Cure e rimedi per le macchie sulla pelle: micosi, funghi, solari

Category — Pelle secca

Come applicare correttamente i prodotti per la pelle

L’applicazione dei prodotti per la cura della pelle del corpo, molto spesso viene accompagnata da gesti veloci e distratti. En errore, dal momento che prendersi un po’ di tempo e fare le mosse giuste rappresentano il miglior investimento per ottenere i migliori risultati. Strategie e tecniche di applicazione variano, però, da prodotto a prodotto e da zona a zona.
Ecco qualche consiglio su come procedere.

come mettere la cram

La crema dopo il bagno
Idratante e nutriente, messa dopo ogni bagno è una garanzia di morbidezza e vitalità per la pelle. Il momento ideale per applicarla? Dopo il bagno o la doccia quando i pori, aperti dal calore, la ricevono al meglio. Se, poi, prima di metterla si alternano per un paio di volte getti caldi e freddi si stimola la circolazione in modo che la cute sia ancora più ricettiva.
Con l’idratazione è bene non dimenticare nessun punto del corpo. E’ utile, quindi, mettere in conto almeno tre, quattro minuti da dedicare all’applicazione, che deve partire dai piedi e risalire fino al collo.
Le mosse giuste
Si inizia dalle caviglie e si risale fino all’inguine descrivendo con il palmo ampi movimenti circolari senza fare, però, una pressione eccessiva.
Dalla pancia si arriva fino al collo sempre con movimenti circolari. Qui si prosegue con sfioramenti verticali, dalla base del collo fino al mento.
Si riparte, poi, dal polso destro e si sale con piccoli sfioramenti circolari fino alla spalla ripetendo il movimento a sinistra.
In ogni caso, provate a non massaggiare la crema fino a completo assorbimento, ma lasciate che la pelle ne “beva” una parte da sola.

Applicare l’olio
E’ forse il trattamento nutriente più facile da applicare. Innanzitutto, perché lo si può mettere quando la pelle è ancora leggermente umida, dopo il bagno o la doccia: così penetra a fondo e più velocemente e i suoi effetti sono migliori.
Il problema principale è che l’olio tende a colare quando lo si versa sulle mani.
Per semplificare i gesti e velocizzare l’operazione, per applicarlo si può anche utilizzare una spugnetta morbida.
Con la spugnetta peraltro diventa più semplice raggiungere punti critici come la schiena.

I burri
Ricco nella formula e corposo nella consistenza, perfetto per apportare un extra di nutrimento alle pelli che, soprattutto in inverno, tendono a disidratarsi, richiede un massaggio prolungato perché riesca  a penetrare a fondo.
L’applicazione inizia scaldando una noce di burro tra le mani, in modo che diventi più morbido e facile da stendere.
Si comincia poi a stendere il prodotto partendo dai piedi, sulla pelle perfettamente asciutta: se c’è dell’umidità, si rischia che il burro non penetri bene e lasci tracce di unto.
Il massaggio, sempre dal basso verso l’alto, richiede di essere prolungato finchè si nota che il prodotto è del tutto assorbito.
Nei punti più spessi e ruvidi, ginocchia e gomiti, piedi e glutei, si può anche procedere a una seconda applicazione se si nota che l’epidermide ne ha bisogno perché ha assorbito subito il prodotto.
In inverno, una buona idea può essere quella di indossare un accappatoio caldo al termine del massaggio: il calore fa penetrare anche gli ultimi residui di burro a tutto beneficio della pelle.

Anticellulite
L’ideale è cominciare il ciclo di trattamento dopo aver fatto uno scrub.   I pori, liberati da cellule morte e impurità, sono nella condizione migliore per ricevere il prodotto.
In genere, si tende ad applicare l’anticellulite solo su pancia, fianchi, cosce e glutei: meglio metterlo su tutta la gamba, partendo dalla caviglia, per attivare la circolazione: non ci si deve dimenticare che cuscinetti e gonfiori nascono da un ristagno di liquidi e scorie che parte dal basso.
Per questo, è meglio applicare l’anticellulite sdraiate a terra con le gambe appoggiate al muro, per favorire il ritorno del sangue e il defluire delle tossine nel sistema linfatico.
Questo i movimenti: si inizia dalla caviglia, avvolgendola con le mani ad anello e risalendo più volte con una pressione decisa fino alle ginocchia; si continua eseguendo delle decise pressioni laterali con le mani piatte, sempre nel tratto dalla caviglia al polpaccio; con le mani aperte si massaggiano le cosce, i glutei e i fianchi. Si prosegue con leggeri e veloci pizzicotti che stimolano i tessuti in profondità. Su fianchi e glutei si conclude il massaggio usando i pugni chiusi.

Il seno
Il décolleté è un punto delicato che richiede particolare dolcezza con il massaggio.
La prima area dove applicare il trattamento va dall’attaccatura del sino fino al collo, una zona da non trascurare perché crea l’architettura di sostegno del décolleté.
Qui gli sfioramenti con le mani piatte devono essere veloci e rapidi: con la mano destra si massaggia il lato sinistro, con la mano sinistra il destro continuando così per almeno un minuto.
Poi si mette un po’ di prodotto sul seno e si inizia il massaggio, lento e superficiale, muovendo la mano destra in modo da descrivere un otto intorno ai seni avendo cura dio evitare sempre il capezzolo, zona troppo delicata per applicare i cosmetici.

gennaio 27, 2014   No Comments

Proteggiamo la pelle in inverno

pelle inverno

Per la pelle l’inverno non è facile. Impoverita belle sue riserve idriche, indebolita nel mantello lipidico che la protegge, reagisce ai rigori del gelo con secchezza e desquamazione, rossori e piccole irritazioni. Segni visibili di malessere che possono essere prevenuti e arginati scegliendo creme, maschere e balsami ricchi e soffici, capaci di restituire al viso e ai punti fragili, come le mani e le labbra, il benessere e il comfort che le basse temperature possono compromettere.

Una crema non è per tutto l’anno. In inverno la pelle ha bisogno di idratazione e nutrimento extra per affrontare senza pericoli le aggressioni della stagione.
Super protettive e ultra nutrienti, le creme barriera antigelo coniugano la ricchezza della formula con una soffice leggerezza nella consistenza, che evita l’untuosità del viso, permettendone l’utilizzo anche prima del trucco.
Si mettono al mattino per isolare la cute dall’esterno, e alla sera, con più generosità, per aiutare a riparare i danni subiti e recuperare comfort.

Le creme ideali per l’inverno
La ricca formula delle creme invernali contiene innanzitutto sostanze che migliorano il grado di idratazione e la funzionalità della barriera cutanea. Soino oli e burri vegetali, ricchi di acidi grassi essenziali, glicerina, acido ialuronico e allantoina, che rimpinguano le riserve nutritive della cute e le restituiscono compattezza.
A questi si aggiungono principi attivi emollienti e addolcenti, come le vitamine del gruppo B, il miele, l’acqua termale, gli estratti di fiori delicati, come la malva e la calendula, e sostanze antirritanti e antirossori, come l’argilla bianca, gli estratti di gorgonia, rusco e orzo, l’acido glicirretico e l’alfabisabololo ricavati rispettivamente dalla liquirizia e dalla camomilla.
Completano la formula antiossidanti come la vitamina E, che frenano l’aggressione dei radicali liberi, prevenendo le rughe, e i filtri solari.

Ci sono pelli che soffrono più di altre l’aggressione del freddo. Sono quelle che soffrono di psoriasi e di rosacea, problemi che le basse temperature accentuano.
Problemi anche per l’acne. Il pallore evidenzia le imperfezione spingendo ad abusare di creme e make up che, se contengono sostanze comedogeniche, che chiudono il follicolo sebaceo con il conseguente aumento di punti neri e brufoli.

Smog
Un recente rapporto di Greenpeace ha dimostrato che l’aria negli ultimi decenni è diventata più “acida” per via delle polveri sottili. Nelle grandi città l’inverno segna un picco nei livelli di smog. Questo provoca un’aggressione continua della barriera cutanea che, indebolita, non è più in grado di offrire un’adeguata protezione alla pelle. La sensibilità cutanea aumenta e con maggiore frequenza si presentano irritazioni, rossori e risposte ancora più significative, come le dermatiti.

Attenzione in montagna
In partenza per la settimana bianca? Attenzione a non dimenticare il solare. In montagna, infatti, la pelle ha bisogno di protezione extra per evitare pericolose scottature che sono piuttosto facili, dal momento che la neve e il ghiaccio funzionano come uno specchio, intensificando la potenza dei raggi.
Ad alta quota, poi, il solare non serve solo come scudo contro le radiazioni Uv. E’ anche un aiuto prezioso per creare una barriera isolante contro vento e freddo, nonché un efficace strumento di prevenzione per ruche e macchie scure.
Le creme solari con indici protettivi alti, dal 50 al 50+, sono lo schermo più efficace e sicuro: nascondono, inoltre, nella loro ricca consistenza oli, burri vegetali e altre sostanze emollienti e nutrienti che impediscono la disidratazione.
Vanno messe sempre, anche se non si scia e persino se ci sono le nuvole che non riescono – da sole – a bloccare le radiazioni dannose.
Attenzione anche a rimetterle ogni due ore: i formati ridotti sono ideale perché stanno nella tasca della giacca a vento, pronti per essere applicati con facilità anche sulle piste.

gennaio 11, 2014   No Comments

Pelle sensibile e allergica: consigli

pelle sensible pelle allergica

La pelle sensibile si fa “sentire”. Perché pizzica, prude e si arrossa in alcuni punti, insomma reagisce con ciò che accade attorno e dentro di lei.
Gli stimoli possono essere  di varia natura: inquinamento, trattamenti cosmetici, sbalzi ormonali e perfino stato psicofisico. La sensibilità è come un grido di allarme, non è una pelle sbagliata, ma ci sta dicendo che qualcosa non va.

Sensibilità e allergia non sono la stessa cosa. Per scoprire se sei allergica, fai i test epicutanei: ti applicano sulla schiena un cerotto imbevuto di una determinata sostanza e controllano che tipo di reazione scatena. Infatti con l’allergia o l’irritazione da contatto la pelle prude e reagisce solo quando “tocca” profumi, coloranti, conservanti, sviluppando dermatiti da contatto, irritative o allergiche ed eczemi.
La cute sensibile, invece, non sopporta nulla. E’ secca, tesa, arrossata in alcuni punti, tira e prude, ma solo il dermatologo può fare una diagnosi precisa.

Con la pelle sensibile è meglio eliminare tutte quelle sostanze ottenute dalla petrolchimica, come vaselina e paraffine. E ancora tutto il gruppo dei siliconi e i conservanti come parabene e katon (di cui fa parte il famigerato metilisotiazolinono eletto “allergene del 2013” dai dermatologi americani), e le ammine DEA, TEA, MEA.

L’ipersensibilità cutanea può scatenarsi a qualunque età: nei bambini per via del loro film idrolipidico non ancora formato. Ma può capitare durante l’adolescenza per i sommovimenti ormonali o da adulti per trattamenti cosmetici troppo aggressivi, clima, smog, alterazioni ormonali, esposizione ai raggi Uv o alcune malattie. Infine, conta anche una tendenza familiare più o meno marcata. La pelle è un sistema biologico complesso, che reagisce prontamente alle condizioni ambientali e fisico psicologiche.

Anche il cibo può scatenare sensibilità cutanee. Evitare il latte di mucca e i suoi derivati, o alternarlo a quello di capra che è meglio tollerato. Attenta anche ai lieviti chimici presenti in pane industriale e merendine, perché fermentano e infiammano l’epitelio intestinale, con conseguenze dirette sulla pelle.

La sensibilità è una condizione che prescinde dal tipo di pelle. La maggior parte delle vostre si fa confusione tra cute secca e sensibile, ma quest’ultima può essere anche grassa. Se la tua, oltre che intollerante, è disidratata usa cosmetici a base di oli e burri vegetali come il karitè, privi di attivi irritanti e allergizzanti e testati per il nichel.

Usa gli scrub meccanici: i granuli passano sulla superficie e asportano le cellule morte, liberando la pelle da opacità e ruvidità. Vanno bene anche il pannetto di microfibra o gli spazzolini specifici.

Gli integratori sono utili, soprattutto il magnesio che, come un direttore d’orchestra, insegna all’organismo ad essere meno vulnerabile allo stress psicofisico. Molto utili ad abbassare la reattività cutanea anche gli acidi grassi Omega 3, 6 e 9, ricchi di antiossidanti, e l’estratto secco o la tintura madre di ribes nero.

La pelle reattiva e sensibile mal sopporta qualsiasi sostanza, anche durante l’operazione “pulizia”. Preferisci un latte lenitivo e risciacqualo con acqua termale, se non tolleri nemmeno l’acqua eliminalo con una pezza di lino o di fibra vegetale non colorata. Ancora meglio le acque micellari, che non si risciacquano e si tolgono con dischetti di cotone organico (senza residui di sbiancanti). In ogni caso usa prodotti dermocompatibili  per pelli sensibili, privi cioè di sostanze allergizzati come fragranze, conservanti, siliconi, nichel, glutine, paraffine, petrolati.

La sensibilità può migliorare nel tempo. Il nostro organismo tende sempre al benessere, ma va aiutato eliminando la causa della sensibilità. Se il motivo è esogeno ( dipende da una causa esterna), si riesce a risolvere il problema nel 100% dei casi. Ma se si tratta di disturbi andogeni, come la dermatite atopica, puoi ottenere grossi miglioramenti con il tempo, ma la pelle rimarrà sensibile e secca e avrà bisogno di attenzione per tutta la vita.

gennaio 6, 2014   No Comments

Proteggiamo le nostre mani

mani protette inverno

Durante la stagione fredda le nostre mani patiscono particolarmente. Freddo e gelo seccano particolarmente la pelle procurando alle mani screpolature e prurito.

Ma non sono solo il freddo e il gelo a maltrattare le nostre mani. Anche noi ci mettiamo del nostro trascurandole costantemente. Le mani sono infatti esposte agli agenti atmosferici e allo smog tanto quanto il viso, ma si alterano e ne risentono molto di più perché mentre il viso lo coccoliamo, le mani le trascuriamo con lavaggi a volte troppo frequenti, detersgenti aggressivi, detersivi ed altro che distruggono il mantello idrolipidico della cute favorendone la secchezza.
Da evitare anche l’acqua troppo calda che tende a sottrarre lipidi alla pelle e saponi schiumogeni che sono aggressivi ed alterano il pH. Le mani andrebbero poi tamponate con panni morbidi invece che asciugare vigorosamente, magari con gli stracci da cucina. Inutile dire che i guanti sono sempre necessari, non solo quando si fanno i lavori di casa e si viene a contatto con i detersivi, ma anche quando si esce di casa, perché proteggono la pelle che il freddo tende a disidratare. Bisogna considerare, inoltre, che d’inverno si produce meno sebo, ossia meno grasso, e questo è un altro fattore che favorisce la secchezza.

Le creme emollienti sono fondamentali per la salute delle nostre mani e andrebbero usate il più spesso possibile per proteggerle ed idratarle. Senza dimenticare che anche le unghie hanno bisogno di una giusta idratazione. Meglio usare quelle resistenti all’acqua in modo da non doversele rispalmarle ogni volta che ci si lava le mani. Vanno sicuramente bene le creme che utilizzano oli vegetali e altri estratti naturali come gli omega 3 e gli omega 6. Sono utili anche le creme che contengono acqua termale e quelle con vitamina C e favonoidi: capillari-protettori che proteggono i vasi sanguigni delle mani suscettibili di rompersi o dilatarsi.
Infine è fondamentale che una crema mani da giorno abbia un filtro solare: la lunga esposizione al sole facilita, infatti, la comparsa delle macchie sulle mani.

dicembre 12, 2013   No Comments

Pediluvio e cure per i piedi

come fare il pediluvioCon l’arrivo del caldo è tempo di scoprire i piedi, per lungo tempo nascosti sotto scarponi, calze e calzini. Piedi da favola, morbidi e con unghie sane e luccicanti richiedono cura e dedizione soprattutto dopo l’inverno. Un toccasana per i piedi è il pediluvio, da effettuarsi regolarmente ed al bisogno.

Come fare il pediluvio
Preparare una bacinella con l’acqua non troppo calda. La temperatura giusta deve essere poco più alta di quella corporea.
Per dare relax ai piedi e sciogliere le tensioni, aggiunger un mix di sale grosso e aromi come la menta (decongestionante), il rosmarino (stimolante), la salvia (disinfettante). Se si hanno i piedi stanchi sono efficaci i Sali del Mar Morto, ricchi di minerali essenziali per il benessere della pelle. Oppure i Sali arricchiti di estratti naturali come timo, camomilla, ginepro o eucalipto.

Lasciare i piedi immersi fino alle caviglie per 10 minuti, ma senza tenerli del tutto fermi, in modo da beneficiare del micro massaggio del liquido. Ci sono poi delle pastiglie effervescenti per il pediluvio. Creano delle micro bollicine che accentuano il potere rilassante.

Dopo l’immersione è bene concludere con un scrub. Perfetto il sale grosso unito ad olio extra vergine di oliva. Per un’azione più delicata i gommage con polveri di noccioli di albicocca o di semi di vinacciolo, che esfoliano senza aggredire.

Per prevenire irritazioni e contro i cattivi odori è bene usare creme a base di lichene e canfora dall’azione antifungina. Per le callosità diffuse un buon rimedio è l’acido citrico, dall’azione levigante, mentre burri ed oli si buoni rimedi antisecchezza.

D’estate, con l’aumentare dell’umidità, i piedi sono anche più esposti a funghi e micosi estive. E’ importante curare bene l’igiene quotidiana e soprattutto asciugare bene le dita dopo il bagno o la doccia, utilizzando anche il phon. Se si notano segni sospetti come desquamazioni o arrossamenti tra le dita o unghie macchiate, è consigliabile una visita podologica, che confermerà o meno se si tratta di micosi, da curare tempestivamente con trattamenti mirati.

giugno 11, 2013   No Comments

Allergia al nichel: da contatto e sistemica

allergia agli orecchiniLa forma più tipica di allergia al nichel ed anche la più facile da riconoscere è quella da contatto. In soggetti allergici al nichel, dopo il contatto con oggetti o prodotti che lo contengono, si manifestano eritemi, vesciche e pelle secca accompagnati da bruciore e prurito.
Gli oggetti che maggiormente stimolano questa forma di allergia sono gioielli di bigiotteria, bottoni dei jeans e molti cosmetici. Per questo motivo gli eritemi si manifestano sul lobo dell’orecchio, sul collo o nell’area ombelicale.
Esiste anche la forma sistemica, ovvero un’allergia al nichel che compare dopo l’assunzione di cibi che lo contengono. Questa forma, meno comune della precedente, in genere interessa già chi soffre di dermatite da contatto da nichel e si manifesta con la presenza di puntini diffusi in tutto il corpo.

Prevenzione del contatto
La prima forma di cura per evitare eritemi e dermatiti da nichel è la prevenzione del contatto. Evitare di usare bigiotteria di ogni tipo e scegliere esclusivamente cosmetici che in etichetta riportano la dicitura nichel free, ovvero privi di nichel.
Per chi è affetto da allergia di tipo sistemico una buona precauzione è l’utilizzo di coltelli in ceramica, i cosiddetti coltelli da sushi. Spesso si tende ad eliminare alcuni cibi perché si pensa che siano pieni di nichel. Tipicamente il pomodoro è ritenuto ad alto contenuto di metallo, ma in realtà non ne racchiude molto. Utilizzando però i comuni coltelli, la polpa tende ad assorbire velocemente il nichel contenuto nella lama. Usando coltelli in ceramica, che ne sono del tutto privi, si evita il contagio.

Vaccino e terapia
La terapia più frequente, utilizzata giù da diversi anni, è il vaccino. L’immunoterapia prevede di somministrare regolarmente piccoli dosaggi della sostanza a cui la persona è allergica. L’efficacia di questo vaccino è stata confermata per esempio dagli apparecchi ortodontici con fili metallici che contengono nichel. I ragazzi che mettevano l’apparecchio prima di farsi i fori alle orecchio o il piercing, difficilmente riscontravano allergia, invece chi faceva prima i fori alle orecchio e poi metteva l’apparecchio, più frequentemente aveva reazioni allergiche. Questo perché il dispositivo a contatto costante con le mucose della bocca costituiva una sorta di vaccino.

Vi sono pomate da utilizzare sulla parte colpita, a base di mometasone,  ma il loro uso va limitato a brevi periodi e con cautela, sia in caso di lesioni da contatto sia per le dermatiti sistemiche.

Esiste una cura, disponibile per ora solo in ospedale, a base di vitamina A molto efficace nella dermatite delle mani. Non tutti però possono accedervi e la decisione spetta al medico.

maggio 19, 2013   No Comments

Rimedi naturali per geloni, mani secche e screpolate

L’inverno  molto spesso rappresenta un nemico per le nostre mani. Con il freddo infatti arrivano mani secche, ruvide, ragadi e desquamazioni ed il disagio è notevole: perdita di sensibilità, bruciore e dolore. Causa appunto del freddo che, contraendo i vasi sanguigni, impedisce al sangue di irrorare i tessuti correttamente.

Come difendersi
A causa della scarsa presenza di ghiandole sebacee, la pelle del dorso delle mani è decisamente fragile, delicata, più esposta  alle aggressioni. Ecco perché ha bisogno di cure aggiuntive. Al mattino applicare uno strato di crema sulle mani per mantenere inalterato il film idrolipidico. Alla sera effettuare una maschera con una crema alle vitamine da lasciare agire per tutta la notte indossando un paio di guanti di cotone. Se le mani presentano piccole ferite o escoriazioni, scegliere una crema ristrutturante che favorisca la ricostruzione della superficie cutanea. In caso di piccoli tagli, si possono utilizzare anche i cerottini da applicare alle dita. Creme ricostituenti e cerottini si acquistano in farmacia.

Geloni
La pelle delle dita delle mani o dei piedi tende inizialmente ad arrossarsi, poi si secca e si screpola più del dovuto fino ad arrivare agli stadi più avanzati, in cui compaiono dolori e gonfiori provocati dal restringimento dei piccoli vasi sotto pelle in condizioni di basse temperature.
Importante è tenere le mani e i piedi caldi rispettivamente con guanti e calze. Alla sera sono consigliati i maniluvi e pediluvi in un infuso tiepido di tè o di salvia che oltre a leni re riattivano la circolazione. Effetti simili si ottengono avvolgendo le aree interessate in una garza imbevuta in acqua minerale e di hamamelis. Indicati anche i massaggi e le frizioni con alcol.

Cure quotidiane
Le mani si screpolano più facilmente se con i saponi vengono asportati i grassi che servono a proteggere la pelle. Quindi per lavarsi le mani è bene non usare detergenti forti o alcalini ma i sonde (saponi non sapone) che rispettano il ph cutaneo. Vanno bene anche i detergenti delicati e non schiumogeni che non alterano la barriera cutanea. Per asciugare le mani, evitate l’aria calda. Sono da preferire i fazzoletti di carta e gli asciugamani. Se è impossibile fare a meno dell’aria calda, tenere le mani ad almeno venti centimetri dalla bocchetta e asciugarsi molto bene.
Una buona regola è anche quella di evitare il contatto con detersivi di varia natura perché alterano la barriera cutanea e seccano ulteriormente la pelle. Durante i lavori di casa proteggere le mani con guanti di gomma rivestiti internamente di cotone, che evita le eventuali allergie al lattice. Chi è obbligato a tenere le mani a mollo, può applicare una crema barriera che forma una sorta di film impermeabile all’acqua.

gennaio 6, 2012   No Comments

Rimedi per piedi secchi e screpolati

Avere piedi sempre belli e curati non è facile. Pelle ruvida ed ispessita, calli, fessurazioni sul tallone sono i nemici numero uno della bellezza dei nostri piedi. La maggior parte di questi inestetismi sono reazioni ad un appoggio sbagliato sulla scarpa. Lì dove l’appoggio o la scarpa premono o fanno male la pelle si difende aumentando rapidamente lo spessore dello strato corneo. Ecco allora gli ispessimenti della pelle sulla pianta, a fianco e sotto l’alluce, e sotto i talloni; ecco i calli, sulla pianta e sulle dita; e le fessurazioni, ovvero i tagli che si producono da soli sui bordi del tallone.  Di solito sono il frutto della trascuratezza verso il benessere dei piedi durante l’inverno; sono spesso dolorosi e sempre antiestetici.
Per mantenere i piedi il più possibile lontano da questi fastidiosi inestetismi è necessario intervenire su due punti: idratazione e esfoliazione.

Come idratare ed ammorbidire i piedi

La pelle che si ispessisce, che diventa ruvida e che si fissura è un genera una pelle secca. Un intervento utile è quindi quello di ricorrere a sostanze idratanti e ammorbidenti, che migliorano la compattezza e l’elasticità e, di conseguenza, la rinforzano anche contro le irritazioni da pressione e da sfregamento.
Alcune sostanze idratanti, poi, favoriscono anche l’esfoliazione, riducendo lo spessore di duroni e calli. Un principio attivo caratteristico di questi prodotti è l’urea. Usato in percentuale del 10% idrata e facilita l’assorbimento delle sostanze cosmetiche, favorendo anche una blanda esfoliazione. In percentuale superiore, come al 25-30% e oltre, allenta la coesione delle cellule morte dello strato corneo (corneociti), favorendo sensibilmente l’esfoliazione e , quindi, la riduzione degli ispessimenti e l’affioramento degli strati sottostanti, più morbidi e lisci.

Come levigare la pelle dei piedi con ingredienti esfolianti
Tra gli ingredienti esfolianti caratteristici rientrano l’acido salicilico, una componente principale di creme, saponette e scrub; gli alfaidrossiacidi, come gli acidi glicolico, lattico, citrico, malico, tartarico; alcuni enzimi proteolitici naturali, che agiscono sulle proteine di giunzione tra le cellule cornee (desmosomi) accelerando il processo naturale di desquamazione; e la pomice, la leggera pietra vulcanica, usata sia come pietra da passare sugli ispessimenti sia in polvere negli scrub.
I prodotti specifici si presentano sotto forma di creme e mousse da spalmare una o due volte al giorno sui piedi ben lavati e asciugati; poi per levigare la cute sono disponibili scrub, gel, stich e perfino “calzini” da indossare per un’ora e avere nei giorni seguenti l’esfoliazione desiderata.

settembre 10, 2011   No Comments

Rimedi per la pelle secca: i principi attivi più efficaci

Durante la stagione invernale la pelle, sempre coperta, poco ossigenata e spesso trascurata, perde il suo livello ottimale di idratazione e nutrimento. Il problema della pelle secca è particolarmente sentito in questa stagione, comportando anche fastidiose sensazioni di prurito e una maggiore facilità di irritazione.

Le parti del corpo più colpite solitamente sono dove la pelle è più sottile e povera di nutrimento come le gambe dal ginocchio in giù, la parte interna delle braccia e delle cosce, il decolleté e il ventre.
Vediamo quali sono i principi attivi più efficaci per contrastare la pelle secca.

Oli vegetali
Apportano alla pelle gli acidi grassi essenziali, in particolare il linolenico e l’alfa-linolenico, di cui necessita per mantenersi nutrita e morbida. La loro affinità cutanea li rende particolarmente efficaci nel compensare le carenze nutritive: gli oli di macadamia, avocado, jojoba e sesamo penetrano facilmente senza lasciare tracce di unto, riparano il film idrolipidico di protezione danneggiato dalle aggressioni esterne e restituiscono compattezza.
Particolarmente efficace contro l’aridità della pelle si rivela l’olio di argan: ricavato dalle noci dell’argan, un albero originario del Marocco.  Ricchissimo di acidi omega 3 e 6 svolge una decisa azione protettiva e nutriente e la presenza di vitamina E, un potente antiossidante naturale, è di aiuto per contrastare l’invecchiamento cutaneo.

I burri vegetali
Il più utilizzato è il burro di karité. Ricavato dalle mandorle di un albero che cresce nel Mali, nel Gabon e in Senegal, vanta una composizione di acidi grassi molto simile a quella della pelle. Questo, oltre a garantire un’elevata compatibilità, lo rende particolarmente efficace nel compensare le carenze nutritive della cute.
L’uso regolare permette di godere appieno delle sue ottime proprietà protettive, emollienti e idratanti. Nei trattamenti per il corpo vengono usati anche altri burri, come quello di cacao, con spiccate valenze restitutive.

La glicerina
E’ uno degli ingredienti classici, ma tra i più efficaci contro la disidratazione. Le sue valenze emollienti e protettive, aiutano la pelle a trattenere acqua, conservando il giusto grado di umidità.

Le vitamine
Contribuiscono a mantenere e a ripristinare l’equilibrio della pelle. Particolarmente utilizzata è la vitamina E, che con la sua azione antiossidante argina i danni provocati dai radicali liberi con un deciso effetto antietà.

febbraio 4, 2011   1 Comment

Contrastare la pelle secca nei mesi invernali

I cosiddetti malanni di stagione mettono a dura prova non soltanto il nostro sistema immunitario con raffreddori, mal di gola e tosse ma anche la pelle, particolarmente sensibile all’arrivo della stagione fredda. L’esposizione a vento e freddo, insieme agli sbalzi di temperatura fra casa ed esterno rendono la pelle più secca del solito, favorendo gli arrossamenti e irruvidendola.
Questi fenomeni si verificano perché diminuiscono le funzioni dedicate alla produzione di grassi.
I tipi di grasso prodotti dalla pelle sono due. Il più noto è quello sebaceo prodotto dalle ghiandole sebacee che nei mesi freddi possono essere meno attive. L’altro tipo di grasso consiste nei cosiddetti lipidi interlamellari, prodotti dalle cellule dell’epidermide, e denominato ceramidi. Servono ad impedire la perdita di acqua attraverso lo strato corneo, quello più esterno.
Durante l’inverno, in seguito ad alcune reazione dell’organismo, i ceramidi vengono prodotti in quantità minore, e diminuisce quindi la loro funzione di barriera. Aumenta di conseguenza la perdita di acqua e lo strato corneo diventa più secco. La pelle diventa molto più asciutta specie nelle parti del corpo più esposte, il viso e le mani. I continui sbalzi dal caldo interno al freddo esterno provocano poi un rapido alternarsi di costrizione dei vasi sanguigni superficiali (per il freddo) e di dilatazione (per il caldo).
L’equilibrio idrolipidico si altera, causando arrossamenti e disidratazione, sulle guance possono apparire antiestetici reticoli e venuzze.

Il primo accorgimento per contrastare questa secchezza è coprirsi bene, allo scopo di limitare l’esposizione al freddo. E’ bene indossare sempre i guanti per proteggere le mani e le calze spesse per non seccare la delicata pelle delle gambe.
Non tenere in casa una temperatura eccessivamente alta per evitare alla pelle i traumi di sbalzi termici eccessivi.
A maggior ragione durante i mesi invernali è bene scegliere un prodotto neutro e delicato per la propria igiene e anche per struccarsi il viso.
No ai bagni eccessivamente caldi; anche se in inverno fanno particolarmente piacere non fanno bene al film idrolipidico di protezione. La superficie cutanea si indebolisce e il calore dilata i capillari arrossando la pelle. L’ideale è una doccia non troppo prolungata con acqua a 38°.

Particolare attenzione alla pelle del viso che subisce l’attacco di smog e polveri sottili. Queste rendono tra l’altro difficile la traspirazione e svolgono un’azione ossidante sulla pelle. In quelle situazioni l’equilibrio idrolipidico si altera facilmente: mai dimenticarsi allora di idratare il volto con prodotti adeguati e di spruzzare ogni tanto uno spray idratante, magari a base di acqua termale.
Le raccomandazioni valgono per ogni tipo di pelle,ma soprattutto per quella sensibile e soggetta a facili arrossamenti. Ad esempio, prodotti a base di vitamina E svolgono un’azione lenitiva sul prurito, unitamente da un’azione emolliente e idratante. I giusti trattamenti aiutano a ripristinare lo strato corneo, cioè la difesa esterna dell’epidermide formata dalle cellule che hanno finito il loro ciclo vitale.
Anche il trucco deve aiutare la pelle a proteggersi dal freddo e a non seccarsi. Preferire durante la stagione fredda un fondotinta dalla formulazione fluida, ricca di sostanze idratanti e sempre con filtri anti Uv.
Da non dimenticare che l’idratazione viene anche dall’interno ed anche in inverno per aiutarla bisogna bere 8-10 bicchieri di acqua al giorno, oppure sorseggiare infusi e tisane (molto indicate quelle a base di cannella, zenzero grattugiato e chiodi di garofano).
In camera da letto poi bisognerebbe usare un umidificatore, soprattutto durante la notte. Quando l’umidità scende al di sotto del 50%, la pelle e tutto l’organismo ne risentono.

dicembre 12, 2010   No Comments