peggiorare.

Depilazione
E’ bene evitare la depilazione direttamente sulle chiazze infiammate e nelle forme eritematose di psoriasi che, a causa dei piccoli traumi, può peggiorare.
Per la scelta del tipo di depilazione è bene consultarsi con il medico. In genere quelli più traumatici come la cera, gli epilatori e le pinzette, vanno usati solo in assenza di placche e sempre con prudenza. Sì al rasoio ma con delicatezza, mentre per ricorrere alla crema depilatoria è bene prima escludere il rischio di allergie ed evitare comunque l’applicazione diretta sulle placche.

maggio 27, 2012   No Comments

Cosa fare per eliminare le macchie sulle mani

Quando sulle mani compaiono delle macchie della pelle e la cute appare rovinata e non più giovane e levigata, per migliorare o risolvere la situazione si può ricorrere alle terapie mediche.
Peeling e laser consentono di schiarire le macchie e in alcuni casi di cancellarle. In più ringiovaniscono la pelle che quindi risulterà più tonica ed elastica. Il periodo ideale per sottoporsi a questi trattamenti è l’inverno, quando l’esposizione al sole è minima.

Peeling a base di acido tricloacetico

Il peeling più adatto al trattamento delle macchie delle mani è quello a base di acido tricloroacetico. Il medico lo applica solo sulle macchie, lo lascia agire e lo neutralizza. Nei giorni successivi si verifica una esfoliazione della pelle in quel punto: la macchia affiorando in superficie viene eliminata. Generalmente sono necessarie una o due sedute a distanza di 30 giorni.
Una seduta di peeling con acido tricloacetico costa circa 250 euro.

Trattamento con luce pulsata IPL

Anche con la luce pulsata IPL (intense pulsed light), è possibile trattare efficacemente le macchie sulle mani. Le migliori apparecchiature lavorano con una lunghezza d’onda da 500nm e 670 nm e da 870 nm a 1440 nm. Il funzionamento si basa sul riscaldamento selettivo  dei melanociti e conseguente danno foto termico. Può essere eseguito sia sulle macchie scure della pelle  che su quelle chiare, anche se sulle prime ha un effetto migliore e più veloce, in genere basta una seduta. Per le macchie bianche invece possono servire due o tre sedute.
Il trattamento di luce pulsata può costare da 150 a 500 euro a seduta.

febbraio 15, 2012   No Comments

Curare la psoriasi: medicina o rimedi naturali?

La psoriasi è una malattia della pelle che si manifesta con chiazze rosse e squamose ricoperte da strati di squame secche biancastre. Spesso queste chiazze procurano prurito e possono rompersi provocando sanguinamento. Di solito la psoriasi colpisce gomiti, ginocchia e cuoio capelluto ma anche mani e unghie. La forma più diffusa è la psoriasi guttata.

Prima di scegliere una terapia per la psoriasi è necessario valutare la gravità del disturbo e l’estensione delle zone colpite.

La medicina infatti, dispone di numerosi tipi di cura che devono essere scelti con attenzione. Nei casi più lievi di solito si interviene con farmaci per uso topico, che sono applicati direttamente sulla pelle. In questa categoria rientrano le pomate a base di cortisone e gli steroidi. In generale gli steroidi sono più efficaci dei cortisonici, ma se utilizzati per lungo tempo possono provocare un effetto paradosso e far quindi peggiorare i sintomi della malattia. Spesso a questo tipo di farmaci si affianca la fototerapia, che consiste nell’esporre la pelle ai raggi UV.

I casi più gravi di psoriasi, infine, possono essere combattuti con farmaci immuno soppressori, che risultano molto efficaci ma causano notevoli effetti collaterali.Le terapie con farmaci immuno soppressori devono essere seguite sotto un attento controllo medico. Questi farmaci, infatti, attenuano i sintomi della psoriasi inibendo l’attività del sistema immunitario. Il rischio, quindi, è che l’organismo non sia in grado di riconoscere e aggredire con efficacia eventuali infezioni provenienti dall’esterno.

Rimedi naturali per la psoriasi
Se invece decidiamo di scegliere un rimedio “verde”, la fitoterapia ci regala una ricetta che interviene su più livelli purificando il sangue: comprende la radice di tarassaco (per purificare), un composto di fiori di trifoglio dei prati e un concentrato di bardana (per favorire la depurazione) per completare l’opera depurativa e alleggerire il carico cutaneo.
Usi  e dosi: porre un cucchiaio di ogni erba in un sacchetto di tela, prelevarne un cucchiaino colmo e mettere in infusione in una tazza di acqua calda per 10 minuti; filtrare e bere 2-3 volte al giorno.

luglio 23, 2010   No Comments