Cure e rimedi per le macchie sulla pelle: micosi, funghi, solari

Category — macchie rosse

Macchie della pelle

Non sempre le macchie che compaiono sulla pelle rivelano un semplice inestetismo. E spesso il problema delle discromie va affrontato con un dermatologo, invece di limitarsi alla “pulizia del viso” dall’estetista o all’acquisto di una crema depigmentante. Non di rado, infatti, le macchie sono l’esito di vere e proprie lesioni cutanee, come le cheratosi attiniche o il melanoma, o di malattie autoimmuni, come la vitiligine, che esigono cure mirate e tempestive. Grazie alla lampada di Wood e alla videodermatoscopia (anche nella nuova versione digitale), il dermatologo sarà in grado di analizzare la struttura interna della neoformazione e di stilare una diagnosi precisa. Scopri quando ricorrere allo specialista.

macchie-della-pelle

MELASMA

Come lo riconosci

È un insieme di chiaroscuri “a carta geografica” che compaiono in seguito a eccessivi bagni di sole non protetti. Si manifestano soprattutto sulle zone fotoesposte (fronte, naso, guance e décolleté) e colpiscono le donne con la carnagione mediterranea, specie se sono in gravidanza, in menopausa o prendono la pillola anticoncezionale.

Queste piccole macchie color caffelatte sono il frutto dell’interazione tra raggi UV e squilibri ormonali di varia natura. Semplice inestetismo, il melasma tende a sbiadire a fine estate. Ma le macchie più scure, dovute a un profondo accumulo di melanina, possono persistere guastando l’uniformità dell’incarnato.
Come lo curi
Per cancellare queste antiestetiche ombreggiature il dermatologo prescrive delle creme depigmentanti a base di acido cojico o idrochinone (quest’ultime, a una concentrazione massima del 4%, solo come preparazione galenica. Vanno usate tutte le sere per un mese e mezzo.

Se le discromie sono ancora evidenti si effettuano due peeling dermatologici, distanziati 3 settimane l’uno dall’altro e composti da un mix di acidi. In alternativa, è possibile fare una-due sedute di laser Q-switched, che disgrega selettivamente la melanina, o un ciclo di luce pulsata medicale, da preferire al laser in caso di pelle sensibile e reattiva. La sua azione, infatti, è meno rapida ma più delicata.

CHERATOSI ATTINICA

Come la riconosci
È una piccola macchia in rilievo, sormontata da una crosticina trasparente, che spunta da un giorno all’altro su fronte, naso, gote, mento o zona perilabiale. Inizialmente rosa o rossastra, tende poi a scurirsi e a causare un forte pizzicore che spinge a grattarsi, spesso fino al sanguinamento. Al tatto, si riconosce per i bordi irregolari e la superficie secca e ruvida, facile alla desquamazione (ma poi ritorna sempre!). La cheratosi attinica è una lesione precancerosa che non va sottovalutata perché può degenerare in un  tumore cutaneo localizzato (basocellulare) o in un carcinoma più esteso e aggressivo (spino cellulare). È causata da un’overdose di radiazioni solari che danneggiano il dna cellulare, innescando pericolose mutazioni.

Come la curi È da poco arrivato in farmacia un gel a base di ingenolo mebutato, un nuovo principio attivo  che “scioglie” la lesione, a patto di essere applicato alla sera per 3-4 giorni di fila. «In alternativa si può ricorrere a un’altra novità: la terapia fotodinamica (PDT), trattamento ambulatoriale efficace e indolore. Sulla cheratosi viene applicata una crema sensibilizzante, attivata dalla luce di una lampada a Led. Una sola seduta e la lesione viene distrutta alla radice. L’importante, per evitare recidive, è spalmare ogni mattina sulla zona trattata una crema con un filtro solare total block (spf 50+). Va utilizzata anche quando il cielo è coperto perché occorre proteggere la pelle persino dal pallido sole autunnale.

VITILIGINE

Come la riconosci
È caratterizzata da macchie grandi e irregolari, che tendono ad allargarsi e a confluire fra loro, di color bianco latte o ghiaccio. Spuntano all’improvviso su viso (specie intorno alla bocca), collo, mani, piedi, gomiti, seno o addome. La sua origine resta in gran parte sconosciuta, anche se diversi studi epidemiologici hanno osservato una correlazione tra traumi fisici o affettivi e comparsa di zone cutanee completamente depigmentate.  Per motivi genetici, a un certo punto il sistema immunitario va in tilt e aggredisce i melanociti, le cellule dello strato basale dell’epidermide, fino a distruggerli. La pelle macchiata di bianco, che non si abbronza neanche in pieno sole, genera un forte disagio psicologico per la difficoltà di accettare la propria immagine allo specchio.

Come la curi
Fortunatamente, per tutte le donne affette da vitiligine c’è una grossa novità: l’autotrapianto di melanociti. «In un’unica seduta ambulatoriale, grazie a uno speciale kit si “gratta” un po’ di pelle dai glutei e, con il campione raccolto, si crea una sospensione cellulare liquida addizionata di acido ialuronico. Con una siringa, le cellule sane vengono quindi trasferite immediatamente nelle zone da “ricolorare”, in una specie di autotrapianto che mira a far attecchire i melanociti nella nuova sede. I risultati? 90% di successo per collo e viso, 80% per gambe e tronco. L’importante è selezionare bene i pazienti da trattare perché le chiazze devono essere stabili e circoscritte. 

In tutti gli altri casi, si ricorre alla classica fototerapia, che prevede lunghi cicli ospedalieri in cui la pelle viene esposta a particolari lampade UVB a banda stretta. Le sedute possono durare da 3 mesi a un anno, ma danno buoni risultati.

MELANOMA

Come lo riconosci È una macchia irregolare dai bordi molto frastagliati, leggermente rilevata, che si presenta screziata, con diverse sfumature al suo interno (puntini scuri o macchioline più piccole).

Come lo curi L’arma vincente è la diagnosi precoce. Identificato sul nascere, il melanoma viene asportato chirurgicamente e l’indice di guarigione supera il 90%. Buone notizie anche per le forme tumorali diagnosticate a uno stadio più avanzato. Le recenti terapie con anticorpi monoclonali immunomodulanti schierano in campo due molecole (ipilimumab e nivolumab) che stimolano il sistema immunitario a produrre più linfociti T, le nostre “squadre speciali” incaricate di intercettare e distruggere le cellule tumorali. A carico del SSN, queste nuove cure vengono dispensate nei centri oncologici italiani e assicurano un’alta percentuale di guarigione.

agosto 10, 2015   No Comments

Curare la pelle in inverno

Vento, umidità, gelo. Questa è la stagione in cui dobbiamo prestare più attenzione alla cura del nostro scudo esterno. Quando si parla di protezione della pelle, la prima stagione a cui pensiamo è l’estate con il suo sole incandescente pronto a scottarla. Eppure, anche nel periodo invernale, bisogna dare delle cure extra all’epidermide. Ecco alcuni consigli da mettere in pratica.

coprite-bene-il-viso

Attenti al sole
La protezione solare si dovrebbe usare anche in inverno, specialmente nelle giornate più luminose. Prima di uscire all’aperto, spalmate tutto il corpo con una crema solare a base minerale che abbia un SPF di almeno 30. Se possibile, optate per una lozione specifica per i mesi invernali che contenga ingredienti idratanti come lanolina o glicerina.

Usare un umidificatore
Labbra screpolate, pelle squamosa e prurito al cuoio capellute sono le gioie della pelle d’inverno! Queste condizioni sono spesso aggravate dall’effetto secco causato da un uso intensivo del riscaldamento casalingo. Usare un umidificatore da radiatore o uno elettrico è una soluzione semplice che può migliorare la qualità dell’aria sia n casa che in ufficio.

Sempre asciutti
Non dovremmo dimenticare che vestiti freddi e bagnati possono irritare la pelle sensibile e causare eczemi. Molto spesso sono i piedi ad essere presi d’assalto. Cambiare sempre i calzini quando li si sente umidi.

Docce brevi
Niente di meglio di un bel bagno caldo per combattere le fredde giornate invernali? Purtroppo però la nostra pelle non ne gode altrettanto. E’ consigliabile fare una doccia al giorno di non più di 10 minuti utilizzando acqua tiepida. Se la pelle è irritata, è perfetto utilizzare amido di riso o avena per lavarsi.

Proteggersi dal vento
La brezza invernale è perfetta per procurare pelle ruvida e screpolata. Quando ci troviamo all’aria aperta proteggersi sempre con cappelli, sciarpe e guanti.

Bere molto
Idratarsi correttamente in estate è facile  ma molto meno attraente in questo periodo dell’anno. Ciò nonostante è importante bere molta acqua per nutrire la nostra pelle, specialmente se pratichiamo sport.

Aiutare le mani
Forse nessun’altra parte del corpo mostra i danni dell’inverno come le nostre mani. Nel tentativo di evitare raffreddori ed influenza spesso laviamo le mani con acqua calda e saponi aggressivi.  In realtà tutto questo andrebbe evitato, siate delicati quando le asciugate e lavatele con acqua non bollente. Se le nocche sono rosse o screpolate, pulite solo i palmi e le dita. Per ammorbidirle, applicate una crema idratante a base di olio, più volte al giorno.

Labbra
Un balsamo nutriente per le labbra è essenziale per scongiurare screpolature e i danni causati dal sole, che possono anche portare a herpes labiali. Scegliete protezioni solari naturali per coccolare la vostra bocca.

Idratare
Il momento più efficace per idratare la nostra pelle è dopo la doccia o il bagno. Applichiamo uno strato di crema sulla pelle tamponata ma ancora un po’ bagnata, così da sigillare davvero l’umidità. Per curare la cute in modo sicuro e delicato, scegliete una lozione a base di olio ma senza alcol, profumi, coloranti o altre sostanze chimiche.

gennaio 9, 2015   No Comments

Creme antimacchie

macchie-pelleAnche se in estate il sole si è fatto desiderare, può aver lasciato in eredità macchie e discromie. Sono causate soprattutto dai raggi Uva, quelli che penetrano fino al derma e che hanno la capacità di richiamare in superficie la melanina presente nell’epidermide.  Il pigmento si ossida e si formano le macchie (ma provoca anche un generale invecchiamento della pelle).

Se le  discromie sono lievi, può essere sufficiente utilizzare un prodotto che uniforma l’incarnato. Si tratta di cosmetici che riuniscono sostanze antiossidanti e leggeri esfolianti (vedi box qui a fianco). Se si applicano la sera non c’è bisogno di filtri solari. La protezione Uva e Uvb è però indispensabile di giorno (anche in città, anche nella brutta stagione) per evitare che le macchie si riformino e la situazione peggiori. In caso di macchie molto scure è consigliabile rivolgersi invece al dermatologo, che oltre a escludere una patologia, potrà proporti dei trattamenti galenici, per esempio con idrochinone (un depigmentante che un tempo si usava anche nei cosmetici, ma che ora deve essere applicato solo sotto stretto controllo medico), o  medico estetici (per esempio con acido glicolico ad alta concentrazione).

Gli ingredienti ok antimacchie I cosmetici per uniformare l’incarnato e schiarire le macchie leggere  utilizzano tre categorie di sostanze.
Antiossidanti. Inibiscono la formazione di melanina prevenendo l’azione dell’enzima tirosinasi. Inoltre impediscono l’ossidazione della melanina già esistente. Tra i più efficaci: vitamina E, vitamina C, polifenoli.

Esfolianti. Accelerano il turnover cellulare, agendo direttamente sui cheratinociti (lo strato di difesa esterno della pelle).
Tra le sostanze più usate: alfaidrossiacidi (acidi della frutta), acido salicilico.

Idratanti ed emollienti. Proteggono e ristabiliscono il film idrolipidico, importante per mantenere la pelle sana e luminosa.

TRE COSMETICI ANTI MACCHIE

VINOPERFECT di CAUDALIE

Particolarità: senza parabeni, phenoxyetanolo, ftalati, oli minerali, sodium lauteth sulfate, ingredienti di origine animale. I primi 5 ingredienti: acqua, butylene glycol (umettante), glycerin (umettante), squalane (emolliente), tocopheryl acetate (antiossidante).
Costo: 30 ml, 45,50 €, nei negozi monomarca e in farmacia.
Giudizio: un ottimo mix che si caratterizza per l’estratto della linfa di vite, antiossidante che attenua le macchie e migliora la luminosità della pelle. Se si usa di giorno si deve associare un filtro solare (come viene consigliato sulla confezione).

AVENE-D PIGMENT LEGER

Particolarità: senza parabeni, senza profumo. I primi 5 ingredienti: acqua, triethyl-hexanoin (emolliente), cyclomethicone (silicone volatile), Avène thermal spring water (acqua termale), cetearyl alcohol (emulsionante).
Costo: 30 ml, 32 €, in farmacia.
Giudizio: Il trattamento (c’è anche per pelli secche, con texture più ricca) si usa la sera, di conseguenza non serve il filtro solare. L’esfoliante aiuta il turnover cellulare e quindi l’attenuazione delle macchie.

PIGMENTCLAR UV SPF 30 di LA-ROCHE POSAY

Particolarità: con protezione anche dai raggi Uva lunghi. I primi 5 ingredienti: acqua, C12-15 alkyl benzoate (emolliente), glycerin (emolliente), octocrylene (filtro solare Uvb), niacinamide (antiossidante).
Costo: 40 ml, 28,23 €, in farmacia.
Giudizio: Apprezzata  la presenza dei filtri solari (spf 30, sufficiente per la città e per chi ha la tendenza alla formazione di macchie,  e anti Uva lunghi, principali responsabili dell’iperpigmentazione). Buono anche il mix di sostanze attive schiarenti ed esfolianti.

ottobre 5, 2014   No Comments

Pelle scottata dal sole: rimedi naturali

scottature solari

Piena estate, tutti in vacanza. Chi al mare, chi in montagna, in spiaggia o lungo un camminamento roccioso. La costante però è la presenza del sole sulla pelle. E, se si  rimane esposti troppo a lungo o non sufficientemente protetti, la pelle potrebbe risentirne in vari modi: da un lieve arrossamento  fino a scottature vere e proprie.

Per porre rimedio e alleviare rossore, prurito e via dicendo, oltre alle creme che tutti conoscono, si possono tentare anche alcuni metodi naturali al cento per cento.

Un bicchiere di aceto e miele nell’acqua della vasca da bagno.

Mezzo bicchiere di bicarbonato di sodio e una manciata di sale grosso nell’acqua della vasca da bagno.

Un bicchiere di farina d’avena nell’acqua della vasca da bagno.

Applicazione di gel d’aloe vera sulla pelle (la pomata può anche essere posta in frigorifero prima  dell’applicazione).

Applicazione sulla pelle di gel di cocco naturale al cento per cento. _ Applicazione sulla pelle di bustine di tè verde fatte stare in infusione e ovviamente fatte raffreddare  (in alternativa aggiungere il tè preparato

all’acqua della vasca da bagno).

Applicazione sulla pelle di yogurt bianco naturale (bene anche se è preparato in casa). _ Applicazione sulla pelle di succo di cetriolo (è necessario frullarlo  e filtrato  con un colino) con batuffoli di cotone.

Applicazione sulla pelle di succo di melone ottenuto frullando  e filtrandone la polpa con un colino.

Applicazione di un preparato con foglie di lattuga (far bollire le foglie di lattuga qualche minuto, scolarle e quindi applicare il liquido di bollitura, una volta raffreddato, con un batuffolo di cotone).

agosto 17, 2014   No Comments

Utilizzo del laser in dermatologia

laser dermatologia

Da almeno 15 anni il laser è usato anche in dermatologia. Nel tempo questo strumento si è perfezionato moltissimo e ha visto un progressivo aumento della domanda e dell’offerta. Attualmente è un valido alleato sia per rimuovere lesioni di vario tipo sia per migliorare l’aspetto estetico della pelle.

La medicina estetica ricorre moltissimo ai laser medicali. Un grandissimo salto di qualità è stato compiuto grazie all’introduzione del laser frazionale, in cui il fascio di luce è diviso in spot che arrivano sulla pelle in maniera ordinata, creando minuscoli canali. In pratica, attorno ad ogni punto trattato c’è una zona non trattata, che lo stimola. Questo permette un rimodellamento della cute, ottimo per il ringiovanimento facciale.

Anche il vecchio laser erbium è efficace per migliorare l’aspetto della pelle: ha un elevato assorbimento nell’acqua e garantisce un’ottima ablazione dello stato più superficiale dell’epidermide, eliminando macchie, rughe e deformità.

Il laser ad alessandrite, invece, permette di effettuare un’epilazione permanente e quello Q-switched di eliminare le macchie solari e senili e gran parte dei tatuaggi.

Il laser Ktp, per esempio, è indicato in presenza di malattie come couperose e rosacea, macchie della pelle caratterizzate da lesioni vascolari rosse e superficiali. Il laser utilizzato ha una lunghezza d’onda di 532 nm (luce verde) che è assorbita selettivamente dall’emoglobina e dai pigmenti (melanina), con una profondità di penetrazione massima di 0,5 mm.

Il laser neodimium Yag, invece, ha una lunghezza d’onda maggiore e penetra più in profondità, per cui va bene per le dilatazioni venose meno superficiali, le teleangectasie e gli emangiomi.

luglio 2, 2014   No Comments

Rosacea, le macchie rosse sul viso

rosacea stadi

I capillari che si formano sul viso, sul naso o sugli zigomi, come anche i rossori caratteristici della couperose o della rosacea, sono inestetismi che interessano il 60% della popolazione femminile, in particolare i soggetti con pelle molto chiara.

Le cause dell’insorgenza di questi disturbi della pelle non sono ancora chiare, anche se studi e ricerche sono in corso. Quello che per ora si sa di certo è che entrambe sono legate a una predisposizione genetica e spesso la causa scatenante risiede negli ormoni.

Rosacea
Partiamo dalla rosacea: inizia con un semplice rossore, ma può estendersi a tutto il volto con gonfiore  e pustole simili a una vera e propria acne. La rosacea è una vera patologia, non solo un problema estetico e quindi va affrontata seriamente e prima possibile.

Si tratta di un disturbo infiammatorio della pelle che interessa soprattutto le regioni centrali del viso (guance, mento, naso e parte centrale della fronte) ed è causato da un’elevata concentrazione di ghiandole sebacee. E’ stato riscontrato che ha una maggiore incidenza nelle donne  in menopausa, perché la reattività dei vasi sanguigni del viso, in una donna in quella fase della vita, è maggiore.
La cause della rosacea sono numerose, ma quella più importante è di tipo vascolare. Vale a dire che la malattia è dovuta a un disturbo della reattività dei vasi sanguigni, che perdono il giusto tono, si dilatano e causano un’infiammazione dello strato più profondo della pelle. Influiscono anche fattori ormonali, nervosi e digestivi. Inoltre, si ha un peggioramento nei cambi di stagione e in concomitanza con stati psico-affettivi negativi: la persona delusa, insoddisfatta, frustrata ne è più soggetta.

La rosacea si manifesta in modo molto graduale e all’inizio può essere difficile riconoscerla e perfino accorgersi della sua comparsa, dato che l’unico segno evidente è il rossore sulle guance, e così non è  sempre facile individuare la rosacea in un viso rosso infiammato, tanto più che tra le cause concomitanti possono esserci agenti atmosferici.
Anche se ancora poco conosciuta, sappiamo che questa patologia attraverso quattro stadi.

Primo stadio. Il rossore si manifesta su guance, naso, fronte, mento e dura qualche ora, per poi scomparire, mentre i capillari del viso diventano sempre più visibili. Spesso il primo stadio prevede quelli successivi di molti anni.

Secondo stadio. Il rossore è più evidente e duraturo su naso e guance, possono apparire gonfiori diffusi nella zona degli zigomi e dalla fronte, i vasi sanguigni sono ancora più evidenti.

Terzo stadio. L’infiammazione della pelle aumenta sempre più, possono comparire papule e pustole, mentre a volte gli occhi e la zona circostante si infiammano.

Quarto stadio. E’ la fase più acuta: il volto si gonfia ed è molto più arrossato, il naso può essere violaceo, con grosse cavità piene di una sostanza simile al sebo: si tratta della rinofima, un’alterazione della struttura cutanea del naso. Questa evoluzione si verifica per lo più negli uomini avanti con l’età.

novembre 12, 2013   No Comments

Voglie sulla pelle: cosa sono e come toglierle

voglie sulla pelle

Secondo la credenza popolare, le macchie cutanee comunemente dette “voglie” sarebbero causate nel bambino da un desiderio di un cibo o di una bevanda rimasto insoddisfatto durante la gravidanza della madre. Da qui i vari nomi: di fragola, lampone, vino, caffè e via dicendo.
In realtà le “voglie” sono malformazioni  derivanti da irregolarità nella formazione del tessuto cutaneo durante la vita embrionale. Possono presentarsi già alla nascita, oppure comparire durante il corso della vita.

La forma più comune è l’angioma piano, una macchia di varie dimensioni di colore rosso o rosate e che scurisce nel corso del tempo (diventando anche marrone scuro). Questa tipologia è ereditaria: se uno dei due genitori ha un angioma, il bambino ha il 50% di possibilità di averne uno a sua volta.
Di per sé, si tratta di formazioni innocue. Tuttavia, ai fini preventivi, è corretto lasciarle esaminare periodicamente da un dermatologo.

Esistono infatti altre due forme di angiomi che si presentano con dimensioni maggiori e interessano anche gli strati più profondi della pelle: i tuberosi e cavernosi, di colore rosso intenso e in rilievo. Possono essere pericolosi se si trovano in prossimità di zone delicate come occhi, bocca e genitali e devono essere trattati sin dai primi mesi per impedirne una crescita troppo vasta.
In questi casi si interviene con laser endovascolari o, in situazioni particolari, con il trattamento chirurgico.

Poi ci sono i piccoli angioni – angiomi rubino – che possono anche essere transitori, cioè scomparire e riapparire a distanza di tempo.

Laserterapia
Le cosiddette “voglie” si possono eliminare attraverso un’apparecchiatura laser chiamata dye-laser. L’unica precauzione da seguire è quella di evitare il sole nelle settimane precedenti e successive ed evitare farmaci foto sensibilizzanti.
Il flusso di luce viene direzionato direttamente contro la parete del vaso sanguigno da colpire. La terapia non comporta postumi, se non delle minime croste, che spariscono nell’arco di pochi giorni. Dopo una serie di trattamenti (un paio di mesi circa) l’angioma diventerà progressivamente invisibile.
La laserterapia vascolare deve essere effettuata unicamente da medici specializzati.
I costi (110-150 euro a seduta) dipendono dalla zona da trattare.

ottobre 17, 2013   No Comments

Nuovo cerotto per il Fuoco di Sant’Antonio

fuoco-di-s-antonio
Da qualche settimana è disponibile anche in Italia un cerotto in grado di combattere il dolore neuropatico localizzato causato dall’Herpes zoster, più noto come Fuoco di Sant’Antonio.

A scatenare il Fuoco di Sant’Antonio è lo stesso virus della varicella: una volta che ha causato la malattia infettiva, però, non viene debellato, ma resta nell’organismo, senza dare sintomi, in attesa di altri momenti favorevoli per tornare attivo. Fra un risveglio e l’altro rimane nascosto nelle radici di un nervo cutaneo.
Quando, per un calo delle difese dell’organismo si riattiva, provoca una sofferenza del nervo e della cute innervate, che si riempie di vescicole. Il dolore inizia con un formicolio e poi diventa bruciante e intollerabile e spesso non lascia dormire neanche di notte.
La nevralgia posterpeutica rientra tra le patologie definite “dolore neuropatico localizzato” da alterazioni del sistema nervoso, che sono superficiali e localizzate, quindi aggredibili con trattamenti topici.

Il nuovo cerotto medicato, da applicare direttamente sulla parte dolente, contiene lidocaina, un anestetico in grado di fornire un buon sollievo. Inoltre, trasmette una sensazione di freschezza, che lenisce ulteriormente i sintomi. Il profilo di tollerabilità è buono anche nell’uso prolungato.
Le linee guida raccomandano il cerotto di lidocaina al 5 % come trattamento di prima linea per il dolore neuropatico localizzato conseguente all’Herpes zoster.
Il cerotto è a carico del Servizio Sanitario Nazionale, va applicato per 12 ore e dà sollievo per 24 ore. Poi, può essere  sostituito con uno nuovo fino a migliorare la situazione.

settembre 23, 2013   No Comments

Angiomi rubino o “nei rossi”

nei-rossiAnche se vengono chiamati comunemente nei rossi, delle piccole macchie rosse che compaiono sulla pelle, sono in realtà piccoli angiomi (angiomi rubino). I nei infatti sono costituiti da accumuli locali di melanociti, le cellule che colorano la pelle, mentre gli angiomi sono di origine vascolare.
Nel caso dei “nei rossi” si tratta di una dilatazione dei capillari superficiali della pelle. Di  forma tondeggiante, gli angiomi rubino sono normalmente di piccole dimensioni e sporgenti. Possono aumentare di numero e volume anche se difficilmente raggiungono dimensioni superiori al centimetro.
Al contrario dei nei,  gli angiomi sono di formazione benigna.
La loro forma rotondeggiante è dovuta all’anatomia delle papille del derma: queste sono estroflessioni riccamente vascolarizzate , a forma di cupola, che dallo strato profondo della pelle, il derma, si allungano nello strato più superficiale, l’epidermide. Gli angiomi rubino compaiono quando i vasi della papilla si ingrossano e si rendono visibili nello strato più superficiale.

Cause
Gli angiomi rubino vengono detti anche angiomi senili perché compaiono tipicamente dopo i 30 anni, in particolare nelle persone con la carnagione chiara. Le cause della comparsa sono sconosciute ma si ipotizza che siano legate al foto invecchiamento, cioè l’invecchiamento della pelle dovuto all’esposizione prolungata alla luce solare, e a variazioni ormonali, per esempio durante la gravidanza.
Infine, c’è senza dubbio una predisposizione genetica, pertanto, se in famiglia si hanno genitori o zii che hanno una discreta quantità di “nei rossi”, è probabile che con l’età si sarà soggetti alla loro comparsa.

Possono sanguinare
Essendo un agglomerato di vasi sanguigni, gli angiomi tendono spesso a sanguinare, soprattutto se si trovano in posizioni dove sono continuamente esposti a traumi o sfregamenti (ad esempio all’altezza della cintura o sotto l’elastico del reggiseno). Il possibile sanguinamento è la principale ragione che spinge a farli asportare, visto che, normalmente,  non creano grossi problemi estetici.

Come asportarli
Gli angiomi rubino possono essere asportati in ambulatorio con diverse tecniche, tra cui la termocauterizzazione, la diatermocoagulazione o, più raramente, con il laser. L’intervento si esegue in una sola seduta senza anestesia o, nel caso di angiomi grandi o in particolari posizioni, con poca anestesia locale. Non è necessario nessun prelievo di tessuto per l’esame istologico.

agosto 25, 2013   No Comments

Punture di zanzare e insetti: rimedi in base al tipo di reazione

punture di insetti, rimedi

Vi ha punto un insetto? In estate e soprattutto in questo periodo, niente di più facile.
Il rimedio casalingo più immediato è quello di applicare un pezzettino di stoffa o cotone imbevuto di acqua fredda e qualche goccia di aceto in modo da ridurre in fretta il fastidio. Dopo, però, qualsiasi sia la causa del disagio (zanzare, tafani, vespe o formiche), ci vuole un rimedio scelto in base al tipo di reazione che la puntura ha causato sulla pelle.

Gonfiore e prurito
Per contrastare prurito e rigonfiamenti , tipici dei becchi di zanzara , occorre innanzitutto bloccare la voglia di grattarsi perché si provocano lesioni che si possono infettare. Ideali i gel lenitivi dopo puntura a base di aloe, indicato anche per la pelle delicata dei bambini oppure una pomata a base di calendula al 4% che ha un’azione antinfiammatoria.

Reazione allergica
Se il prurito è fortissimo e la parte punta gonfissima si può trattare di una reazione allergica. Provare con una crema con cardiaspermum halicacabum come Halicar crema DHU, pianta con un’azione simile a quella del cortisone, efficace e sicura anche per i bambini. Se non risolve il problema in poco tempo il farmacista consiglierà l’uso di un gel a base di antistaminici, oppure una crema a base di idrocortisone allo 0,5%. Le dosi ideali sono di tre applicazioni al giorno.

Se c’è escoriazione
In questo caso ci vuole un buon antisettico e antiprurito. Fra i prodotti più nuovi, quelli a base di oli essenziali come la lavanda, che disinfetta e toglie il fastidio. Ci sono prodotti che contengono diversi oli essenziali come per esempio Puressentiel SOS insetti, un roll on che ne contiene ben 11, ben calibrati tra loro e in soluzione (da evitare gli oli puri che possono dare reazioni allergiche): quello di lavanda, di malaleuca e di legno di rosa sono antibatterici, quello di menta piperita e chiodi di garofano allevia il dolore. Non dà reazioni neanche sotto il sole.

Dolore e rossore
Se la zona è rossa e doloranti l’ideale è ricorrere ad un prodotto a base di erbe antinfiammatorie come l’iperico, pianta a cui anche l’OMS riconosce un’azione antidolorifica e lenitiva. Tra i prodotti più innovativi che lo contengono c’è Bug Safe, un roll on a base di lavanda, olio di malaleuca e l’olio di macadamia, superidratante e lenitivo. Si applica 2-3 volte al giorno sul ponfo, senza strofinare, fino  a che dolore e prurito non scompaiono del tutto.

agosto 23, 2013   No Comments